Sicurezza
capalbio
Il ministro critica l’Ultima spiaggia
Calenda: paga poco di concessioni. Titolare lascia Ascom per protesta
2 MINUTI DI LETTURA
CAPALBIO. La presidente di Confcommercio Grosseto Carla Palmieri e il presidente del sindacato balneari Confcommercio Grosseto Enrico Franceschelli esprimono solidarietà ai titolari dello stabilimento balneare l’Ultima Spiaggia di Capalbio, in particolare ad Adalberto Sabbatini, associato e consigliere di Ascom, dopo quanto accaduto nell’assemblea Nazionale che si è svolta a Roma due giorni fa.
Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, parlando all’assemblea nazionale, ha espressamente fatto riferimento allo stabilimento capalbiese che, secondo lui, pagherebbe poco di concessione annuale allo Stato.
«Non voglio fare alcuna polemica – dice Sabbatini dell’Ultima Spiaggia – voglio solo precisare che paghiamo quello che ci viene chiesto dallo Stato. Non siamo noi a decidere».
A Sabbatini più che le parole di Calenda ha dato fastidio l’atteggiamento dei rappresentanti sindacali che, durante l’assemblea, non hanno detto una parola in difesa dei balneari. Per questo il titolare dello stabilimento si è autosospeso da tutte le sue cariche e, dopo una riunione con gli altri soci, ha deciso di uscire da Ascom Confcommercio.
Se Sabbatini tornerà o meno sulle sue decisioni dipende da cosa accadrà nei prossimi giorni. Di certo adesso l’amarezza è molta.
«Ringrazio comunque Palmieri e Franceschelli – dice – per la solidarietà che ci hanno dimostrato».
Sono proprio i due a parlare della vicenda. «È stata una bellissima assemblea – commentano Palmieri e Franceschelli – Unica nota dolente sono state le parole del ministro Calenda, che ha tirato in ballo, in maniera inopportuna e poco elegante, l’Ultima Spiaggia di Capalbio parlando di cifre sulle concessioni, al fine di giustificare in qualche modo le prese di posizione del governo sulla Bolkestein, come se essa rappresentasse l’unica soluzione per adeguare e rimodulare i costi delle concessioni demaniali. Qui parliamo di persone serie, che pagano le tasse, che danno molti posti di lavoro e lustro al territorio. Ci preme anche sottolineare che gli imprenditori balneari pagano quanto lo Stato chiede loro e che il canone demaniale è solo una componente dei costi che ha la gestione d’impresa».
Anche il vicepresidente nazionale del sindacato italiano balneari Confcommercio Alberto Bertolotti ha commentato pubblicamente: «Siamo stati testimoni dell’ennesimo attacco frontale rivolto alla categoria delle imprese balneari da parte di Calenda, che ha trattato la materia delle concessioni con imbarazzante semplicismo. Il ministro ha avuto addirittura l’ardire di utilizzare l’esempio specifico di un’azienda associata al nostro sistema confederale della provincia di Grosseto». Anche Bertolotti ha espresso solidarietà ai gestori dello stabilimento balneare Ultima Spiaggia.
Ivana Agostini
Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, parlando all’assemblea nazionale, ha espressamente fatto riferimento allo stabilimento capalbiese che, secondo lui, pagherebbe poco di concessione annuale allo Stato.
«Non voglio fare alcuna polemica – dice Sabbatini dell’Ultima Spiaggia – voglio solo precisare che paghiamo quello che ci viene chiesto dallo Stato. Non siamo noi a decidere».
A Sabbatini più che le parole di Calenda ha dato fastidio l’atteggiamento dei rappresentanti sindacali che, durante l’assemblea, non hanno detto una parola in difesa dei balneari. Per questo il titolare dello stabilimento si è autosospeso da tutte le sue cariche e, dopo una riunione con gli altri soci, ha deciso di uscire da Ascom Confcommercio.
Se Sabbatini tornerà o meno sulle sue decisioni dipende da cosa accadrà nei prossimi giorni. Di certo adesso l’amarezza è molta.
«Ringrazio comunque Palmieri e Franceschelli – dice – per la solidarietà che ci hanno dimostrato».
Sono proprio i due a parlare della vicenda. «È stata una bellissima assemblea – commentano Palmieri e Franceschelli – Unica nota dolente sono state le parole del ministro Calenda, che ha tirato in ballo, in maniera inopportuna e poco elegante, l’Ultima Spiaggia di Capalbio parlando di cifre sulle concessioni, al fine di giustificare in qualche modo le prese di posizione del governo sulla Bolkestein, come se essa rappresentasse l’unica soluzione per adeguare e rimodulare i costi delle concessioni demaniali. Qui parliamo di persone serie, che pagano le tasse, che danno molti posti di lavoro e lustro al territorio. Ci preme anche sottolineare che gli imprenditori balneari pagano quanto lo Stato chiede loro e che il canone demaniale è solo una componente dei costi che ha la gestione d’impresa».
Anche il vicepresidente nazionale del sindacato italiano balneari Confcommercio Alberto Bertolotti ha commentato pubblicamente: «Siamo stati testimoni dell’ennesimo attacco frontale rivolto alla categoria delle imprese balneari da parte di Calenda, che ha trattato la materia delle concessioni con imbarazzante semplicismo. Il ministro ha avuto addirittura l’ardire di utilizzare l’esempio specifico di un’azienda associata al nostro sistema confederale della provincia di Grosseto». Anche Bertolotti ha espresso solidarietà ai gestori dello stabilimento balneare Ultima Spiaggia.
Ivana Agostini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
