Sicurezza
Via Scansanese «Sostituite i dossi»
di Giovanna Mezzana
I residenti lamentano che il cuore dell’abitato è zona 30 ma i dissuasori sono per la zona 50. E manca il marciapiede
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GROSSETO. Tutti li chiedono, in pochi li ottengono. Parliamo dei cosiddetti dissuasori di velocità o dossi, la cui installazione i residenti invocano da Grosseto – per la via Senese, ad esempio – a Orbetello per la strada della Giannella: ma non ovunque si possono posizionare anche perché, per esempio, frenano la corsa dei mezzi salvavita (118). A San Martino i dossi ci sono – e da parecchio tempo – ma, secondo i residenti, sono “sbagliati”. Non tutti i cuscinetti che trattengono la spinta sull’acceleratore sono del resto uguali: «Qui siamo in zona 30 – dice Lucio Lapalorcia, residente a San Martino dove sabato, alla pasticceria La Favorita, si è svolta un’altra tappa di Caffè Tirreno – ma sono stati installati dossi adatti alle zone 50».
Siamo lungo il tratto della via Scansanese che attraversa il cuore dell’abitato alle porte di Grosseto: “zona 30” significa che le auto qui devono procedere ad una velocità che non superi il limite di 30 km all’ora. Va da sè che se lungo la strada sono stati “sdraiati” dissuasori pensati per zone dove vige un limite di velocità più alto, fungono da tutto, fuorché da dissuasori. «Sono alti tre centimetri e mezzo – precisa Lapalorcia – e ormai sono anche usurati: insomma, sono perfettamente inutili». La proposta: «Devono essere sostituiti – aggiunge – E noi vogliamo lo stesso modello di strisce pedonali che ci sono in via della Repubblica».
Sul fronte della viabilità a San Martino, secondo i residenti, c’è molto da fare. «Innanzitutto – dicono – vorremmo che tutte le auto venissero parcheggiate entro gli stalli per una maggiore sicurezza. Per tutti». E non solo.
«Dalla fine del ponte (quando ci si lascia San Martino alle spalle, ndr) alla strada del cimitero – dettaglia Franco Matteassi – non esiste il marciapiede. E questa mancanza rappresenta un pericolo. Si rischia anche – aggiunge – percorrendo quel tratto in bicicletta: perché nessuno ha mai pensato a farci una pista ciclabile? Secondo noi è realizzabile». Manca il marciapiede, ma c’è penuria anche di lampioni a San Martino – non ci sono nel tratto della via Scansanese tra La Favorita e l’ex asilo, per esempio – e, quando scende il buio, restare incolumi in sella alla due ruote non è un gioco da ragazzi.
San Martino non è più frazione da tempo, ci spiegano i residenti, ma ha raggiunto lo status di “zona di continuità alla città”: «Ciò significa – dicono gli abitanti – che rispetto a prima paghiamo un conto più salato alla voce tributi. E allora se sborsiamo per le tasse perché non siamo più una frazione, vogliamo anche i servizi “tipici” della città».
Il ragionamento, come si suole dire, non fa una piega.
Siamo lungo il tratto della via Scansanese che attraversa il cuore dell’abitato alle porte di Grosseto: “zona 30” significa che le auto qui devono procedere ad una velocità che non superi il limite di 30 km all’ora. Va da sè che se lungo la strada sono stati “sdraiati” dissuasori pensati per zone dove vige un limite di velocità più alto, fungono da tutto, fuorché da dissuasori. «Sono alti tre centimetri e mezzo – precisa Lapalorcia – e ormai sono anche usurati: insomma, sono perfettamente inutili». La proposta: «Devono essere sostituiti – aggiunge – E noi vogliamo lo stesso modello di strisce pedonali che ci sono in via della Repubblica».
Sul fronte della viabilità a San Martino, secondo i residenti, c’è molto da fare. «Innanzitutto – dicono – vorremmo che tutte le auto venissero parcheggiate entro gli stalli per una maggiore sicurezza. Per tutti». E non solo.
«Dalla fine del ponte (quando ci si lascia San Martino alle spalle, ndr) alla strada del cimitero – dettaglia Franco Matteassi – non esiste il marciapiede. E questa mancanza rappresenta un pericolo. Si rischia anche – aggiunge – percorrendo quel tratto in bicicletta: perché nessuno ha mai pensato a farci una pista ciclabile? Secondo noi è realizzabile». Manca il marciapiede, ma c’è penuria anche di lampioni a San Martino – non ci sono nel tratto della via Scansanese tra La Favorita e l’ex asilo, per esempio – e, quando scende il buio, restare incolumi in sella alla due ruote non è un gioco da ragazzi.
San Martino non è più frazione da tempo, ci spiegano i residenti, ma ha raggiunto lo status di “zona di continuità alla città”: «Ciò significa – dicono gli abitanti – che rispetto a prima paghiamo un conto più salato alla voce tributi. E allora se sborsiamo per le tasse perché non siamo più una frazione, vogliamo anche i servizi “tipici” della città».
Il ragionamento, come si suole dire, non fa una piega.
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