Il Tirreno

Grosseto

Disfatta Manciano, il Pd si lecca le ferite 

di Ivana Agostini
Disfatta Manciano, il Pd si lecca le ferite 

Ariganello: «Perdonerò, ma non ora, Bruni e gli altri che hanno contribuito alla vittoria degli avversari». E Tosi lascia 

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MANCIANO. Dopo la débâcle elettorale del Pd alle elezioni amministrative il partito cerca di capire quali siano le cause che abbiamo portato alla sconfitta e da dove ripartire. Diego Tosi, delegato provinciale del Pd a Manciano, finita la campagna elettorale e scaduto il suo mandato, ha salutato facendo un passo indietro e augurando ai 13 candidati della lista Tradizione e Futuro di poter fare del loro meglio per far risorgere il centrosinistra. La disamina del perché il Pd abbia perso a Manciano spetta al segretario provinciale Gesuè Ariganello.

Segretario, a cosa è dovuta secondo lei la sconfitta?

«In questi due mesi abbiamo cercato di far rinascere il partito partendo da elementi nuovi. Non a caso abbiamo rinnovato 11 consiglieri provinciali su 13. Certo per certi versi era un rischio perché per alcuni è stato difficile entrare nei meccanismi della politica ma da qualche parte bisogna pur ripartire».

Non crede che il Pd abbia sottovalutato la situazione di Manciano?

«L’amministrazione precedente ha avuto dei momenti difficili. Forse il partito ha lasciato andare per troppo tempo senza affrontare la situazione. Questo ha portato delle lacerazioni forti che sono andate oltre la politica e sono diventati attriti personali e questo ha fatto un po’ precipitare le cose. In questo il partito è mancato».

Giulio Detti era un candidato forte, il resto della lista però a parte qualche eccezione non aveva esperienza. Può essere una delle cause della sconfitta?

«Se si vuole intraprendere un percorso di rinnovamento bisogna rischiare. Noi non volevamo fare accordi e volevamo persone nuove. Abbiamo corso il rischio. Abbiamo perso ma il percorso intrapreso è giusto».

È mancato qualcosa a Detti?

«Giulio è una persona molto capace. Il miglior assessore al turismo della provincia di Grosseto. Le sue capacità sono indiscusse. Forse è mancata un po’ di empatia».

Si aspettava il risultato ottenuto da Valeria Bruni?

«Sapevo che era molto radicata nel territorio. Le critiche che ha posto anche dopo la mia elezione sono state prese in considerazione perché giuste. Le abbiamo chiesto di intraprendere con noi un percorso ma non lo ha fatto. Vedere che lo ha intrapreso con la lista avversaria, contribuendo, lei con altri del mio partito, a farla vincere è una cosa che in questo momento non riesco a perdonare. Forse ci riuscirò ma non adesso».

Come ripartirete?

«Bisogna imparare dagli errori. Siamo amareggiati ma dobbiamo iniziare a lavorare per tempo per i prossimi impegni elettorali. A Manciano ripartiamo da una squadra che ha voglia e capacità di fare. Faremo una buona opposizione. Per il principio dell’alternanza è normale che se il cittadino vede che non ha avuto delle risposte poi voti dall’altra parte. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e ripartire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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