Attenzione
Arpat a caccia di diossine e altri inquinanti
di Elisabetta Giorgi
I risultati arriveranno tra 10 giorni. La sindaca emette una nuova ordinanza che restringe le limitazioni
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PAGANICO. Intanto dopo l’incendio di Cannicci si cerca di capire quanto la zona sia tossica. Ieri mattina Arpat ha compiuto con Asl un sopralluogo in zona per fare campionamenti e avviare le analisi per rilevare l’eventuale presenza di diossine e altri materiali microinquinanti.
I tecnici hanno prelevato 7 campioni dal suolo e 3 da vegetali a foglia larga andando anche oltre il raggio cautelativo indicato nell’ordinanza sindacale emessa dalla sindaca Alessandra Biondi. I campioni prelevati sono stati inviati al laboratorio Arpat di area vasta di Firenze per la determinazione analitica degli eventuali microinquinanti presenti, ovvero diossine, ipa e pcb. Diossine, policlorobifenili (pcb) e idrocarburi policiclici aromatici (ipa) sono sostanze chimiche indicate come microinquinanti organici a causa della loro elevata tossicità, potenziale a bassissime concentrazioni. I tempi tecnici per avere i risultati sono di circa 10 giorni.
Ulteriori spiragli rispetto alle misure cautelative imposte con la prima e seconda ordinanza sono arrivate ieri, da parte della sindaca Alessandra Biondi con una terza ordinanza emessa nel pomeriggio. Ciò in seguito alla nota (sopraggiunta in giornata) del Dipartimento della Prevenzione Unità Funzionale Igiene, Sanità pubblica e Nutrizione dell’Asl. Il sindaco ordina di revocare i provvedimenti di «tenere chiuse le finestre delle abitazioni situate nella zona circostante, per un raggio di circa 1,5 Km dal luogo dell’incendio» e di «usare particolari precauzioni per le persone anziane con problemi respiratori e per le donne in stato di gravidanza». Ordina invece di mantenere le cautele di «non consumare frutta e verdura raccolte se non preventivamente sottoposte ad un accurato lavaggio» e «non far pascolare animali ad uso zootecnico» limitandola alle aree di ricaduta individuate nel modello diffusionale predisposto da Arpat.
I tecnici hanno prelevato 7 campioni dal suolo e 3 da vegetali a foglia larga andando anche oltre il raggio cautelativo indicato nell’ordinanza sindacale emessa dalla sindaca Alessandra Biondi. I campioni prelevati sono stati inviati al laboratorio Arpat di area vasta di Firenze per la determinazione analitica degli eventuali microinquinanti presenti, ovvero diossine, ipa e pcb. Diossine, policlorobifenili (pcb) e idrocarburi policiclici aromatici (ipa) sono sostanze chimiche indicate come microinquinanti organici a causa della loro elevata tossicità, potenziale a bassissime concentrazioni. I tempi tecnici per avere i risultati sono di circa 10 giorni.
Ulteriori spiragli rispetto alle misure cautelative imposte con la prima e seconda ordinanza sono arrivate ieri, da parte della sindaca Alessandra Biondi con una terza ordinanza emessa nel pomeriggio. Ciò in seguito alla nota (sopraggiunta in giornata) del Dipartimento della Prevenzione Unità Funzionale Igiene, Sanità pubblica e Nutrizione dell’Asl. Il sindaco ordina di revocare i provvedimenti di «tenere chiuse le finestre delle abitazioni situate nella zona circostante, per un raggio di circa 1,5 Km dal luogo dell’incendio» e di «usare particolari precauzioni per le persone anziane con problemi respiratori e per le donne in stato di gravidanza». Ordina invece di mantenere le cautele di «non consumare frutta e verdura raccolte se non preventivamente sottoposte ad un accurato lavaggio» e «non far pascolare animali ad uso zootecnico» limitandola alle aree di ricaduta individuate nel modello diffusionale predisposto da Arpat.
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