Il Tirreno

Grosseto

La sfida della Blu Navy  «Nel canale noi rischiamo» 

di Enrico Giovannelli
La sfida della Blu Navy  «Nel canale noi rischiamo» 

Castiglione: show dell’armatore che entra in porto con un pescaggio fuori limite  «Caro sindaco, basterebbero due giorni di dragaggio per risolvere il problema»

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È stata una vera e propria dimostrazione quella messa in atto da Antonio Tortora, armatore delle Blu Navy, una delle barche da crociera turistica che operano a Castiglione.

Ieri mattina poco prima delle 9. 30 la motonave di circa 35 metri di lunghezza – la più grande del porto canale – ha sfidato l’ordinanza della capitaneria che consente di entrare in porto alle barche che hanno un pescaggio massimo di 1. 60 metri, a causa del basso fondale dell’imboccatura: e lui è riuscito nella manovra anche se con qualche rischio.

Da giorni non mancano le polemiche sulle condizioni del porto canale castiglionese: proprio l’ingresso si è nuovamente insabbiato, soprattutto dal lato del Faro rosso (meno di un metro d’acqua il pescaggio), e la navigabilità è consentita solo dalla parte del Faro verde, sia in entrata che in uscita, con il fondale che attualmente varia intorno ai due metri. Le dichiarazioni dei giorni scorsi dell’amministrazione comunale – in risposta alle accuse lanciate dall’opposizione – hanno tirato in ballo anche la rinuncia della motonave ad entrare in porto. E Tortora e suoi comandanti – il titolare Vincenzo Mellino e Luciano Gramellini appena arrivato da Cesenatico, esperto di manovre nei canali– di fronte al porto hanno deciso di attendere qualche minuto. Poi la Blu Navy è entrata, rasentando la banchina di levante.

La motonave, che ha un pescaggio di circa due metri, è passata senza apparenti difficoltà, incontrando invece problemi al momento della virata di fronte al ponte Giorgini. I motori direzionali hanno comunque consentito di far girare la grande imbarcazione, muovendo il fondale, per poi arrivare al suo ormeggio davanti all’edificio della guardia costiera. Qui è iniziata la conferenza stampa di Tortora, che ha attaccato l’amministrazione comunale, suggerendo anche una soluzione per superare la difficoltà in cui si trova la bocca del porto.

«È dodici anni che veniamo a Castiglione con la Blu Navy – descrive Tortora – Abbiamo fatto un grande investimento che da lavoro ad oltre 20 persone, che crea un indotto turistico valutabile dalle 15. 000 alle 20. 000 presenze. La situazione di quest’anno non era mai capitata prima. L’ingresso nel porto non è sicuro e io ho timore a mettere a rischio l’incolumità del mio equipaggio e soprattutto dei passeggeri, centinaia, che giornalmente ci scelgono per le gite turistiche. La prudenza, sa bene chi va in mare, non è mai troppa».

Poi Tortora affonda il colpo, prendendo spunto dalle dichiarazioni degli amministratori, in particolare della vice sindaco Elena Nappi: «Sono amareggiato – dice – a maggio ho avuto un incontro con il vice sindaco per parlare proprio di questo problema mettendomi a disposizione, e poi leggo delle bugie come quella sul fatto che il porto è accessibile. Invece l’ordinanza della capitaneria, la 18 del 2017, evidenzia che il pescaggio limite in quel tratto è di 1, 6 metri. Io oggi (ieri, ndc) sono entrato ben consapevole dei rischi».

L’armatore continua a sfogarsi, fornendo anche soluzioni: «Bastano due giorni di dragaggio per risolvere tutto, e io mi sono già mosso e posso fare da intermediario. Se succedesse qualcosa ai miei uomini, alle persone a bordo, e alla motonave durante il transito, riterrò responsabili il sindaco Giancarlo Farnetani e la sua vice».

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