Sicurezza
Travolto dal Suv, muore dopo due giorni
Tommaso Sicignano non ce l’ha fatta. La tragedia mentre tornava a Grosseto per il funerale della nonna
SIENA. Il filo della speranza si è spezzato alle 12.10 di ieri. Il suo fisico, seppur forgiato dallo sport, non ha retto all’impatto di un Suv che gli è piombato addosso e alla sfortuna che si è accanita con inimmaginabile crudeltà, strappando la vita a un ragazzo che vi si stava affacciando con la sua carica di positività, impegno e sani valori.
Tommaso Sicignano, 25 anni, è morto ieri poco dopo mezzogiorno all’ospedale Le Scotte di Siena dove era stato ricoverato nel primo pomeriggio di lunedì. L’operazione d’urgenza alla quale era stato sottoposto per arginare il forte trauma cranico dovuto all’incidente non aveva dato ai medici la certezza che le condizioni di salute del giovane sarebbero migliorate. Il tempo, purtroppo, non ha potuto impedire che la scintilla si spegnesse.
Tommaso, originario di Marina di Grosseto, si trovava a bordo della sua Fiat 500 e stava tornando a Grosseto da Firenze, la città dove si era laureato appena lo scorso dicembre in Scienze motorie, e dove lavorava in una palestra come personal trainer.
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Il padre, Paolo Sicignano, addetto alla sicurezza all’ospedale Misericordia non si dà pace. «Non avrebbe dovuto essere lì in quel momento: è tornato per stare vicino a me», dice con la voce rotta dal pianto.
La famiglia aveva appena subito un grave lutto. La nonna di Tommaso, Antonia, madre di Paolo, era morta e lunedì si celebrava il funerale. Tommaso stava tornando proprio per darle l’ultimo saluto, per stare accanto al padre, al fratello minore Matteo e alla mamma Marina Fernanda Bromo. Il funerale era fissato per le 16.
«L’ultima volta che ci siamo visti è stato all’obitorio. Non posso crederci – dice Paolo –. In dodici ore ho perso madre e figlio».
Tommaso era arrivato all’altezza di Siena, tra Siena nord e Acquacalda, quando l’auto è andata in panne. Ha accostato, ha telefonato alla mamma per avvertire del contrattempo, poi ha chiuso la telefonata. Poco dopo un Suv gli è piombato addosso, prendendolo in pieno. La famiglia è stata avvertita dell’incidente durante la cerimonia funebre.
«La questura di Siena ha aperto un procedimento per omicidio colposo – spiega ancora il padre –. Ci hanno detto che Tommaso aveva ragione al cento per cento».
Babbo Paolo tiene a sottolinearlo, orgoglioso del rigore del figlio anche nell’ultimo tragico momento. Tommaso era uno sportivo. La laurea era stata il coronamento di una vita vissuta e goduta appieno nell’attività fisica. Il basket era la sua passione. Cresciuto nelle squadre di Grosseto, nella stagione 2010-11 aveva militato nel Basket Golfo a Piombino, dove aveva giocato nella squadra Under 19 Open.
«Lavorava in varie palestre a Firenze – racconta ancora il padre – ed è stato preparatore atletico della pallanuoto femminile di Firenze, che proprio quest’anno ha avuto una promozione».
«Era la persona più importante per me – lo ricorda il fratello, Matteo Sicignano, 23 anni –. Era il primo in tutto, io cercavo sempre di copiarlo. Giocavamo a basket insieme, abbiamo fatto i bagnini insieme a Marina. Lo seguivo come un’ombra, era una persona sempre pronta ad aiutare la gente».
«L’ultima cosa bella che abbiamo fatto insieme è stato il giorno della sua laurea», dice mamma Marina Fernanda con un filo di voce. Occhiali da sole, corona d’alloro, tesi sotto il braccio, Tommaso si fa immortalare in un’elegantissima mise di giacca con gilet e cravatta e l’espressione di chi ha raggiunto un obiettivo ma, da sportivo, ha già pronta la prossima meta. Tommaso si stava infatti preparando a partire per gli Stati Uniti per seguire un master in scienze motorie.
La famiglia ha dato l’assenso a donare gli organi, ma ancora ieri era in attesa di sapere se il giudice avrebbe dato il via libera all’espianto o se questo fosse incompatibile con l’autopsia, disposta sempre dal giudice.
Anche la data del funerale sarà fissata solo una volta effettuata l’autopsia. La famiglia ha chiesto la disponibilità del duomo di Grosseto.
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