La manifestazione
«Combustibile in discarica: perché?»
di Francesca Ferri
Il Movimento 5 stelle chiede lumi sulla presenza di Css nella vasca dove è scoppiato il rogo e annuncia un esposto
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CIVITELLA PAGANICO. Nella discarica di Cannicci (Civitella Paganico) che ha preso fuoco martedì scorso «si trovano collocati rifiuti costituiti prevalentemente da Fos e Css». Lo scrive l’Arpat in una nota ufficiale divulgata a seguito del rogo.
Ma cosa si nasconde dietro quelle sigle? Molto più di quanto si pensi, dice il Movimento 5 stelle di Grosseto. Se “Fos” sta per Frazione organica stabile, il rifiuto destinato alla discarica, una sorta di “organico sporco”, il Css è invece il Combustibile solido secondario. “Combustibile”, appunto.
«Che ci faceva il combustibile solido secondario all’interno della discarica? », chiede la consigliera comunale del Movimento 5 stelle Antonella Pisani. «Il Css – prosegue – è prodotto per essere utilizzato come combustibile, quindi destinato a inceneritori, cementifici, centrali termoelettriche, impianti siderurgici. È quello che fino al 2010 si chiamava “Cdr”, ovvero combustibile da rifiuti. La dicitura è stata modificata, ma la sostanza resta quella: un “combustibile”».
L’Arpat e la sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, lo dicono candidamente, ma il Movimento 5 stelle ha anche delle fotografie che confermano la presenza di ecoballe. «Queste foto ci sono state mandate circa una settimana fa da persone che ci hanno chiesto di fare luce – spiega Pisani –. In un primo momento ci siamo posti il problema di capire se si trattava veramente della discarica di Cannicci. Abbiamo chiesto nuove fotografie per avere una panoramica più ampia e non ci sono dubbi».
Le foto ritraggono i rifiuti depositati sul fondo del modulo e delle ecoballe bianche. «Questo materiale – prosegue Pisani – esce direttamente dall’impianto delle Strillaie, come peraltro ha spiegato anche la sindaca. Peccato che la destinazione di questo materiale non sarebbe la discarica, ma un inceneritore».
Secondo la Convenzione tra Ato e gestore dei rifiuti, ovvero la società Sei Toscana, in discarica vanno conferiti i rifiuti di risulta della lavorazione dell’impianto, i rifiuti che non sia stato possibile sottoporre a trattamento nei periodi di non funzionamento dell’impianto delle Strillaie per manutenzioni ordinarie, straordinarie o di forza maggiore. Quindi, di nuovo, nessun combustibile.
«Chi ha preso la decisione di conferire a Cannicci anche il Css? – chiede Pisani _. La sindaca Biondi, più che darlo per scontato, deve spiegare perché entrano questi materiali. E ci chiediamo se i commissari di Sei Toscana (società posta sotto commissariamento a seguito dell’inchiesta Clean City, ndr) fossero a conoscenza del conferimento del Css in discarica».
C’entra qualcosa l’attuale chiusura dell’inceneritore di Scarlino, per il quale le ecoballe di Css venivano prodotte? Anche su questo il M5s chiede chiarezza.
I pentastellati annunciano un’interrogazione al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e un esposto alla Procura della Repubblica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma cosa si nasconde dietro quelle sigle? Molto più di quanto si pensi, dice il Movimento 5 stelle di Grosseto. Se “Fos” sta per Frazione organica stabile, il rifiuto destinato alla discarica, una sorta di “organico sporco”, il Css è invece il Combustibile solido secondario. “Combustibile”, appunto.
«Che ci faceva il combustibile solido secondario all’interno della discarica? », chiede la consigliera comunale del Movimento 5 stelle Antonella Pisani. «Il Css – prosegue – è prodotto per essere utilizzato come combustibile, quindi destinato a inceneritori, cementifici, centrali termoelettriche, impianti siderurgici. È quello che fino al 2010 si chiamava “Cdr”, ovvero combustibile da rifiuti. La dicitura è stata modificata, ma la sostanza resta quella: un “combustibile”».
L’Arpat e la sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, lo dicono candidamente, ma il Movimento 5 stelle ha anche delle fotografie che confermano la presenza di ecoballe. «Queste foto ci sono state mandate circa una settimana fa da persone che ci hanno chiesto di fare luce – spiega Pisani –. In un primo momento ci siamo posti il problema di capire se si trattava veramente della discarica di Cannicci. Abbiamo chiesto nuove fotografie per avere una panoramica più ampia e non ci sono dubbi».
Le foto ritraggono i rifiuti depositati sul fondo del modulo e delle ecoballe bianche. «Questo materiale – prosegue Pisani – esce direttamente dall’impianto delle Strillaie, come peraltro ha spiegato anche la sindaca. Peccato che la destinazione di questo materiale non sarebbe la discarica, ma un inceneritore».
Secondo la Convenzione tra Ato e gestore dei rifiuti, ovvero la società Sei Toscana, in discarica vanno conferiti i rifiuti di risulta della lavorazione dell’impianto, i rifiuti che non sia stato possibile sottoporre a trattamento nei periodi di non funzionamento dell’impianto delle Strillaie per manutenzioni ordinarie, straordinarie o di forza maggiore. Quindi, di nuovo, nessun combustibile.
«Chi ha preso la decisione di conferire a Cannicci anche il Css? – chiede Pisani _. La sindaca Biondi, più che darlo per scontato, deve spiegare perché entrano questi materiali. E ci chiediamo se i commissari di Sei Toscana (società posta sotto commissariamento a seguito dell’inchiesta Clean City, ndr) fossero a conoscenza del conferimento del Css in discarica».
C’entra qualcosa l’attuale chiusura dell’inceneritore di Scarlino, per il quale le ecoballe di Css venivano prodotte? Anche su questo il M5s chiede chiarezza.
I pentastellati annunciano un’interrogazione al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e un esposto alla Procura della Repubblica.
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