Attenzione
«Noi così scollegati dal cuore della città»
Mezzi pubblici inadeguati per il capoluogo, incroci pericolosi Gli abitanti della frazione puntano il dito sulla viabilità
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ROSELLE. Vicinissima al capoluogo ma anche lontanissima. In una parola Roselle è “scollegata” (o collegata male). Corse della Tiemme insufficienti e con orari non a misura di cittadino, connessioni inadeguate tra frazione e città. La pensano così gli abitanti della frazione secondo i quali il paese sconta una viabilità inefficiente e insicura. Tema emerso nel corso dell’ultimo Caffè Tirreno che il giornale ha dedicato sabato a questa zona.
Enrico Tenerini vive a Roselle da 10 anni e punta l’indice su alcuni punti. All’uscita di via del Molino vecchio sulla strada Rosellana – dice - «l’arteria è piena di buche: a febbraio la giunta comunale ci promise che con gli avanzi di amministrazione avrebbe risistemato il manto stradale ma ancora non abbiamo visto nulla». In sospeso anche la «ciclabile che collega Roselle a Grosseto: perlomeno avevano detto che l’avrebbero fatta entro il 2018 e non ci siamo arrivati, ma a che punto siamo? Ancora non abbiamo visto niente». Altro punto, si chiede la sistemazione della piazza davanti a Roselle: mancano i posti auto. «Troppo poco spazio per parcheggiare, pochi stalli». Nella frazione ha - dicono in coro gli abitanti - mancano gli “scivoli” dei marciapiedi; troppo pochi. Troppe barriere.
I collegamenti dei bus sono un’altra spina di cui si chiede conto a Tiemme. «Roselle è la frazione più popolosa del Comune di Grosseto, perché non viene collegata meglio alla città coi mezzi pubblici?». Se lo chiede sempre Tenerini puntualizzando. «Perché i pullman grossetani non si allungano fin qua? A Roselle siamo a due passi dal capoluogo, siamo praticamente attaccati e uniti ma anche considerati “staccati” e collegati malissimo: tocca andare per forza in auto. E chi non ce l’ha o non può guidare cosa fa? A piedi o in bici non ne parliamo. I mezzo su gomma hanno orari inadeguati».
Luigi De Luca, edicolante d’origine napoletana, ha l’attività in piazza davanti alla chiesa e da tempo è un grossetano a tutti gli effetti. Vive a Grosseto, lavora a Roselle. «Faccio l’edicolante dal 2009». Attenzione puntata sulla viabilità, anche da parte sua; in primis sull’incrocio tra la strada degli Aiali e la Rosellana. «È un punto critico – attacca De Luca – dove la visibilità è veramente scarsa e gli incidenti sono sempre dietro l’angolo. L’unico punto di vista migliore forse è percorrendo l’arteria da via Batignanese verso Grosseto; il resto un disastro». La stessa via degli Aiali è considerata pericolosa. I marciapiedi sono quasi inesistenti, la carreggiata stretta. Nel 2015 vi morì un bambino di 3 anni, il ricordo della tragedia non è mai tramontato.
Percorrendo la strada Rosellana dal caffè Tubino, a piedi verso via degli Aiali, il marciapiede muore, sfuma nella curva a destra fino ad annientarsi. Nessuno spazio per i pedoni se non nell’altro lato. Gli orti sulla destra hanno i cancelli che si immettono praticamente sulla corsia in cui sfrecciano le auto.
Liliana Chilindar, originaria della Romania, vive a Roselle da 2 anni e mezzo. Anche lei lamenta l’assoluta insufficienza di mezzi pubblici che le sarebbero fondamentali per andare al lavoro. Le corse sono alle 7,30, alle 8,30 e alle 12. Poi alle 15,05 e 18,30. «Insufficienti e con salti temporali grossi dall’una all’altra - dice - Per chi non ha l’auto come me, trovare o anche solo mantenersi un lavoro è praticamente impossibile. Non riesco a portarlo avanti lavorando di mattina molto presto. Il primo bus è alle 7,30, io dovrei entrare alle 6-6,30». Si auspica pure una navetta che arrivi all’ospedale.
