Sicurezza
Stanziati centomila euro a sostegno degli allevatori
di Fiora Bonelli
Due ministeri intervengono per il bestiame di selezione dopo il taglio di risorse Rabazzi (Cia): «Bene arrivati, c’è bisogno comunque di minore burocrazia»
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GROSSETO. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali stanzia 15 milioni di euro per l’associazione degli allevatori per superare il taglio di risorse di pari importo emerso nella Conferenza Stato-Regioni.
Alla provincia di Grosseto sono toccati 95.349,60 euro. Di questi 15 milioni, 10 arrivano dal Ministero dell’economia con la legge di assestamento al finanziamento diretto delle attività in materia di controlli funzionali del bestiame, e gli altri 5 milioni vengono coperti dal Mipaaf con risorse proprie. L’operazione è andata a tamponare, per quest’anno, il taglio di risorse con cui la Conferenza Stato-Regioni aveva penalizzato l’Aia, l’associazione italiana allevatori che allevano in selezione razze particolari di bestiame e che per farlo beneficiano di servizi particolari, come la tenuta del libro genealogico e altri servizi essenziali.
«Abbiamo superato un taglio di risorse che non abbiamo mai condiviso – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – risolvendo un problema che rischiava di creare difficoltà ai nostri allevatori. Ringrazio il ministro Padoan per la pronta individuazione di una soluzione. Continuiamo a lavorare per la tutela di un settore strategico come quello zootecnico, al di sopra di ogni polemica». Lo stesso ministro, insomma, allude a qualche polemica nata sulla questione.
Un aspetto della querelle lo spiega il presidente della Cia grossetana Enrico Rabazzi: «Innanzitutto– dice– sono contento dei 95.349 euro che toccano alla nostra provincia. Non sono pochi, perché gli allevatori che hanno bestiame in selezione in provincia non sono numerosi e quindi la cifra è abbastanza alta. Va detto però che questi soldi vengono assegnati all’Aia, cioè alla associazione allevatori italiani di cui fanno parte le Ara, associazione di allevatori regionali. È, questo, un meccanismo costoso, che deve essere snellito in tutte le regioni. Per esempio l’Ara della regione Toscana ha accorpato nove province con immediato risparmio e guadagno in snellezza. Anche nelle altre regioni il sistema deve essere rivisto in questo senso, in un momento come questo che stiamo vivendo in cui le risorse scarseggiano. Il sistema allevatori in selezione ha bisogno di avere un’associazione, ma non farraginosa e dispendiosa come quella odierna. È per questo, poi, che le risorse rischiano di essere tagliate. Va fatta una profonda riflessione di restyling dell’Aia perché questi soldi ottenuti questa volta non sono per sempre. Per quest’anno il pericolo è scongiurato ma bisogna far presto a migliorare il marchingegno. Gli allevatori in selezione non possono rinunciare ad avere i servizi per allevare razze di qualità e selezionate».
Rabazzi fa presente anche che la Cia parlerà dei problemi degli allevatori, delle prospettive e delle opportunità, domani pomeriggio, con inizio alle ore alle 18, nel corso di un convegno organizzato all’interno della sagra di Arcille.
Alla provincia di Grosseto sono toccati 95.349,60 euro. Di questi 15 milioni, 10 arrivano dal Ministero dell’economia con la legge di assestamento al finanziamento diretto delle attività in materia di controlli funzionali del bestiame, e gli altri 5 milioni vengono coperti dal Mipaaf con risorse proprie. L’operazione è andata a tamponare, per quest’anno, il taglio di risorse con cui la Conferenza Stato-Regioni aveva penalizzato l’Aia, l’associazione italiana allevatori che allevano in selezione razze particolari di bestiame e che per farlo beneficiano di servizi particolari, come la tenuta del libro genealogico e altri servizi essenziali.
«Abbiamo superato un taglio di risorse che non abbiamo mai condiviso – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – risolvendo un problema che rischiava di creare difficoltà ai nostri allevatori. Ringrazio il ministro Padoan per la pronta individuazione di una soluzione. Continuiamo a lavorare per la tutela di un settore strategico come quello zootecnico, al di sopra di ogni polemica». Lo stesso ministro, insomma, allude a qualche polemica nata sulla questione.
Un aspetto della querelle lo spiega il presidente della Cia grossetana Enrico Rabazzi: «Innanzitutto– dice– sono contento dei 95.349 euro che toccano alla nostra provincia. Non sono pochi, perché gli allevatori che hanno bestiame in selezione in provincia non sono numerosi e quindi la cifra è abbastanza alta. Va detto però che questi soldi vengono assegnati all’Aia, cioè alla associazione allevatori italiani di cui fanno parte le Ara, associazione di allevatori regionali. È, questo, un meccanismo costoso, che deve essere snellito in tutte le regioni. Per esempio l’Ara della regione Toscana ha accorpato nove province con immediato risparmio e guadagno in snellezza. Anche nelle altre regioni il sistema deve essere rivisto in questo senso, in un momento come questo che stiamo vivendo in cui le risorse scarseggiano. Il sistema allevatori in selezione ha bisogno di avere un’associazione, ma non farraginosa e dispendiosa come quella odierna. È per questo, poi, che le risorse rischiano di essere tagliate. Va fatta una profonda riflessione di restyling dell’Aia perché questi soldi ottenuti questa volta non sono per sempre. Per quest’anno il pericolo è scongiurato ma bisogna far presto a migliorare il marchingegno. Gli allevatori in selezione non possono rinunciare ad avere i servizi per allevare razze di qualità e selezionate».
Rabazzi fa presente anche che la Cia parlerà dei problemi degli allevatori, delle prospettive e delle opportunità, domani pomeriggio, con inizio alle ore alle 18, nel corso di un convegno organizzato all’interno della sagra di Arcille.
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