Attenzione
barbanella
«Sulla nostra petizione ancora nessuna risposta»
GROSSETO. A distanza di più di un mese dalla richiesta di sistemare la zona pericolosa tra via Settembrini e Giacosa, «dal Comune di Grosseto non abbiamo ancora saputo nulla. Nessun segnale». Siamo...
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GROSSETO. A distanza di più di un mese dalla richiesta di sistemare la zona pericolosa tra via Settembrini e Giacosa, «dal Comune di Grosseto non abbiamo ancora saputo nulla. Nessun segnale».
Siamo nel quartiere di Barbanella, in un dedalo di strade che si affaccia su via Giusti. Ne abbiamo parlato a maggio scorso dopo uno dei nostri appuntamenti di Caffè Tirreno. Riflettori puntati sulla viabilità. Un anno fa un abitante di via Settembrini presentò una raccolta di firme al Comune per chiedere che nella strada fosse istituito il senso unico. Che fu in effetti istituito, tant’è che la strada sfocia – a un senso solo – su via Giusti. Ma i problemi non sono finiti, almeno a sentire gli abitanti; tant’è che mesi fa un altro gruppo di cittadini capitanati da Maria Paola Frassinetti – abitante di via Chelli - si è rivolta al sindaco, all’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti e al comandante della polizia municipale per chiedere che sia istituito il senso unico da via settembrini a via Giacosa, angolo via Chelli. Un piccolo tratto, in fondo. «Allo stato attuale - spiega Frassinetti – siamo costretti ad andare da via Chelli verso via Giusti dove lo sbocco è pericoloso. Le macchine sfrecciano, le piante coprono la visuale. Noi abitanti vorremmo che fosse istituito un piccolo tratto a senso contrario uscendo da via Chelli verso via Giacosa lungo via Settembrini, in modo da ricollegarsi in via Sauro o anche via Uranio e non essere costretti a svoltare per forza verso via Giusti. Due vie sono imprigionate, sono via Tommaseo e Fogazzaro. Ed è pericoloso - dice la donna – perché lì alle case del Duce gli abitanti sono tutti anziani come me, e i nostri figli quando vengono a trovarci trovano mille ostacoli». Soprattutto corrono rischi a percorrere quel tratto di strada. «È vero - aggiunge - via Settembrini è stretta e il doppio senso di marcia andava cambiato com’è stato fatto. Ma secondo noi andrebbe fatto di più: basterebbe aprire un tratto piccolo di via Giacosa per evitare che ogni giorno a quell’incrocio vi siano incidenti».
La petizione presentata da Frassinetti al Comune ancora non ha avuto risposta. L’hanno firmata diverse decine di persone, tutti abitanti in via Chelli, via Giacosa, Tommaseo, Fogazzaro, via Sauro e Bovio. «Sono andata all’assessorato, l’ho incontrato e mi ha detto che avrebbe valutato. Lunedì 26 dovrei tornare là per un appuntamento, sempre che sia disponibile. La nostra preoccupazione è che prima o poi succeda una tragedia grave uscendo da via Settembrini ed entrano in via Giusti. Spiace essere inascoltati: solo per le elezioni ci sentono un poco, sennò nulla». (el.g.)
Siamo nel quartiere di Barbanella, in un dedalo di strade che si affaccia su via Giusti. Ne abbiamo parlato a maggio scorso dopo uno dei nostri appuntamenti di Caffè Tirreno. Riflettori puntati sulla viabilità. Un anno fa un abitante di via Settembrini presentò una raccolta di firme al Comune per chiedere che nella strada fosse istituito il senso unico. Che fu in effetti istituito, tant’è che la strada sfocia – a un senso solo – su via Giusti. Ma i problemi non sono finiti, almeno a sentire gli abitanti; tant’è che mesi fa un altro gruppo di cittadini capitanati da Maria Paola Frassinetti – abitante di via Chelli - si è rivolta al sindaco, all’assessore alla sicurezza Fausto Turbanti e al comandante della polizia municipale per chiedere che sia istituito il senso unico da via settembrini a via Giacosa, angolo via Chelli. Un piccolo tratto, in fondo. «Allo stato attuale - spiega Frassinetti – siamo costretti ad andare da via Chelli verso via Giusti dove lo sbocco è pericoloso. Le macchine sfrecciano, le piante coprono la visuale. Noi abitanti vorremmo che fosse istituito un piccolo tratto a senso contrario uscendo da via Chelli verso via Giacosa lungo via Settembrini, in modo da ricollegarsi in via Sauro o anche via Uranio e non essere costretti a svoltare per forza verso via Giusti. Due vie sono imprigionate, sono via Tommaseo e Fogazzaro. Ed è pericoloso - dice la donna – perché lì alle case del Duce gli abitanti sono tutti anziani come me, e i nostri figli quando vengono a trovarci trovano mille ostacoli». Soprattutto corrono rischi a percorrere quel tratto di strada. «È vero - aggiunge - via Settembrini è stretta e il doppio senso di marcia andava cambiato com’è stato fatto. Ma secondo noi andrebbe fatto di più: basterebbe aprire un tratto piccolo di via Giacosa per evitare che ogni giorno a quell’incrocio vi siano incidenti».
La petizione presentata da Frassinetti al Comune ancora non ha avuto risposta. L’hanno firmata diverse decine di persone, tutti abitanti in via Chelli, via Giacosa, Tommaseo, Fogazzaro, via Sauro e Bovio. «Sono andata all’assessorato, l’ho incontrato e mi ha detto che avrebbe valutato. Lunedì 26 dovrei tornare là per un appuntamento, sempre che sia disponibile. La nostra preoccupazione è che prima o poi succeda una tragedia grave uscendo da via Settembrini ed entrano in via Giusti. Spiace essere inascoltati: solo per le elezioni ci sentono un poco, sennò nulla». (el.g.)
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