Toscana
Appuntamento sabato da Tubino il bar più longevo della provincia
Oggi gestito da Marco Canuti, il 17 giugno ospiterà la 13ª tappa di Caffè Tirreno a partire dalle 11 Il titolare: «Aperto 88 anni fa, qui la gente viene a parlare di tutto. Ci sarebbero tante potenzialità»
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ROSELLE. La tappa numero tredici di Caffè Tirreno sarà ospitata dopodomani, sabato 17 giugno, in un bar storico, il bar Tubino di Roselle. «Il bar più vecchio della provincia aperto ben 88 anni fa», dice con orgoglio il titolare Marco Canuti. Tra un caffè e un cappuccino, una pizzetta e un bicchiere di vino, Marco e la moglie Monia Stranieri sono qui da sei anni. Al loro fianco, dietro al bancone, le loro tre dipendenti Nadia Guidoni, Michela Ciarpi ed Erika Tognazzi.
«Ho preso in gestione questo bar da Ulisse e dalla sorella Laura Guidoni, i figli del fondatore», spiega Marco. «Io provengo da una famiglia di baristi – prosegue –, una delle famiglie storiche grossetane. Mio babbo aveva il Bar dei Mille. Poi sono andato in pensione e, nel 2004, ho venduto il bar, ma tra tasse e imposte mi è toccato rimettermi al lavoro».
Tutta l’esperienza dei baristi Canuti, Marco l’ha portata qui, in questo bar storico.
Un locale che, al pari di spazi istituzionali, può ben considerarsi un crocevia di storia e costume della provincia, in questo angolo di territorio che sulla mappa è un paesino ma che, con la campagna circostante, conta circa 5.700 abitanti (si pensi che ben diciannove dei ventotto comuni della provincia sono al di sotto di questa soglia).
«Il barista è un po’ il “vicesindaco”», scherza Marco. «Qui la gente viene e parla di tutto».
E di temi su cui discutere e confrontarsi, a Roselle, ce ne sono tanti.
«Roselle ha un potenziale enorme – spiega Marco Canuti – ma inespresso. Penso allo sport, con il calcio. Alle terme, visto che “galleggiamo” su una falda di acqua termale che non ha niente da invidiare a quella do Saturnia. E agli scavi archeologici». La voglia dei rosellani di dire la propria sul loro paese è tanta. Avranno occasione di farlo pubblicamente sabato mattina a partire dalle 11 a Caffè Tirreno. Ci saranno i giornalisti della redazione grossetana, l’Agenzia fotografica Bf e la delicata matita di Dominga Tammone, artista grossetana che realizzerà due caricature di cittadini che interverranno. (f.f.)
«Ho preso in gestione questo bar da Ulisse e dalla sorella Laura Guidoni, i figli del fondatore», spiega Marco. «Io provengo da una famiglia di baristi – prosegue –, una delle famiglie storiche grossetane. Mio babbo aveva il Bar dei Mille. Poi sono andato in pensione e, nel 2004, ho venduto il bar, ma tra tasse e imposte mi è toccato rimettermi al lavoro».
Tutta l’esperienza dei baristi Canuti, Marco l’ha portata qui, in questo bar storico.
Un locale che, al pari di spazi istituzionali, può ben considerarsi un crocevia di storia e costume della provincia, in questo angolo di territorio che sulla mappa è un paesino ma che, con la campagna circostante, conta circa 5.700 abitanti (si pensi che ben diciannove dei ventotto comuni della provincia sono al di sotto di questa soglia).
«Il barista è un po’ il “vicesindaco”», scherza Marco. «Qui la gente viene e parla di tutto».
E di temi su cui discutere e confrontarsi, a Roselle, ce ne sono tanti.
«Roselle ha un potenziale enorme – spiega Marco Canuti – ma inespresso. Penso allo sport, con il calcio. Alle terme, visto che “galleggiamo” su una falda di acqua termale che non ha niente da invidiare a quella do Saturnia. E agli scavi archeologici». La voglia dei rosellani di dire la propria sul loro paese è tanta. Avranno occasione di farlo pubblicamente sabato mattina a partire dalle 11 a Caffè Tirreno. Ci saranno i giornalisti della redazione grossetana, l’Agenzia fotografica Bf e la delicata matita di Dominga Tammone, artista grossetana che realizzerà due caricature di cittadini che interverranno. (f.f.)
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