Lo stesso De Luca concorda. Bus insufficienti, linee e corse inadeguate. Una proposta: «Sarebbe sufficiente che i pullman che arrivano da Firenze e Siena – dice – entrassero a Roselle e facessero una parte di paese proseguendo poi a Grosseto. Sarebbe una soluzione veloce, sempre che fattibile. In fondo sarebbe da fare un pezzettino interno». La richiesta unanime è quella di collegamenti migliori.
Elisabetta Giorgi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Enrico Tenerini vive a Roselle da 10 anni e punta l’indice su alcuni punti. All’uscita di via del Molino vecchio sulla strada Rosellana – dice - «l’arteria è piena di buche: a febbraio la giunta comunale ci promise che con gli avanzi di amministrazione avrebbe risistemato il manto stradale ma ancora non abbiamo visto nulla». In sospeso anche la «ciclabile che collega Roselle a Grosseto: perlomeno avevano detto che l’avrebbero fatta entro il 2018 e non ci siamo arrivati, ma a che punto siamo? Ancora non abbiamo visto niente». Altro punto, si chiede la sistemazione della piazza davanti a Roselle: mancano i posti auto. «Troppo poco spazio per parcheggiare, pochi stalli». Nella frazione ha - dicono in coro gli abitanti - mancano gli “scivoli” dei marciapiedi; troppo pochi. Troppe barriere.
I collegamenti dei bus sono un’altra spina di cui si chiede conto a Tiemme. «Roselle è la frazione più popolosa del Comune di Grosseto, perché non viene collegata meglio alla città coi mezzi pubblici?». Se lo chiede sempre Tenerini puntualizzando. «Perché i pullman grossetani non si allungano fin qua? A Roselle siamo a due passi dal capoluogo, siamo praticamente attaccati e uniti ma anche considerati “staccati” e collegati malissimo: tocca andare per forza in auto. E chi non ce l’ha o non può guidare cosa fa? A piedi o in bici non ne parliamo. I mezzo su gomma hanno orari inadeguati».
Luigi De Luca, edicolante d’origine napoletana, ha l’attività in piazza davanti alla chiesa e da tempo è un grossetano a tutti gli effetti. Vive a Grosseto, lavora a Roselle. «Faccio l’edicolante dal 2009». Attenzione puntata sulla viabilità, anche da parte sua; in primis sull’incrocio tra la strada degli Aiali e la Rosellana. «È un punto critico – attacca De Luca – dove la visibilità è veramente scarsa e gli incidenti sono sempre dietro l’angolo. L’unico punto di vista migliore forse è percorrendo l’arteria da via Batignanese verso Grosseto; il resto un disastro». La stessa via degli Aiali è considerata pericolosa. I marciapiedi sono quasi inesistenti, la carreggiata stretta. Nel 2015 vi morì un bambino di 3 anni, il ricordo della tragedia non è mai tramontato.
Percorrendo la strada Rosellana dal caffè Tubino, a piedi verso via degli Aiali, il marciapiede muore, sfuma nella curva a destra fino ad annientarsi. Nessuno spazio per i pedoni se non nell’altro lato. Gli orti sulla destra hanno i cancelli che si immettono praticamente sulla corsia in cui sfrecciano le auto.
Liliana Chilindar, originaria della Romania, vive a Roselle da 2 anni e mezzo. Anche lei lamenta l’assoluta insufficienza di mezzi pubblici che le sarebbero fondamentali per andare al lavoro. Le corse sono alle 7,30, alle 8,30 e alle 12. Poi alle 15,05 e 18,30. «Insufficienti e con salti temporali grossi dall’una all’altra - dice - Per chi non ha l’auto come me, trovare o anche solo mantenersi un lavoro è praticamente impossibile. Non riesco a portarlo avanti lavorando di mattina molto presto. Il primo bus è alle 7,30, io dovrei entrare alle 6-6,30». Si auspica pure una navetta che arrivi all’ospedale.
Lo stesso De Luca concorda. Bus insufficienti, linee e corse inadeguate. Una proposta: «Sarebbe sufficiente che i pullman che arrivano da Firenze e Siena – dice – entrassero a Roselle e facessero una parte di paese proseguendo poi a Grosseto. Sarebbe una soluzione veloce, sempre che fattibile. In fondo sarebbe da fare un pezzettino interno». La richiesta unanime è quella di collegamenti migliori.
Elisabetta Giorgi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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