Il Tirreno

Grosseto

Parte la pulizia della vasca-pantano 

di Enrico Pizzi
Parte la pulizia della vasca-pantano 

Ieri la zona intorno al laghetto è stata transennata per consentire la bonifica: gli animali verranno spostati altrove 

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GROSSETO. Parco di via Giotto, anzi, Parco Pertini, perché questo – anche se in pochi lo sanno – è il nome del più amato polmone verde di Grosseto: attorno alle 11 di ieri mattina la vasca/laghetto sono iniziate a spuntare le prime recinzioni che segnano l’avvio dei lavori di ripulitura. Dopo settimane dalle prime proteste apparse anche sui social network per le condizioni in cui si trova quello specchio d’acqua l’amministrazione ha messo in moto Sistema per un’operazione che sarà tutt’altro che semplice ed economica, dal momento che si tratta non solo di prosciugare e ripulire, ma anche di farlo salvaguardando gli animali che hanno trovato nel laghetto il loro habitat.

Su un lato del laghetto, quello più vicino a via Giotto, si è accumulata, nel corso del tempo, spinta dal vento, una gran quantità di materiale melmoso, un misto tra escrementi, fango e alghe, che si è trasformato in una piccola spiaggia di sabbie mobili e maleodoranti. Così, mentre nel laghetto continuano a nuotare pesci diventati enormi, e sguazzano anatre e tartarughe, tutti animali che non dovrebbero stare lì dal momento che quella sarebbe una vasca, non un lago né un acquario, l’immagine che si presenta è tutt’altro che piacevole.

Presto lo scenario dovrebbe cambiare. Il laghetto sarà svuotato, gli animali saranno salvati e inviati a centri che li possano ospitare e poi inizierà la ripulitura di tutta la vasca.

L’ultima volta che era stato necessario un intervento così radicale era stato quando il sovraffollamento di anatre, di pesci e di tartarughe con i loro escrementi aveva provocato un’emergenza salmonella. Ma la melma maleodorante del laghetto non era l’unica nota stonata del parco di via Giotto, ieri mattina.

Senza considerare il giallo del prato ormai essiccato, il Parco Pertini avrebbe bisogno di un più costante intervento di pulizia.

Cestini vuoti si alternano a cestini che traboccano, segno che tanti non fanno la fatica di qualche passo in più per gettare i propri rifiuti ma anche segno del fatto che nessuno, nonostante fosse mattino inoltrato, era passato a svuotare i cestini. E così i rifiuti erano finiti sparsi un po’ in tutto il parco, con la complicità del vento, senza che gli addetti ai lavori fossero passati a raccoglierli. Una desolazione e un degrado che colpiscono, soprattutto perché riguardano un luogo che i grossetani hanno da sempre apprezzato e frequentato volentieri e che oggi è molto meno accogliente del solito. Qualche atto di vandalismo ha lasciato il segno e nessuno pone rimedio: tante le staccionate rotte, che restano lì, a fare brutta mostra di sé. Anche i servizi lasciano a desiderare. Se si ha bisogno di un bagno l’unica alternativa è cercare ospitalità negli unici due bar che si trovano nelle vicinanze, perché il bagno che si trova nel parco è, da tempo ormai, fuori uso. E da ultimo, anche la cannella che si trova vicino alla vasca/laghetto, preziosa per soddisfare la sete o anche solo per lavarsi le mani o rinfrescarsi dopo una corsa, è a secco, non dà più acqua. Il sito Internet dell’assessorato al turismo del Comune di Grosseto, presenta il Parco Pertini, con il velodromo Montanelli, tra le attrazioni cittadine, ma le foto che vi compaiono raccontano una realtà molto diversa da quella alla quale si deve assistere oggi.

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