Il Tirreno

Grosseto

Stop al liceo coreutico: bagarre politica 

La Regione non autorizza il nuovo indirizzo del Bianciardi: Vivarelli Colonna attacca, Marras ribatte

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GROSSETO. L’anno scolastico 2017/2018 poteva vedere la nascita in Maremma del liceo coreutico come nuovo indirizzo del Polo Bianciardi di Grosseto; ma la mancata autorizzazione da parte dell’Ufficio scolastico regionale ha momentaneamente fermato il progetto e deluso le aspettative di dodici famiglie che intendevano iscrivere le proprie figlie a questa nuova scuola. Tra l’altro con il via libera dell’Usr il liceo coreutico di Grosseto sarebbe stato il terzo in Toscana dopo Livorno e Arezzo.

A confermare la notizia la dirigente scolastica del Bianciardi, Daniela Giovannini. «Abbiamo informato sabato le famiglie e c’è stata ovviamente grande delusione – dice la preside del Polo Bianciardi – Malgrado siamo partiti in ritardo con la campagna di comunicazione e promozione perché l’autorizzazione a far partire l’indirizzo coreutico ci era arrivata tardi eravamo riusciti ad avere 12 iscritti e speravamo nel fatto che l’Ufficio scolastico regionale autorizzasse la classe articolata, cioè una classe più numerosa comprendente anche i 12 iscritti del coreutico. Purtroppo il via libera non c’è, ma ripartiremo da settembre e a quel punto contiamo di raggiungere i numeri per formare una prima classe».

A sollevare pubblicamente il caso è stato il presidente della Provincia di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che denuncia il trattamento da Cenerentola della Toscana subito dalla Maremma. «Che la provincia di Grosseto occupi in Toscana una posizione geograficamente decentrata e scomoda non è una novità – dice Vivarelli Colonna – ma che tale marginalità si potesse tradurre in emarginazione in uno degli ambiti più importanti per la crescita dei territori come quello della scuola non può e non deve per questa amministrazione comunale e provinciale passare sotto silenzio». Vivarelli Colonna ricorda che nella promozione del nuovo indirizzo in partenza sono state coinvolte le scuole private di danza del territorio e che anche la consigliera provinciale Olga Ciaramella si è adoperata per far conoscere ai genitori e agli alunni di terza media questa nuova opportunità. Tanto che a febbraio le iscrizioni al coreutico di Grosseto erano 12, un numero contenuto ma sufficiente per poter richiedere, a pieno titolo, in organico di diritto una classe articolata con il liceo musicale. Ma da Firenze è arrivato lo stop.

«Aver negato questa possibilità alla scuola di Grosseto – si legge ancora nel comunicato della Provincia – ci sembra, come amministrazione, almeno degno di qualche sospetto: se la stessa situazione si fosse presentata in altra provincia, l’ufficio di Firenze si sarebbe comportato nello stesso modo? Avrebbe negato qualcosa che la norma prevede con altrettanta reiterata fermezza di risposte negative?».

Vivarelli Colonna ne fa insomma un caso politico e per questo, a stretto giro di posta, gli risponde il consigliere regionale e capogruppo del Pd Leonardo Marras: «Il primo punto è che la giurisdizione sull’ufficio scolastico regionale è del Miur», precisa Marras in una nota. «Il secondo, politicamente più rilevante, è l’assenza completa di contatti con la Regione da parte dell’ente provinciale. Più volte ho avuto occasione di ribadire la completa disponibilità mia, come rappresentante del territorio, e della Regione nell’affrontare insieme questioni che interessano il territorio e la vita della comunità. E invece, anche in questo caso, la presunzione ha avuto la meglio e si è preferito non coinvolgere gli uffici regionali in un confronto che avrebbe magari favorito un risultato diverso».

«Spesso la mia azione in Regione muove proprio dalla necessità di ridare la giusta centralità al nostro territorio», aggiunge Marras. «Consiglio ai nuovi amministratori della Provincia di abbandonare la sterile polemica e iniziare invece a impegnarsi seriamente nel governo dell’ente, lavorando per superare inesperienza e superficialità che, soprattutto nella fase operativa, non perdono occasione di mostrarci. Capisco che non possa seguire tutto il sindaco Vivarelli Colonna, con il quale da tempo abbiamo costruito un rapporto fattivo sulle singole questioni, ma se le deleghe attribuite ad altri non funzionano, andrebbero presto riviste».

Sara Landi

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