Il dolore
Muore mentre è al telefono con la figlia
di Francesca Gori
Morena Zinzi aveva 42 anni e stava guidando per raggiungere in ospedale la ragazza rimasta ferita in un incidente
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SCARLINO. Sono passate 12 ore. Dodici ore di vuoto, di silenzio, di disperazione. Nel mezzo una vita che scivola via e il dolore di una figlia che è rimasta senza sua madre. Morena Zinzi è saltata sulla sua auto dopo aver ricevuto la telefonata da parte di sua figlia.
La ragazza era al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto: era arrivata poco dopo le 4,30 del mattino con qualche ferita che si era procurata in un incidente successo pochi minuti prima al Puntone. Ha chiamato sua mamma, per chiederle di andare da lei. Morena era nella sua casa di via Tarantelli a Bagno di Gavorrano. Il suo cuore ha cominciato a battere all’impazzata anche se sua figlia stava bene, nonostante la paura. È salita sulla Ford Fiesta e si è messa sulla strada per arrivare a Grosseto, dove la ventunenne la stava aspettando. Era al telefono con la ragazza quando quest’ultima ha sentito un boato: le parole tra le due donne sono state interrotte dal silenzio, dal telefono rimasto improvvisamente muto. Morena era finita fuori strada con l’auto, sulla strada provinciale 60, la Scarlinese, all’altezza di Campo al Noci, poche centinaia di metri prima del bivio del Casone. Il sole stava spuntando, ma i raggi non sono riusciti a schiarire il buio che è sceso sulla provinciale, lo stesso che è arrivato come una grande macchia nera fino al pronto soccorso dove la ragazza ha cominciato a provare a richiamare sua madre. Il cellulare di Morena non ha più suonato, da quel momento e sua figlia ha dato subito l’allarme. Forse sapeva che qualcosa era appena successo ma ha cercato per 12 lunghe ore di allontanare da sé quel pensiero.
La Ford Fiesta blu finita fuori strada sembrava essere stata inghiottita da un buco nero. I carabinieri si sono messi immediatamente a cercare la donna: a casa non c’era, non era stata ricoverata in nessuno degli ospedali della provincia. Nessuno l’aveva vista e nessuno aveva più sentito la sua voce fin dalla mattina, da quando era al telefono con la ragazza. Così è stata percorsa più volte la strada che la donna avrebbe potuto fare da Bagno di Gavorrano fino a Grosseto, e sono stati battuti anche altri percorsi. Di quell’auto non è stata trovata traccia fino alle 17.50 di ieri: la Fiesta era finita in una scarpata al lato della strada, completamente ricoperta dalla vegetazione; impossibile vederla. Anche se dalla provinciale 60, il via vai verso la zona industriale del Casone è continuo, nessuno per tutta la giornata ha visto quell’auto e il corpo della donna rimasta schiacciata dentro le lamiere. Soltanto sua figlia, al pronto soccorso, aveva sentito quel boato.
Quando l’auto è stata ritrovata, i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare la morte della donna. Sulla provinciale c’erano i carabinieri, i vigili del fuoco e gli uomini della polizia municipale. È arrivato anche il pm di turno.
Il corpo della quarantaduenne è stato portato all’obitorio dell’ospedale, dove ora è a disposizione della Procura.
Morenza Zinzi era nata a Milano 42 anni fa ma aveva vissuto a lungo a Caldana prima di trasferirsi da qualche anno a Bagno di Gavorrano dove aveva cresciuto i suoi due figli. Non aveva avuto una vita facile ma l’aveva affrontata sempre con grande coraggio. Da qualche anno aveva trovato la serenità e un nuovo compagno. «Era una donna buona - dicono a Bagno di Gavorrano - Una donna che aveva fatto molti sacrifici ma che si era sempre fatta ben volere da tutti». Una donna che probabilmente è finita fuori strada per una distrazione o per un malore proprio mentre il suo cuore batteva all’impazzata per la paura e per l’amore che nutriva nei confronti della figlia.
La ragazza era al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto: era arrivata poco dopo le 4,30 del mattino con qualche ferita che si era procurata in un incidente successo pochi minuti prima al Puntone. Ha chiamato sua mamma, per chiederle di andare da lei. Morena era nella sua casa di via Tarantelli a Bagno di Gavorrano. Il suo cuore ha cominciato a battere all’impazzata anche se sua figlia stava bene, nonostante la paura. È salita sulla Ford Fiesta e si è messa sulla strada per arrivare a Grosseto, dove la ventunenne la stava aspettando. Era al telefono con la ragazza quando quest’ultima ha sentito un boato: le parole tra le due donne sono state interrotte dal silenzio, dal telefono rimasto improvvisamente muto. Morena era finita fuori strada con l’auto, sulla strada provinciale 60, la Scarlinese, all’altezza di Campo al Noci, poche centinaia di metri prima del bivio del Casone. Il sole stava spuntando, ma i raggi non sono riusciti a schiarire il buio che è sceso sulla provinciale, lo stesso che è arrivato come una grande macchia nera fino al pronto soccorso dove la ragazza ha cominciato a provare a richiamare sua madre. Il cellulare di Morena non ha più suonato, da quel momento e sua figlia ha dato subito l’allarme. Forse sapeva che qualcosa era appena successo ma ha cercato per 12 lunghe ore di allontanare da sé quel pensiero.
La Ford Fiesta blu finita fuori strada sembrava essere stata inghiottita da un buco nero. I carabinieri si sono messi immediatamente a cercare la donna: a casa non c’era, non era stata ricoverata in nessuno degli ospedali della provincia. Nessuno l’aveva vista e nessuno aveva più sentito la sua voce fin dalla mattina, da quando era al telefono con la ragazza. Così è stata percorsa più volte la strada che la donna avrebbe potuto fare da Bagno di Gavorrano fino a Grosseto, e sono stati battuti anche altri percorsi. Di quell’auto non è stata trovata traccia fino alle 17.50 di ieri: la Fiesta era finita in una scarpata al lato della strada, completamente ricoperta dalla vegetazione; impossibile vederla. Anche se dalla provinciale 60, il via vai verso la zona industriale del Casone è continuo, nessuno per tutta la giornata ha visto quell’auto e il corpo della donna rimasta schiacciata dentro le lamiere. Soltanto sua figlia, al pronto soccorso, aveva sentito quel boato.
Quando l’auto è stata ritrovata, i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare la morte della donna. Sulla provinciale c’erano i carabinieri, i vigili del fuoco e gli uomini della polizia municipale. È arrivato anche il pm di turno.
Il corpo della quarantaduenne è stato portato all’obitorio dell’ospedale, dove ora è a disposizione della Procura.
Morenza Zinzi era nata a Milano 42 anni fa ma aveva vissuto a lungo a Caldana prima di trasferirsi da qualche anno a Bagno di Gavorrano dove aveva cresciuto i suoi due figli. Non aveva avuto una vita facile ma l’aveva affrontata sempre con grande coraggio. Da qualche anno aveva trovato la serenità e un nuovo compagno. «Era una donna buona - dicono a Bagno di Gavorrano - Una donna che aveva fatto molti sacrifici ma che si era sempre fatta ben volere da tutti». Una donna che probabilmente è finita fuori strada per una distrazione o per un malore proprio mentre il suo cuore batteva all’impazzata per la paura e per l’amore che nutriva nei confronti della figlia.
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