Attenzione
Galeotti: «L’urna non era stata sigillata»
Architetti: il consigliere ipotizza anomalie. Replica il presidente del seggio: «Nessuna irregolarità»
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GROSSETO. Tra i 14 candidati al consiglio provinciale degli architetti per il triennio 2017-2021 c’è anche Gabriele Galeotti, l’architetto massetano noto alle cronache locali per le vicende legate alla sua militanza in Massa Comune, il gruppo consiliare d’opposizione di Massa Marittima. L’architetto lunedì è andato ad esprimere il suo voto alla sede dell’Ordine ma, a suo dire, ci sarebbero state delle irregolarità.
«Ho ritirato la scheda ed apposte le mie preferenze – racconta Galeotti – ma all’atto di inserirla nell’urna, ho notato che quest’ultima non era sigillata, anzi, era aperta ed apribile a piacimento e non aveva neppure il lucchetto, anche se avrebbe dovuto essere adeguatamente sigillata col nastro firmato a cavallo da tutti i componenti; il seggio inoltre era presidiato da due sole persone quando, da regolamento, non possono mai esservene meno di tre. Fatta notare la cosa, è stato messo un lucchetto».
L’architetto ha poi deciso di tornare al seggio accompagnato da due carabinieri: «I militari hanno accertato la veridicità di quanto avevo segnalato loro e hanno assistito ad una ulteriore apertura dell’urna ad opera del presidente del seggio; alle 19 il seggio veniva chiuso e la bocchetta dell’urna, ancora senza sigilli ma con il lucchetto, è stata chiusa con un foglio di carta».
Per il presidente del seggio, l’architetto Giampietro Corsetti, non si sarebbe però verificata nessuna irregolarità: «L’urna per le votazioni del consiglio provinciale è chiusa con il lucchetto ma non sigillata perché il nostro regolamento non lo prevede – spiega – quella del lucchetto è una cosa che facciamo in più; a fine giornata, inoltre, in quanto presidente di seggio, devo riporre le schede che devono ancora essere votate insieme ai verbali e quindi l’urna non può essere sigillata». Per quanto riguarda invece la presenza dei tre componenti del seggio Corsetti spiega: «Al seggio non mancava nessuno scrutatore, uno di noi si era soltanto momentaneamente allontanato per andare in bagno; ho cercato di spiegare la cosa all’architetto Galeotti, invitandolo inoltre ad andare al piano superiore per verificarne la presenza, cosa che poi l’architetto ha effettivamente fatto». Insomma per Corsetti non ci sarebbe stata nessuna irregolarità: «Io sono un pubblico ufficiale e quelle dell’architetto Galeotti sono delle illazioni che offendono me e tutti i colleghi presenti al seggio; non c’è stata nessuna mancanza da parte nostra, abbiamo fatto il nostro dovere».
Giulia Sili
«Ho ritirato la scheda ed apposte le mie preferenze – racconta Galeotti – ma all’atto di inserirla nell’urna, ho notato che quest’ultima non era sigillata, anzi, era aperta ed apribile a piacimento e non aveva neppure il lucchetto, anche se avrebbe dovuto essere adeguatamente sigillata col nastro firmato a cavallo da tutti i componenti; il seggio inoltre era presidiato da due sole persone quando, da regolamento, non possono mai esservene meno di tre. Fatta notare la cosa, è stato messo un lucchetto».
L’architetto ha poi deciso di tornare al seggio accompagnato da due carabinieri: «I militari hanno accertato la veridicità di quanto avevo segnalato loro e hanno assistito ad una ulteriore apertura dell’urna ad opera del presidente del seggio; alle 19 il seggio veniva chiuso e la bocchetta dell’urna, ancora senza sigilli ma con il lucchetto, è stata chiusa con un foglio di carta».
Per il presidente del seggio, l’architetto Giampietro Corsetti, non si sarebbe però verificata nessuna irregolarità: «L’urna per le votazioni del consiglio provinciale è chiusa con il lucchetto ma non sigillata perché il nostro regolamento non lo prevede – spiega – quella del lucchetto è una cosa che facciamo in più; a fine giornata, inoltre, in quanto presidente di seggio, devo riporre le schede che devono ancora essere votate insieme ai verbali e quindi l’urna non può essere sigillata». Per quanto riguarda invece la presenza dei tre componenti del seggio Corsetti spiega: «Al seggio non mancava nessuno scrutatore, uno di noi si era soltanto momentaneamente allontanato per andare in bagno; ho cercato di spiegare la cosa all’architetto Galeotti, invitandolo inoltre ad andare al piano superiore per verificarne la presenza, cosa che poi l’architetto ha effettivamente fatto». Insomma per Corsetti non ci sarebbe stata nessuna irregolarità: «Io sono un pubblico ufficiale e quelle dell’architetto Galeotti sono delle illazioni che offendono me e tutti i colleghi presenti al seggio; non c’è stata nessuna mancanza da parte nostra, abbiamo fatto il nostro dovere».
Giulia Sili
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