Il Tirreno

Grosseto

«Concessione di 30 anni azzardata» 

di Andrea Capitani
«Concessione di 30 anni azzardata» 

Anichini su Cala Galera: «Sono sicuro che ci saranno buoni motivi e carte»

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MONTE ARGENTARIO. «Azzardato allungare la concessione del porto di Cala Galera senza andare a gara».

Simone Anichini, ex amministratore delegato di Marina Management - la società che con Ferragamo ha la proprietà e la gestione del porto di Scarlino e aveva vinto la gara per il porto di Viareggio - analizza la questione del complesso portuale turistico argentarino, per il quale è stata recentemente rinnovata la concessione per altri 30 anni alla Marina di Cala Galera spa, che lo gestirà così fino al 2050.

«Nonostante si sbandieri un investimento di 10-15 milioni di euro - sottolinea Anichini - , l’allungamento della concessione ha un valore stratosfericamente superiore a quello di cui stiamo parlando. Non è mia competenza entrare nel merito delle carte, ma a un lettore attento non può sfuggire che ci dimentichiamo della Bolkestein, visto che a Cala Galera non ci sono situazioni gravi come quella di Rapallo. Non sono né un procuratore della Repubblica, né un giudice, né un avvocato, ma mi viene da pensare - prosegue l’ex amministratore delegato - che in un’Italia in queste condizioni viene allungata una concessione di questo tipo che ha un valore spropositato con quali contropartite per la comunità?»

Cala Galera, secondo Anichini, andava trattata in maniera diversa rispetto ad altre realtà.

«Quando ero amministratore delegato di Marina Management - sottolinea lui - feci anche un lungo percorso per riportare la legalità amministrativa nell’assegnazione dei pontili di Porto Ercole. Persi un Tar e vinsi un Consiglio di Stato clamoroso, che è rimasto una pietra miliare nei confronti della legge europea Bolkestein, dicendo che le concessioni devono andare a gara.

Quindi l’Argentario su quell’aspetto si era mosso in modo corretto e rispetto ad altre località era stato tra i primi a fare questo.

La concessione di Rapallo si era risolta con un allungamento legato a un fatto diverso, perché 10 anni prima arrivò una grande mareggiata che distrusse la diga foranea e la torre di punta della diga stessa, quindi in quel caso un buon 25% del porto è stato ricostruito. Per quello hanno dato l’allungamento della concessione».

Differente il discorso per Scarlino.

«Lì - prosegue - c’è stato invece un allungamento di 40 anni per una situazione completamente diversa: era già andato a gara in precedenza, poi il piano finanziario di Scarlino è saltato per aria e negli anni dati di concessione non sarebbero riusciti in nessun modo a ripagare l’investimento».

Per Cala Galera - conclude Simone Anichini - «sono sicuro che ci saranno dei buoni motivi e carte che li supportano, ma la domanda finale rimane la solita: quando andranno veramente a gara i beni demaniali?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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