Il Tirreno

Grosseto

Sequestrata la vasca da cui è partito il rogo 

di Francesca Ferri
Sequestrata la vasca da cui è partito il rogo 

Paganico, dopo 30 ore di lavoro i vigili del fuoco hanno spento l’incendio nella discarica. Oggi campionamenti di Asl e Arpat

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CIVITELLA PAGANICO. Dopo trenta ore di lavoro incessante, con sette squadre a rotazione di vigili del fuoco, una decina di mezzi e l’impiego dei dipendenti, è stato spento alle 6 di ieri mattina il pauroso incendio alla discarica di Cannicci, nel comune di Civitella Paganico, e l’aria è tornata respirabile. Il giorno dopo si contano i danni, si valuta quello ambientale e si indaga su cosa abbia scatenato l’inferno che ha trasformato il modulo 11 in un enorme bacino di fuoco dal quale si è sprigionato un fumo tossico. Per precauzione durante le operazioni di spegnimento, fanno sapere i vigili del fuoco, la Croce rossa italiana è rimasta sul posto. Il fumo era talmente acre che il rischio, per gli uomini impegnati a domare le fiamme, era molto alto.

Sequestrato il modulo 11. I carabinieri, ai quali sono state affidate le indagini, hanno sequestrato il modulo 11, quello da cui è partito il fuoco. Il modulo – una vasca scavata nel terreno che, al pari delle altre, raccoglie i rifiuti urbani trattati nell’impianto delle Strillaie, a Principina terra – è il più recente, inaugurato a giugno. La sindaca Alessandra Biondi ieri ha lasciato poco spazio al dubbio: «Al 99% si tratta di un incendio doloso», ha dichiarato al Tirreno. Una parte della recinzione è stata trovata manomessa e il tipo di rifiuti conferito qui è ormai secco e stabilizzato.

Rifiuti smistati altrove. A causa della revoca del modulo che dovrebbe ricevere i nuovi rifiuti, questi sono stati dirottati altrove. «L’Ato rifiuti – spiega la sindaca Biondi – ha provveduto a ridistribuire i flussi in altre discariche per il periodo limitato alle indagini».

Ordinanza in vigore ma ristretta. L’ordinanza emanata due giorni fa dalla sindaca Alessandra Biondi resta in vigore, ma l’area interessata è stata rimpicciolita. Il provvedimento è necessario perché le sostanze nocive sprigionate in atmosfera dalla combustione dei rifiuti, in particolare diossina, sono pericolose per la salute e l’ambiente sia se respirate sia, cadendo a terra, depositate sul terreno e sulle piante. Già dal giorno stesso dell’incendio la prima cittadina ha vietato di aprire le finestre in un raggio di 2,5 chilometri dall’impianto, di consumare frutta e verdura raccolte nelle aree vicino all’incendio (a meno che non vengano ben lavate), di far pascolare gli animali nella stessa area. L’ordinanza prevede anche che le donne incinte e le persone anziane o con problemi respiratori prestino particolare attenzione. «Ad oggi l’ordinanza viene ristretta a un raggio massimo di 1,5 chilometri dal luogo dell’incendio», spiega Biondi.

Le analisi dell’Arpat. È stato possibile restringere l’area interessata dalle ricadute delle sostanze nocive grazie all’intervento del settore Modellistica previsionale dell’Arpat che ha acquisto i dati meteo rilevati ogni 30 minuti dalla stazione in esercizio alla discarica, e ha delimitato l’area interessata secondo una mappa che pubblichiamo in pagina. L’area poligonale gialla indica l’estensione della discarica, mentre quella arancione il lotto interessato dall’incendio; le zone di impatto sono indicate con l’area poligonale azzurra. In queste zone stamani sempre l’Arpat preleverà materiale di matrice ambientale per analizzarlo. «Arpat e Asl faranno un censimento delle colture che ricadono in questo raggio – spiega la sindaca –. In attesa dei dati ufficiali resta confermata l’ordinanza, seppur modificata per un’area più ristretta di 1, 5 chilometri di raggio dalla discarica. In particolare, l’area più a rischio è di circa 500-700 metri in direzione Dogana e 1,5 chilometri verso Sasso d’Ombrone».

La posizione della discarica. Va infine precisato la discarica di Cannicci si trova vicino agli abitati di Paganico e di Dogana, mentre Monte Antico è più lontana. Chiedono di precisarlo gli abitanti di Monte Antico che esprimono nel contesto la propria solidarietà alle persone danneggiate dall’evento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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