Il Tirreno

Grosseto

L’ordinanza: occhio a fumi e cibi 

Indicate ai cittadini misure precauzionali da adottare. Si attendono i dati di Arpat

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PAGANICO. Dopo l’incendio la sindaca Alessandra Biondi ha emanato un’ordinanza con le misure precauzionali che i cittadini devono adottare. Appena ci saranno i rilievi sui fumi l’ordinanza sarà sospesa. A supportare la sindaca sono stati Asl e Arpat. Presente ieri a Cannicci il dottor Maurizio Spagnesi, responsabile dell’Unità funzionale dell’igiene pubblica e nutrizione dell’Asl.

L’ordinanza sindacale obbliga a tenere chiuse le finestre situate nella zona circostante l’impianto, per un raggio di circa 2, 5 km dal luogo dell’incendio. Usare particolari precauzioni per le persone anziane con problemi respiratori e per le donne in stato di gravidanza; non consumare frutta e verdura raccolte nelle aree in prossimità dell’incendio o che potrebbero essere interessate dalla ricaduta di sostanze potenzialmente nocive se non preventivamente sottoposte ad un accurato lavaggio; non far pascolare animali ad uso zootecnico nel raggio indicato.

Arpat è stata avvisata ieri alle 8 con una telefonata dello stesso sindaco e alle 9,30 ha fatto un sopralluogo in loco con Asl e sindaco stesso. «La discarica – spiega Arpat - è dotata di centralina meteo i cui dati sano stati trasmessi già in mattinata al Settore specialistico dell’agenzia per la Modellistica Previsionale». Sono partiti i campionamenti.

Bruno Ceccherini, consigliere provinciale con delega all’ambiente, parla di una «discarica strategica che dovrebbe essere controllata anche nelle ore notturne e invece è abbandonata senza una doverosa sorveglianza né per le emergenze né è controllata per l’accesso di rifiuti tanto facilmente infiammabili. Ci viene da chiedersi se l’incendio non sia doloso. Dobbiamo scongiurare che la Maremma possa diventare la terra dei fuochi toscana. Siamo certi che chi indaga chiarisca le cause. Noi ci batteremo affinché neanche un euro dei costi da sostenere per il ripristino sia a carico dei contribuenti». Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio. «Molte più ombre che luci: le autorità facciano chiarezza di come mai un sito così strategico sia stato lasciato in balia di stesso. Si facciano i controlli sulle emissioni. Nessun onere dovrà essere a carico dei Comuni e dei cittadini». (el. gi.)

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