La manifestazione
Ecco i feudi dei candidati
di Gabriele Baldanzi
Dalla roccaforte di Marrucheti a quella di Capanne: la mappa
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GROSSETO . Fosse stato per i cittadini di Marrucheti il sindaco di Campagnatico sarebbe oggi Fulvia Perillo, che qui ha battuto il suo avversario Luca Grisanti per 98 a 79. E lo stesso discorso vale per la sezione di Capanne di Manciano, dove Giulio Detti supera Mirco Morini 29 a 20. A Pitigliano, invece, dove di frazioni c’è solo il Casone, il neosindaco Giovanni Gentili viene pesantemente sconfitto solo nella sezione 1 del capoluogo, ma alla fine riequilibra i conti e poi sorpassa Lorenzo Olivotto negli altri seggi.
La geografia del voto nei tre comuni offre qualche spunto di approfondimento. A differenza del 2012, però, quando il quadro politico era più complesso e i candidati a sindaco 14 invece di 7, oggi la situazione appare lineare.
Chi indosserà la fascia tricolore a Campagnatico, Manciano e Pitigliano lo farà dopo aver ottenuto risultati inequivocabili, senza possibilità di appello per gli sconfitti. Per Luca Grisanti la forbice più ampia con Fulvia Perillo è quella che si registra nella sezione di Campagnatico (+96) e all’Arcille (+92). Lo scarto nasce qui. Conto pari nei centri minori.
Più rotondo invece il successo di Mirco Morini, che sta sopra a Giulio Detti in 11 sezioni su 12. Oltre al già citato seggio di Capanne, Detti tiene solo nella sezione 1 del capoluogo, dove finisce 161 a 160. Alla fine saranno oltre 900 i voti di scarto a favore dell’ex portiere del Manciano. Da ricordare che il centrosinistra con Marco Galli, cinque anni fa, aveva vinto per un soffio (poco più di 30 voti). Confrontando i flussi e la partecipazione con le amministrative del 2012 si vede chiaramente come gli elettori che hanno disertato le urne (un 5 per cento in meno ovunque) siano ex simpatizzanti del centrosinistra. Non bastavano per vincere, è vero, né a Campagnatico, né a Manciano, ma almeno chi dovrà rilanciare l’azione del Pd avrà chiaro chi manca all’appello e forse anche il perché.
A Pitigliano, dove nel 2012 i candidati a sindaco erano addirittura sei, Giovanni Gentili sfonda dappertutto, staccando i diretti avversari in ogni sezione.
Molto al di sotto delle aspettative è il risultato di Giovanni Gherardini e del Partito democratico pitiglianese, che nella sua lista contava due iscritti. Gherardini raccoglie briciole nelle sezioni della scuola elementare, in quella – più piccola – del centro anziani e solo nella frazioncina del Casone riesce ad avvicinare almeno i Cinque Stelle.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La geografia del voto nei tre comuni offre qualche spunto di approfondimento. A differenza del 2012, però, quando il quadro politico era più complesso e i candidati a sindaco 14 invece di 7, oggi la situazione appare lineare.
Chi indosserà la fascia tricolore a Campagnatico, Manciano e Pitigliano lo farà dopo aver ottenuto risultati inequivocabili, senza possibilità di appello per gli sconfitti. Per Luca Grisanti la forbice più ampia con Fulvia Perillo è quella che si registra nella sezione di Campagnatico (+96) e all’Arcille (+92). Lo scarto nasce qui. Conto pari nei centri minori.
Più rotondo invece il successo di Mirco Morini, che sta sopra a Giulio Detti in 11 sezioni su 12. Oltre al già citato seggio di Capanne, Detti tiene solo nella sezione 1 del capoluogo, dove finisce 161 a 160. Alla fine saranno oltre 900 i voti di scarto a favore dell’ex portiere del Manciano. Da ricordare che il centrosinistra con Marco Galli, cinque anni fa, aveva vinto per un soffio (poco più di 30 voti). Confrontando i flussi e la partecipazione con le amministrative del 2012 si vede chiaramente come gli elettori che hanno disertato le urne (un 5 per cento in meno ovunque) siano ex simpatizzanti del centrosinistra. Non bastavano per vincere, è vero, né a Campagnatico, né a Manciano, ma almeno chi dovrà rilanciare l’azione del Pd avrà chiaro chi manca all’appello e forse anche il perché.
A Pitigliano, dove nel 2012 i candidati a sindaco erano addirittura sei, Giovanni Gentili sfonda dappertutto, staccando i diretti avversari in ogni sezione.
Molto al di sotto delle aspettative è il risultato di Giovanni Gherardini e del Partito democratico pitiglianese, che nella sua lista contava due iscritti. Gherardini raccoglie briciole nelle sezioni della scuola elementare, in quella – più piccola – del centro anziani e solo nella frazioncina del Casone riesce ad avvicinare almeno i Cinque Stelle.
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