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domani a san martino
Appuntamento alla Favorita da Enzo Carletti, il re del lulù
SAN MARTINO. Si è fatto i muscoli per trent’anni in una delle più note e apprezzate pasticcerie della città, la Pasticceria Giannini. Poi, qualche tempo fa, ha deciso di fare il grande passo. E oggi...
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SAN MARTINO. Si è fatto i muscoli per trent’anni in una delle più note e apprezzate pasticcerie della città, la Pasticceria Giannini. Poi, qualche tempo fa, ha deciso di fare il grande passo. E oggi le sue “creature” portano la sua firma.
La firma è quella di Enzo Carletti, 51 anni, titolare della pasticceria La Favorita di via Scansanese 277 a San Martino, che domattina dalle 11 alle 13 ospiterà i giornalisti del Tirreno per la 14ª tappa di Caffè Tirreno, il viaggio nei quartieri e nelle frazioni per mettersi all’ascolto dei cittadini.
La Favorita ha aperto i battenti due anni e mezzo fa, è bar, pasticceria e laboratorio e ci lavorano dodici persone.
Paste, torte, rinfreschi: il tempio delle leccornie è proprio qui. «Lulù, millefoglie e dolci freschi sono le nostre specialità – spiega Enzo – lavoriamo molto per matrimoni, comunioni e cerimonie in generale, sia come servizio catering, sia ospitati qui da noi».
In cucina entrano prodotti locali: Latte Maremma, ricotta di Sorano, farine toscane.
La giornata inizia già alle 3. «Fino alle 13, 13.30 sono in laboratorio e pasticceria – spiega Enzo – poi nel pomeriggio siamo anche aperti per il bar e la pasticceria». Un doppio impegno, sia all’impastatrice, sia al bancone, che piace a Enzo. «È un lavoro molto a contatto con il pubblico – racconta – e questo aspetto mi piace davvero tanto perché porta gratificazione e ti spinge a creare cose nuove, nuovi prodotti. È il segreto per essere sempre vivi e vitali sul lavoro».
Un segreto condiviso con un team speciale. «I miei collaboratori sono tutti giovani e volenterosi», dice Enzo, strizzando l’occhio alla sua squadra.
Chiuso il laboratorio, La Favorita diventa – come ogni bar – un punto di ritrovo e di socializzazione, dove davanti a uno dei celeberrimi pasticcini di Enzo la gente si ritrova a parlare.
«Per lo più si lamenta delle condizioni del paese – dice Enzo – con l’erba alta, i marciapiedi che non ci sono, i pochi mezzi pubblici che passano, l’assenza di una ciclabile, anche se, da quando hanno costruito la strada nuova, la zona è diventata più tranquilla».
Altro punto dolente è il patrimonio di architettura idraulica del Ponte Tura rimasto abbandonato. «E anche per la fornace la gente si chiede che fine farà», dice Enzo. Se l’Ombrone non fa troppa paura («nemmeno nel ’66 fece danni, qui»), peggio va la coabitazione con i due impianti a biogas qui vicino. «Quando li puliscono, come in questi giorni, il cattivo odore è forte e la gente si lamenta», dice Enzo.
Francesca Ferri
La firma è quella di Enzo Carletti, 51 anni, titolare della pasticceria La Favorita di via Scansanese 277 a San Martino, che domattina dalle 11 alle 13 ospiterà i giornalisti del Tirreno per la 14ª tappa di Caffè Tirreno, il viaggio nei quartieri e nelle frazioni per mettersi all’ascolto dei cittadini.
La Favorita ha aperto i battenti due anni e mezzo fa, è bar, pasticceria e laboratorio e ci lavorano dodici persone.
Paste, torte, rinfreschi: il tempio delle leccornie è proprio qui. «Lulù, millefoglie e dolci freschi sono le nostre specialità – spiega Enzo – lavoriamo molto per matrimoni, comunioni e cerimonie in generale, sia come servizio catering, sia ospitati qui da noi».
In cucina entrano prodotti locali: Latte Maremma, ricotta di Sorano, farine toscane.
La giornata inizia già alle 3. «Fino alle 13, 13.30 sono in laboratorio e pasticceria – spiega Enzo – poi nel pomeriggio siamo anche aperti per il bar e la pasticceria». Un doppio impegno, sia all’impastatrice, sia al bancone, che piace a Enzo. «È un lavoro molto a contatto con il pubblico – racconta – e questo aspetto mi piace davvero tanto perché porta gratificazione e ti spinge a creare cose nuove, nuovi prodotti. È il segreto per essere sempre vivi e vitali sul lavoro».
Un segreto condiviso con un team speciale. «I miei collaboratori sono tutti giovani e volenterosi», dice Enzo, strizzando l’occhio alla sua squadra.
Chiuso il laboratorio, La Favorita diventa – come ogni bar – un punto di ritrovo e di socializzazione, dove davanti a uno dei celeberrimi pasticcini di Enzo la gente si ritrova a parlare.
«Per lo più si lamenta delle condizioni del paese – dice Enzo – con l’erba alta, i marciapiedi che non ci sono, i pochi mezzi pubblici che passano, l’assenza di una ciclabile, anche se, da quando hanno costruito la strada nuova, la zona è diventata più tranquilla».
Altro punto dolente è il patrimonio di architettura idraulica del Ponte Tura rimasto abbandonato. «E anche per la fornace la gente si chiede che fine farà», dice Enzo. Se l’Ombrone non fa troppa paura («nemmeno nel ’66 fece danni, qui»), peggio va la coabitazione con i due impianti a biogas qui vicino. «Quando li puliscono, come in questi giorni, il cattivo odore è forte e la gente si lamenta», dice Enzo.
Francesca Ferri
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