Il dolore
Allarme siccità, ordinanza antispreco
di Ivana Agostini
A Capalbio il sindaco vieta di usare acqua potabile per scopi diversi da quelli igienico-domestici. Sanzioni in vista
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ORBETELLO. È allarme siccità in Maremma come in altre zone d’Italia.
Per questo anche il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, sta cercando di correre ai ripari emettendo un’ordinanza nella quale vieta di usare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico domestici.
La situazione è seria e a causa della scarsità delle piogge e delle criticità più volte riscontrate nell’approvvigionamento idrico durante il periodo estivo, da parte dell’Autorità Idrica della Toscana è stato approntato un Piano Operativo di Emergenza.
A motivare l’ordinanza è stata la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza idropotabile effettuata dall’Autorità Idrica Toscana che, a fronte dei risultati dell’ultimo monitoraggio, conferma una situazione di grave criticità prevedibile nella prossima stagione estiva per alcuni acquedotti della regione Toscana.
Il sindaco della piccola Atene ha tenuto conto anche del decreto del presidente della giunta regionale Enrico Rossi col quale è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale.
In casi così gravi è necessario razionalizzare il consumo di acqua potabile, per ottimizzare l’utilizzo dell’acqua disponibile in previsione di un eventuale perdurare dell’attuale situazione climatica.
Il divieto di utilizzare l’acqua potabile per annaffiare piante, giardini e lavare auto serve anche a garantire il fabbisogno degli utenti.
Il sindaco di Capalbio - primo a emanare un atto amministrativo di questo tipo - ribadisce che «è proibito usare l’acqua potabile per il riempimento di piscine o l’innaffiamento di parchi, giardini e orti».
Sono esclusi «dal divieto – recita l’ordinanza sindacale – parchi e giardini pubblici per i quali però l’ufficio tecnico comunale è obbligato a limitare al minimo, l’utilizzo di acqua potabile, riducendo le annaffiature all’indispensabile usando, per questo servizio, l’approvvigionamento idrico proveniente da fonti alternative non provenienti dall’acquedotto civico».
Sempre il primo cittadino invita i cittadini del suo comune a limitare il consumo di acqua potabile al minimo indispensabile e a non lasciare aperte, al termine dell’uso, le fontanelle pubbliche per evitare inutili sprechi.
Per chi non rispetterà il divieto sono previste sanzioni amministrative di varia entità e che andranno da un minimo 25 euro da un massimo di 500.
Sul rispetto dell’ordinanza da parte dei cittadini vigilerà la polizia municipale.
Altri servizi alle pag. 2-3-5
Per questo anche il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, sta cercando di correre ai ripari emettendo un’ordinanza nella quale vieta di usare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico domestici.
La situazione è seria e a causa della scarsità delle piogge e delle criticità più volte riscontrate nell’approvvigionamento idrico durante il periodo estivo, da parte dell’Autorità Idrica della Toscana è stato approntato un Piano Operativo di Emergenza.
A motivare l’ordinanza è stata la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza idropotabile effettuata dall’Autorità Idrica Toscana che, a fronte dei risultati dell’ultimo monitoraggio, conferma una situazione di grave criticità prevedibile nella prossima stagione estiva per alcuni acquedotti della regione Toscana.
Il sindaco della piccola Atene ha tenuto conto anche del decreto del presidente della giunta regionale Enrico Rossi col quale è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale.
In casi così gravi è necessario razionalizzare il consumo di acqua potabile, per ottimizzare l’utilizzo dell’acqua disponibile in previsione di un eventuale perdurare dell’attuale situazione climatica.
Il divieto di utilizzare l’acqua potabile per annaffiare piante, giardini e lavare auto serve anche a garantire il fabbisogno degli utenti.
Il sindaco di Capalbio - primo a emanare un atto amministrativo di questo tipo - ribadisce che «è proibito usare l’acqua potabile per il riempimento di piscine o l’innaffiamento di parchi, giardini e orti».
Sono esclusi «dal divieto – recita l’ordinanza sindacale – parchi e giardini pubblici per i quali però l’ufficio tecnico comunale è obbligato a limitare al minimo, l’utilizzo di acqua potabile, riducendo le annaffiature all’indispensabile usando, per questo servizio, l’approvvigionamento idrico proveniente da fonti alternative non provenienti dall’acquedotto civico».
Sempre il primo cittadino invita i cittadini del suo comune a limitare il consumo di acqua potabile al minimo indispensabile e a non lasciare aperte, al termine dell’uso, le fontanelle pubbliche per evitare inutili sprechi.
Per chi non rispetterà il divieto sono previste sanzioni amministrative di varia entità e che andranno da un minimo 25 euro da un massimo di 500.
Sul rispetto dell’ordinanza da parte dei cittadini vigilerà la polizia municipale.
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