Il Tirreno

Grosseto

a fianco dell’ex diversivo  

«Il “180” non è tra i nostri fossi»  

Il Consorzio di Bonifica non ha competenza sullo sfalcio del canale

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GROSSETO. Ricordate il famigerato fosso 180 che toglie il sonno ai residenti di San Martino perché per un tratto è una savana e loro temono che da lì possa partire un incendio, viste le temperature bollenti di queste settimane? Ebbene, il fosso 180 non ricade sotto l’egida del Consorzio di Bonifica, a cui gli abitanti hanno chiesto di ripulirlo, sfalciandone la vegetazione cresciuta a dismisura.

La richiesta inviata all’ente era partita dai tavoli della pasticceria La Favorita, dove sabato si è svolta un’altra tappa di Caffé Tirreno, l’iniziativa della nostra testata per cui i giornalisti incontrano i cittadini di un quartiere per sapere come si vive dalle loro parti. In quell’occasione i residenti di San Martino hanno chiesto al Consorzio di tagliare rovi e piante aggrovigliate dentro il fosso 180 che corre delimitando orti e giardini, parallelamente a quello che era l’argine del Diversivo. I tecnici del Consorzio hanno fatto una verifica da cui è emerso che «il fosso 180 non appartiene al reticolo idraulico di loro competenza».

A questo punto bisognerà capire a chi spetta occuparsene. Ultimo dettaglio: il fosso 180 per metà – dalla fine del ponte all’ex asilo – è tenuto come un prato all’inglese: sono i residenti ad occuparsi della “quota” che tocca le loro abitazioni. Da sempre. (g.m.)

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