Sicurezza
Debito per l’ex Molendi Rate previste fino al 2019
di Alfredo Faetti
Il piano di accantonamento del Comune va avanti in attesa dell’importo preciso Intanto nelle casse ci sono 950.000 euro: se la cifra aumenta si slitterà di due anni
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MASSA MARITTIMA. Ad occhio, il debito scaturito dalla sentenza sull’area ex Molendi sarà saldato nel 2019.
E se aumenterà, il saldo potrebbe scivolare anche al 2020 o 2021.
Scadenze venute fuori nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Massa Marittima, durante il quale l’amministrazione e i tecnici del municipio hanno snocciolato i soldi messi da parte fino ad oggi e quelli ancora da accantonare. Ad oggi, nelle casse pubbliche massetane sono stati accantonati 950.000 euro in vista del risarcimento, già sentenziato dal Tar benché sia ancora da decidere la somma precisa dell’importo.
La controparte, ossia la società Porta al Salnitro, ha fissato il minimo a un milione e mezzo di euro, ma le perizie del ctu e l’ordinanza del giudice che ne è scaturita possono modificare questa cifra. Aumentandola? Diminuendola? Lo stabilirà lo stesso Tar, nell’udienza fissata per febbraio 2018.
Un appuntamento abbastanza in là nel tempo per poter spalmare l’importo restante (550.000 euro circa) sui prossimi tre bilanci.
Lo ha spiegato nel dettaglio il dirigente Luca Donati durante l’assise: altri 225.000 euro saranno accantonato nel corso dell’esercizio 2018 e altrettanti nel 2019. Se poi il risarcimento dovesse aumentare, ci sarà la possibilità di usare anche gli esercizi del 2020 e del 2021, basando la raccolta delle risorse soprattutto con la lotta all’evasione fiscale.
Insomma, la scaletta della rateizzazione c’è, solo che sarà un debito lungo da smaltire, anche se il sindaco Marcello Giuntini e la sua amministrazione stanno cercando altre vie. La prima è quella di un accordo con la Porta al Salnitro, che mitigherebbe i costi. L’altra, già ipotizzata, è quella di ricorrere al prossimo grado di giudizio per portare avanti la diatriba.
La storia è ormai nota e parte nel 1999, quando i Beni Culturali posero un vincolo storico sull’area Molendi, in prossimità del duomo di san Cerbone.
Vincolo che sancì la fine dei lavori che avrebbero dovuto portare alla realizzazione di una struttura ricettiva e a parcheggi interrati: il progetto sarebbe stato finanziato con fondi per il Giubileo 2000.
La società incaricata dei lavori, allora Molendi e oggi rinominata Immobiliare Porta al Salnitro, come l’omonima porta cittadina, aveva ottenuto tutte le autorizzazioni dal Comune e per questo, dopo l’intervento dei Beni Culturali, giunse a carico del Comune una richiesta di danni milionaria, alla quale seguirono un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato.
E se aumenterà, il saldo potrebbe scivolare anche al 2020 o 2021.
Scadenze venute fuori nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Massa Marittima, durante il quale l’amministrazione e i tecnici del municipio hanno snocciolato i soldi messi da parte fino ad oggi e quelli ancora da accantonare. Ad oggi, nelle casse pubbliche massetane sono stati accantonati 950.000 euro in vista del risarcimento, già sentenziato dal Tar benché sia ancora da decidere la somma precisa dell’importo.
La controparte, ossia la società Porta al Salnitro, ha fissato il minimo a un milione e mezzo di euro, ma le perizie del ctu e l’ordinanza del giudice che ne è scaturita possono modificare questa cifra. Aumentandola? Diminuendola? Lo stabilirà lo stesso Tar, nell’udienza fissata per febbraio 2018.
Un appuntamento abbastanza in là nel tempo per poter spalmare l’importo restante (550.000 euro circa) sui prossimi tre bilanci.
Lo ha spiegato nel dettaglio il dirigente Luca Donati durante l’assise: altri 225.000 euro saranno accantonato nel corso dell’esercizio 2018 e altrettanti nel 2019. Se poi il risarcimento dovesse aumentare, ci sarà la possibilità di usare anche gli esercizi del 2020 e del 2021, basando la raccolta delle risorse soprattutto con la lotta all’evasione fiscale.
Insomma, la scaletta della rateizzazione c’è, solo che sarà un debito lungo da smaltire, anche se il sindaco Marcello Giuntini e la sua amministrazione stanno cercando altre vie. La prima è quella di un accordo con la Porta al Salnitro, che mitigherebbe i costi. L’altra, già ipotizzata, è quella di ricorrere al prossimo grado di giudizio per portare avanti la diatriba.
La storia è ormai nota e parte nel 1999, quando i Beni Culturali posero un vincolo storico sull’area Molendi, in prossimità del duomo di san Cerbone.
Vincolo che sancì la fine dei lavori che avrebbero dovuto portare alla realizzazione di una struttura ricettiva e a parcheggi interrati: il progetto sarebbe stato finanziato con fondi per il Giubileo 2000.
La società incaricata dei lavori, allora Molendi e oggi rinominata Immobiliare Porta al Salnitro, come l’omonima porta cittadina, aveva ottenuto tutte le autorizzazioni dal Comune e per questo, dopo l’intervento dei Beni Culturali, giunse a carico del Comune una richiesta di danni milionaria, alla quale seguirono un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato.
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