Il Tirreno

Grosseto

Tre colori, dieci Frecce, migliaia di applausi 

di Pierluigi Sposato
L'arrivo delle Frecce tricolori a Marina di Grosseto per l'Air show 2017 (foto Agenzia Bf)
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L'arrivo delle Frecce tricolori a Marina di Grosseto per l'Air show 2017 (foto Agenzia Bf)

Entusiasmo per l’esibizione della Pattuglia acrobatica, nel cielo di Marina anche velivoli per soccorsi, difesa e trasporti

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MARINA DI GROSSETO. Lo spettacolo per gli occhi si rinnova a ogni virata Schneider, a ogni “cuore” disegnato dalle scie, a ogni tonneau che lassù capovolge momentaneamente gli orizzonti. «Ooooh», dalla spiaggia l’escalamazione riesce quasi a sovrastare il frastuono. E giù applausi.

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Migliaia di applausi, da tutto il litorale di Marina di Grosseto (chissà se qualcuno riuscirà a fare una stima delle presenze), ogni volta che le macchine volanti tracciano angoli d’attacco impossibili o schizzano a quote vertiginose oppure ancora variano le velocità fino a restare quasi miracolosamente sospese per poi scomparire di nuovo nell’azzurro.

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Mezzi potenti e uomini eccezionali che si muovono tra scenari di guerra, rifornimenti, trasporti, azioni di difesa, operazioni di soccorso. Che sfidano le leggi della gravità con (apparente) naturalezza e con i quali i grossetani hanno un rapporto più che di confidenza: la base Baccarini e il Quarto Stormo non sono certo qui da ieri, il rombo dei motori spinti al massimo per il decollo suona familiare a chi abita in città e nei dintorni.

Ma le Frecce tricolori no, quelle non sono pane quotidiano in Maremma. Sono sbalorditive pur se la loro maestria è conosciuta. E il loro show è anche più suggestivo se, dopo che l’inno di Mameli saluta il loro arrivo, l’altoparlante diffonde a più riprese le conversazioni radio in corso tra i “pony”, come sono chiamati i piloti della Pattuglia acrobatica nazionale: come nelle dirette tv di Formula 1. E queste, del resto, sono davvero le Formula 1 del cielo, anche qui contano la tecnica e l’abilità di chi dirige la macchina, conta anche il box. Conta la coreografia, studiata, impeccabile, puntuale. Formazione e solista si alternano e si compensano, si integrano senza sbagliare di un metro – loro che davvero ragionano in termini di una manciata di metri quando volano in schieramento ravvicinato – mentre il libeccio spazza via gli sbuffi di fumo che si creano a ogni passaggio e che offuscano la completezza della visione dello spettacolo. Tricolori che colorano il cielo («È quello più lungo del mondo», si sente dagli altoparlanti nell’ultimo passaggio) con traiettorie che sorvolano il mare. La speaker richiama l’attenzione e dirige gli sguardi («guardate a destra», «da sinistra arriva il solista»). Non ci sono soste. Risuona un “Vincerò” che anticipa la conclusione dei 25 minuti di emozioni, poi l’ultimo passaggio per il saluto a chi è rimasto a naso in su, impugnando lo smartphone o macchine fotografiche più professionali. C’è il “rompete le righe”, dalla linea della battigia la gente si ritira verso l’interno, i militari smontano le attrezzature: c’è da restituire la spiaggia, c’è chi finalmente si può immergere in mare visto che il divieto è cessato. Le forze dell’ordine fanno largo per il percorso inverso delle autorità: all’area riservata è giunto, poco prima dell’inizio dell’Air Show, il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, ricevuto all’ingresso dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dal capo di stato maggiore dell’Am, il generale Enzo Vecciarelli, un tempo comandante al Baccarini. Ci sono la prefetta Cinzia Torraco, la giunta comunale e i consiglieri, il neo sindaco di Campagnatico Gianluca Grisanti, vari ospiti. E tanti altri. Alcuni a caccia di un posto all’ombra o di un cappellino, se possibile, e comunque di una bottiglietta d’acqua o di due albicocche. Tutti a caccia, se possibile, del punto migliore per scattare le foto. Alle loro spalle, sul lungomare, dietro alla staccionata, alcune decine di persone si godono frontalmente l’esibizione, che ha il suo epicentro proprio lì.

C’è anche chi lo spettacolo non l’ha visto: verso la conclusione dell’esibizione una pallina arancione da ping pong salta sull’impiantito ai margini della zona rossa, arriva dallo stabilimento balneare vicino. «Signore, signore», dice un bambino biondo che si è arrampicato fino a spuntare con il viso oltre la staccionata. Non c’è bisogno di aggiungere altro: chi scrive si avvicina alla pallina, la raccoglie e gliela porge. «Scusa, ma non guardi le Frecce tricolori?». «No – risponde facendo spallucce, visibilmente disinteressato – le abbiamo già viste ieri». Effetto sorpresa rovinato dalle prove del giorno precedente, corredate già da tutti i particolari? Forse per qualcuno sì.


 

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