Attenzione
Steccaia, il canale sarà intubato
di Giovanna Mezzana
Più acqua per irrigare campi e risaie e rischio idraulico sotto controllo. Cantieri entro il 2017
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GROSSETO. Sul tavolo del Consorzio di Bonifica c’è il progetto e a Roma ci sono i soldi perché venga realizzato: sei milioni e trecentomila euro – cifra da capogiro in epoca di vacche magre – che il ministero delle politiche agricole ha messo nel piatto alla Maremma. La mini rivoluzione tra la Steccaia e San Martino può dunque partire: verrà intubato il cosiddetto canale primario – che alle porte di Grosseto corre parallelamente tra quel che rimane dell’ex Diversivo (ormai erboso) e il letto dell’Ombrone – e con l’acqua che trasporta alimenta la centrale idroelettrica di via Ponte Tura, che rientra sotto l’egida del Consorzio di Bonifica Toscana Sud e che irriga 3. 300 ettari di terreno tra La Trappola e Principina a Terra, risaie comprese. Risultato? Si elimineranno eventuali sprechi nei mesi di siccità – una garanzia per gli agricoltori della piana grossetana – e si terrà sotto controllo il rischio idraulico che arriva dall’Ombrone quando dal cielo ricomincerà a scendere la pioggia. E non solo.
Irrigazione, si cambia. Il canale primario corre a cielo aperto dalla Steccaia a San Martino; ha una sezione in vecchio calcestruzzo degli Anni Cinquanta, talmente malmesso ormai che – in teoria – potrebbe provocare sversamenti, come ad esempio quello che nelle scorse settimane avevano segnalato al Tirreno alcuni residenti di San Martino, le cui villette confinano con l’ex Diversivo. Via, verrà eliminato. O meglio, verrà sostituito da un grosso tubo che correrà per due chilometri dalla Steccaia: del tutto stagno, interrato, «in poliestere rinforzato con fibra di vetro – spiega Roberto Tasselli, ingegnere del Consorzio Bonifica Toscana Sud e redattore del progetto – Insomma, non si perderà più una goccia e non ci saranno sprechi a causa dell’evaporazione dell’acqua». Il nuovo sistema permetterà anche di evitare l’”intrusione” salina nelle falde acquifere, incubo per chi vive di colture agricole.
Ombrone sicuro. Non solo: l’acqua del canale primario alimenta la centrale idroelettrica mediante un sistema di regolazione dei flussi ormai considerato vetusto e che con il nuovo progetto non avrà più ragion d’essere; verranno eliminate le paratie che vengono aperte e chiuse e che richiedono continue manovre di manutenzione: anche quando la centrale è spenta, come in queste settimane, vista la scarsa portata d’acqua dell’Ombrone. Il progetto fornisce dunque anche garanzie idrauliche: «La spinta dell’Ombrone – rendono l’idea i tecnici – non tornerà mai indietro».
Tanti soldi. Il progetto che prevede di intubare il canale primario è una delle sei opere che il ministero dell’agricoltura ha di recente deciso di finanziare; la legge di Stabilità 2016 per il 2017 ha alimentato un fondo nazionale per le infrastrutture: 2 miliardi di euro nel 2017, 3 miliardi negli anni successivi; in questo ambito sono stati stanziati 115 milioni per sei progetti considerati “meritevoli” tra cui quello maremmano del Consorzio di Bonifica a cui andranno 6 milioni e 300.000 euro rispetto al totale dei 115. «Stiamo parlando di un progetto – osserva Luca Sani, deputato Pd e presidente della commissione agricoltura della Camera – che può essere appaltato in tempi brevi: e questo è senza dubbio il primo requisito che l’ha reso finanziabile. Questo è un progetto pronto per una gara d’appalto». Una garanzia, insomma.
Finalmente. «Sono anni che inseguiamo un finanziamento di questo genere – dice Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio Bonifica Toscana Sud –Finalmente il ministero ha capito quanto essenziale fosse per la Maremma rinforzare l’argine dell’Ombrone alla base, ma anche avviare un’opera di prevenzione contro l’avanzamento del cuneo salino nei nostri terreni a vocazione agricola. Intubare il canale primario porterà benefici considerevoli. Per tutti». Pronti, via: a San Martino e dintorni i cantieri potrebbero partire entro il 2017.
Irrigazione, si cambia. Il canale primario corre a cielo aperto dalla Steccaia a San Martino; ha una sezione in vecchio calcestruzzo degli Anni Cinquanta, talmente malmesso ormai che – in teoria – potrebbe provocare sversamenti, come ad esempio quello che nelle scorse settimane avevano segnalato al Tirreno alcuni residenti di San Martino, le cui villette confinano con l’ex Diversivo. Via, verrà eliminato. O meglio, verrà sostituito da un grosso tubo che correrà per due chilometri dalla Steccaia: del tutto stagno, interrato, «in poliestere rinforzato con fibra di vetro – spiega Roberto Tasselli, ingegnere del Consorzio Bonifica Toscana Sud e redattore del progetto – Insomma, non si perderà più una goccia e non ci saranno sprechi a causa dell’evaporazione dell’acqua». Il nuovo sistema permetterà anche di evitare l’”intrusione” salina nelle falde acquifere, incubo per chi vive di colture agricole.
Ombrone sicuro. Non solo: l’acqua del canale primario alimenta la centrale idroelettrica mediante un sistema di regolazione dei flussi ormai considerato vetusto e che con il nuovo progetto non avrà più ragion d’essere; verranno eliminate le paratie che vengono aperte e chiuse e che richiedono continue manovre di manutenzione: anche quando la centrale è spenta, come in queste settimane, vista la scarsa portata d’acqua dell’Ombrone. Il progetto fornisce dunque anche garanzie idrauliche: «La spinta dell’Ombrone – rendono l’idea i tecnici – non tornerà mai indietro».
Tanti soldi. Il progetto che prevede di intubare il canale primario è una delle sei opere che il ministero dell’agricoltura ha di recente deciso di finanziare; la legge di Stabilità 2016 per il 2017 ha alimentato un fondo nazionale per le infrastrutture: 2 miliardi di euro nel 2017, 3 miliardi negli anni successivi; in questo ambito sono stati stanziati 115 milioni per sei progetti considerati “meritevoli” tra cui quello maremmano del Consorzio di Bonifica a cui andranno 6 milioni e 300.000 euro rispetto al totale dei 115. «Stiamo parlando di un progetto – osserva Luca Sani, deputato Pd e presidente della commissione agricoltura della Camera – che può essere appaltato in tempi brevi: e questo è senza dubbio il primo requisito che l’ha reso finanziabile. Questo è un progetto pronto per una gara d’appalto». Una garanzia, insomma.
Finalmente. «Sono anni che inseguiamo un finanziamento di questo genere – dice Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio Bonifica Toscana Sud –Finalmente il ministero ha capito quanto essenziale fosse per la Maremma rinforzare l’argine dell’Ombrone alla base, ma anche avviare un’opera di prevenzione contro l’avanzamento del cuneo salino nei nostri terreni a vocazione agricola. Intubare il canale primario porterà benefici considerevoli. Per tutti». Pronti, via: a San Martino e dintorni i cantieri potrebbero partire entro il 2017.
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