Il dolore
Vandali e rifiuti nel centro commerciale
di Elisabetta Giorgi
Il condominio è alle prese con pallonate e continui atti di teppismo. Un condizionatore rotto si rivela una trappola
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Sporcizia, pareti imbrattate. Vandali che a volte la sera si fanno chiudere nel cortile quando i cancelli chiudono (alle 21, 30) pronti a far danni qua e là. Lattine incastrate nelle saracinesche chiuse. E pure un vecchio impianto di aria condizionata sventrato e con materiale isolante rotto: sta in un piano superiore del condominio, vicino al grosso fondo comunale che ospitava le attività della circoscrizione.
È tutto spaccato, al punto che vi è stato creato un vuoto di parecchi metri, come fosse un pozzo in cui sprofondare, pericolosissimo per un bambino che vi inciampasse dentro. Il centro commerciale di Gorarella – a detta delle poche attività rimaste (ben superiori quelle che se ne sono andate) – reclama decoro e sicurezza.
Giorgio Magnani, titolare di un’attività di pedicure e manicure proprio al centro commerciale, lo dice chiaro e tondo. «Secondo me dovrebbero mettere un vigile di quartiere: i ragazzini fanno atti vandalici, spaccano tutto il centro commerciale, ne combinano “nere”, il divertimento è diventato proprio quello di spaccare la roba, il gusto di rompere fine a se stesso». Tirano le pallonate, sventrano le cassettine degli estintori. Riempiono ogni anfratto di sporcizia. «Anche noi – dice Magnani – abbiamo speso un sacco di soldi per rimettere tutto a posto, ma tanto nessuno paga, dobbiamo cacciare fuori i soldi sempre noi condòmini. D’altra parte qua è privato, siamo tanti piccoli proprietari – dice il negoziante – e poi c’è un amministratore di condominio che fa il possibile, ma pure lui si trova in difficoltà, so che a volte li ha richiamati a dovere, questi ragazzi, ma tanto tutto resta sempre così».
La soluzione potrebbe essere «il vigile di quartiere, come quelli che c’erano prima, che venivano e controllavano».
La sera, eppure, i cancelli del centro commerciale vengono chiusi verso le 21, 30. Ma il problema è che gli assalti avvengono «durante il giorno, a tutte le ore.
Non tutto è privato, qua. Ci sono pure fondi comunali, per giunta ampi, per esempio una grande sala che ospitava le attività della circoscrizione: attaccato al vetro è un foglio risalente al 2015. A pochi metri, lungo la stessa parete, c’è quel condizionatore sventrato. Anche Mario Di Gloria, titolare della cartoleria vicino al bar Awanagana, solleva il problema.
«Questi ragazzi, quello che trovano spaccano. Tirano pallonate, fanno danni».
A marzo scorso, in zona, due adolescenti furono scoperti a fare parkour saltellando da un tetto all’altro di via Andrea Costa.
Erano a circa 15 metri, sul tetto di un palazzo a cinque piani. Furono fatti scendere dalle forze dell’ordine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È tutto spaccato, al punto che vi è stato creato un vuoto di parecchi metri, come fosse un pozzo in cui sprofondare, pericolosissimo per un bambino che vi inciampasse dentro. Il centro commerciale di Gorarella – a detta delle poche attività rimaste (ben superiori quelle che se ne sono andate) – reclama decoro e sicurezza.
Giorgio Magnani, titolare di un’attività di pedicure e manicure proprio al centro commerciale, lo dice chiaro e tondo. «Secondo me dovrebbero mettere un vigile di quartiere: i ragazzini fanno atti vandalici, spaccano tutto il centro commerciale, ne combinano “nere”, il divertimento è diventato proprio quello di spaccare la roba, il gusto di rompere fine a se stesso». Tirano le pallonate, sventrano le cassettine degli estintori. Riempiono ogni anfratto di sporcizia. «Anche noi – dice Magnani – abbiamo speso un sacco di soldi per rimettere tutto a posto, ma tanto nessuno paga, dobbiamo cacciare fuori i soldi sempre noi condòmini. D’altra parte qua è privato, siamo tanti piccoli proprietari – dice il negoziante – e poi c’è un amministratore di condominio che fa il possibile, ma pure lui si trova in difficoltà, so che a volte li ha richiamati a dovere, questi ragazzi, ma tanto tutto resta sempre così».
La soluzione potrebbe essere «il vigile di quartiere, come quelli che c’erano prima, che venivano e controllavano».
La sera, eppure, i cancelli del centro commerciale vengono chiusi verso le 21, 30. Ma il problema è che gli assalti avvengono «durante il giorno, a tutte le ore.
Non tutto è privato, qua. Ci sono pure fondi comunali, per giunta ampi, per esempio una grande sala che ospitava le attività della circoscrizione: attaccato al vetro è un foglio risalente al 2015. A pochi metri, lungo la stessa parete, c’è quel condizionatore sventrato. Anche Mario Di Gloria, titolare della cartoleria vicino al bar Awanagana, solleva il problema.
«Questi ragazzi, quello che trovano spaccano. Tirano pallonate, fanno danni».
A marzo scorso, in zona, due adolescenti furono scoperti a fare parkour saltellando da un tetto all’altro di via Andrea Costa.
Erano a circa 15 metri, sul tetto di un palazzo a cinque piani. Furono fatti scendere dalle forze dell’ordine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
