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«Costretto a chiudere il centro per i rapaci» 

«Costretto a chiudere il centro per i rapaci» 

Cupi, Bececco dopo l’interruzione della strada: «Sono l’unico autorizzato, da solo non ce la faccio»

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MAGLIANO IN TOSCANA. Chiude il centro di riabilitazione dei rapaci di Cupi, a Magliano in Toscana. Luca Bececco le ha provate tutte ma adesso dice basta. La chiusura l’ha comunicata direttamente sulla sua pagina Facebook.

«Dopo 22 giorni di ostinata perseveranza nella conduzione del centro – scrive Bececco– devo prendere atto che le attuali situazioni di accesso alla struttura mi impediscono di provvedere alla cura e alla custodia dei rapaci affidati per la riabilitazione». Al momento Bececco è l’unico che può accedere al centro e da solo, senza l’aiuto di altri volontari, non ce la fa più. Dopo che il proprietario del terreno ha deciso di rendere l’accesso al centro impossibile, arrivare alla Corte degli Assioli è un vero percorso a ostacoli.

«Purtroppo – scrive sempre Bececco– l’unico veicolo che possiedo per accedere al centro, una Fiat Panda Van con 160.000 chilometri a cui vanno aggiunti gravi danneggiamenti al sottocoppa e agli ammortizzatori, non è adeguato per transitare nell’attuale strada sterrata, nonostante l’intervento di sistemazione fatto il 18 giugno con escavatore messo gratuitamente a disposizione da persone della zona che ringrazio per la collaborazione».

A rendere tutto più difficile, appunto, l’impossibilità di essere aiutato dai volontari. «Purtroppo – dice il responsabile del centro – da solo non ce la posso fare, soprattutto in questo periodo dove sono presenti pulli di rapaci che hanno bisogno di essere nutriti e accuditi più volte al giorno. Con grande dispiacere sono costretto a chiudere questa struttura per il benessere delle specie presenti». E basta dare un’occhiata alle foto da lui stesso pubblicate su Facebook per capire quale tipo di attività sia in corso in questi giorni.

Per Luca Bececco questa scelta è presa con grande rammarico. «Era in atto una conferenza dei servizi – spiega – Questo è sì un terreno privato ma di interesse pubblico. Purtroppo però ci hanno reso impossibile arrivarvi».

Ieri Bececco ha comunicato agli uffici della Regione Toscana la decisione. «Chiederò il trasferimento degli animali in altra struttura. Resterà in funzione il centro inanellamento e cattura a scopo scientifico e l’osservatorio ornitologico del Malpasso che continueranno le attività del progetto Ispra Monitoring». Luca Bececco è preoccupato per le sorti di una civetta rarissima di cui si sta studiando la genetica che è ospite nel centro: «Lo scopo di tutto è far tornare questi animali a volare. Spero che verranno messi in una struttura adeguata».

Ivana Agostini

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