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Grosseto

La Provincia ricorre al Tar contro la Regione 

La Provincia ricorre al Tar contro la Regione 

Ambiente e rifiuti: Vivarelli Colonna chiede di riottenere le deleghe, «il regolamento è illegittimo» 

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GROSSETO. La Provincia di Grosseto dichiara guerra alla Regione sulle competenze in materia ambientale che la Regione ha avocato a sé, spogliando le Province di tutta una serie di funzioni che, in realtà, sembrerebbero spettare, per legge, proprio a questi enti. Così, da Palazzo Aldobrandeschi parte, con un ricorso al Tar, al grido di «Riprendiamoci le deleghe ambientali: lo dice la legge», la crociata contro l’accentramento della Regione.

A guidare la battaglia il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna, affiancato dal segretario generale Emilio Ubaldino. L’obiettivo principale è la materia della gestione dei rifiuti, che sarebbe di diretta competenza della Provincia, ma Vivarelli Colonna vuole anche che la Regione torni a delegare all’ente da lui presieduto tutta una serie di funzioni in materia ambientale, non solo perché la decisione della Regione è ritenuta illegittima, non solo perché sembra che la Regione Toscana sia stata la Regione che più di altre ha accentrato in sé la maggior parte delle funzioni svolte dalla Province prima della loro riforma, ma anche perché, in seguito alla nuova ripartizione delle funzioni si sarebbe registrato un calo di controlli ambientali che sarebbe preoccupante. Vivarelli Colonna ricorda che uno degli effetti nefasti «è la marcata riduzione della presenza sul territorio della Maremma e dell’Amiata delle forze di polizia specializzate in materia ambientale. Impressionanti sono, infatti, i dati sui controlli ambientali effettuati dal corpo di polizia provinciale di Grosseto negli ultimi tempi».

La polizia provinciale ha dovuto sospendere la programmazione costante delle attività di vigilanza ambientale, limitandola ai casi di flagranza di reato o di illecito amministrativo o, in via del tutto residuale, al prosieguo di attività già iniziate e delegate dall’autorità giudiziaria. Nei primi cinque mesi di quest’anno, i controlli ambientali della Polizia provinciale sono stati solo sette, a fronte, nell’anno precedente, dei 102 controlli in vigilanza in materia di Codice dell’ambiente e 122 in materia di tutela delle riserve naturali, vincolo paesaggistico, circolazione dei veicoli fuori strada, e prodotti del sottobosco. La Provincia ha deciso, dunque, di fare ricorso al Tar della Toscana per contestare la legittimità del regolamento che è stato approvato il 29 marzo scorso, in attuazione di una normativa regionale, la 25 del 1998, e che contiene norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati.

A fondamento delle proprie ragioni, Palazzo Aldobrandeschi richiama la stessa legge di riforma delle Province, la Delrio che tra le funzioni dell’ente inserisce quelle di pianificazione territoriale di coordinamento, nonché tutela e valorizzazione dell’ambiente. Palazzo Aldobrandeschi chiede al Tar di sospendere il giudizio sul regolamento e trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale. Il ricorso ha già avuto il sostegno dell’Upi Toscana che interverrà nel giudizio. L’invito di Vivarelli Colonna è anche alle altre Province toscane «Sarebbe – dice – anche una concreta dimostrazione che i problemi e i danni che denunciamo sono di interesse di tutti i sindaci ed presidenti toscani», al di là delle appartenenze politiche.

Enrico Pizzi

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