Attenzione
Il giallo degli orti zuppi «È stato risolto». Anzi, no
di Giovanna Mezzana
Spunta una canaletta davanti ai fori scolmatori dell’impianto di via Ponte Tura I residenti pensano si sia arrivati ad una soluzione. Il Consorzio: «È solo routine»
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GROSSETO. Pick-up, camion con gru, squadre di operai e tecnici: «Vuoi vedere che siamo ad una svolta nel giallo degli orti allagati senza che piova? » . È la domanda che si fanno alcuni residenti di San Martino dopo aver visto «un gran movimento», nei giorni scorsi, intorno all’impianto di irrigazione di via Ponte Tura, che è sotto l’egida del Consorzio di Bonifica Toscana Sud. E invece no: il mistero rimane. Di lavoro tecnici e operai ne hanno fatto e ancora ne dovranno fare nei pressi di quell’impianto che alimenta una centrale idroelettrica al servizio di 3. 300 ettari di terreno tra La Trappola e Principina a Terra: ma per motivi “altri” rispetto alla soluzione dell’arcano, così ci hanno spiegato i professionisti del Consorzio.
Il giallo. È dalla fine di maggio che alcune famiglie che abitano di fronte all’entrata dell’ex fornace ci segnalano uno strano fenomeno: i terreni che si trovano sul retro delle loro villette e che sfumano nei loro orti sono spesso impregnati d’acqua – nonostante dal cielo non scenda una goccia – che poi si ritira lasciando posto alla melma. Da dove arriva quel fiume gorgogliante che una quindicina di giorni fa ha persino formato una grossa pozza profonda più di un metro e mezzo? È uno spreco – si chiedono – e se lo è, chi ne è responsabile? Per i residenti, sul banco degli imputati c’è l’impianto di irrigazione del Consorzio di Bonifica, ma i professionisti dell’ente – alla luce di verifiche tecniche – hanno escluso che ci sia un rapporto di causa ed effetto tra l’impianto e la misteriosa fuoriuscita dell’acqua che inonda quel che rimane dell’ex Diversivo (ormai a fondo erboso).
«Mistero svelato». Nei giorni scorsi i residenti hanno notato un gran lavorìo: «Erano almeno una quindicina – ci dicono – tra tecnici e operai con camion dotati di gru e pick-up con su scritto “Consorzio Bonifica”». Dopodiché è comparsa una specie di canaletta. Dove? Davanti a tre aperture: tre fori scolmatori – che si trovano accanto allo sgrigliatore dell’impianto – sull’alveo di cemento; a San Martino corre infatti un canale che parte dalle chiuse della Steccaia, corre e arriva a cielo aperto. I residenti hanno pensato che il Consorzio di Bonifica avesse trovato la causa di quello che loro chiamano «lo sversamento» e avessero adottato delle misure (la canaletta) per rimediare al problema.
E invece no. Siamo andati direttamente “alla fonte” per capire se fosse effettivamente così. Massimo Tassi, ingegnere del Consorzio di Bonifica Toscana Sud, ci ha spiegato invece che quelle erano piuttosto «manovre funzionali alla pulizia e alla manutenzione dell’impianto» che vengono fatte – di routine – in vista della riaccensione della centrale idroelettrica, a settembre, quando l’Ombrone avrà una portata adeguata di acqua; in particolare «deve essere ripulita una paratia e ne deve essere sostituita un’altra». Il mistero dell’ex Diversivo fradicio insomma rimane. In futuro però si taglierà la testa al toro: è previsto infatti che vengano smantellate sia le paratie che tutto il sistema di regolazione dell’impianto; non avrà più ragion d’essere il canale che corre a cielo aperto, che ha una sezione in vecchio calcestruzzo e che, se si fossero create delle fessure, potrebbe in teoria bagnare il piede dell’argine; esso verrà sostituito da un grosso tubo: del tutto stagno e interrato.
Il giallo. È dalla fine di maggio che alcune famiglie che abitano di fronte all’entrata dell’ex fornace ci segnalano uno strano fenomeno: i terreni che si trovano sul retro delle loro villette e che sfumano nei loro orti sono spesso impregnati d’acqua – nonostante dal cielo non scenda una goccia – che poi si ritira lasciando posto alla melma. Da dove arriva quel fiume gorgogliante che una quindicina di giorni fa ha persino formato una grossa pozza profonda più di un metro e mezzo? È uno spreco – si chiedono – e se lo è, chi ne è responsabile? Per i residenti, sul banco degli imputati c’è l’impianto di irrigazione del Consorzio di Bonifica, ma i professionisti dell’ente – alla luce di verifiche tecniche – hanno escluso che ci sia un rapporto di causa ed effetto tra l’impianto e la misteriosa fuoriuscita dell’acqua che inonda quel che rimane dell’ex Diversivo (ormai a fondo erboso).
«Mistero svelato». Nei giorni scorsi i residenti hanno notato un gran lavorìo: «Erano almeno una quindicina – ci dicono – tra tecnici e operai con camion dotati di gru e pick-up con su scritto “Consorzio Bonifica”». Dopodiché è comparsa una specie di canaletta. Dove? Davanti a tre aperture: tre fori scolmatori – che si trovano accanto allo sgrigliatore dell’impianto – sull’alveo di cemento; a San Martino corre infatti un canale che parte dalle chiuse della Steccaia, corre e arriva a cielo aperto. I residenti hanno pensato che il Consorzio di Bonifica avesse trovato la causa di quello che loro chiamano «lo sversamento» e avessero adottato delle misure (la canaletta) per rimediare al problema.
E invece no. Siamo andati direttamente “alla fonte” per capire se fosse effettivamente così. Massimo Tassi, ingegnere del Consorzio di Bonifica Toscana Sud, ci ha spiegato invece che quelle erano piuttosto «manovre funzionali alla pulizia e alla manutenzione dell’impianto» che vengono fatte – di routine – in vista della riaccensione della centrale idroelettrica, a settembre, quando l’Ombrone avrà una portata adeguata di acqua; in particolare «deve essere ripulita una paratia e ne deve essere sostituita un’altra». Il mistero dell’ex Diversivo fradicio insomma rimane. In futuro però si taglierà la testa al toro: è previsto infatti che vengano smantellate sia le paratie che tutto il sistema di regolazione dell’impianto; non avrà più ragion d’essere il canale che corre a cielo aperto, che ha una sezione in vecchio calcestruzzo e che, se si fossero create delle fessure, potrebbe in teoria bagnare il piede dell’argine; esso verrà sostituito da un grosso tubo: del tutto stagno e interrato.
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