Il Tirreno

Grosseto

Cremazione: si potrà anche a Grosseto  

di Francesca Gori
Cremazione: si potrà anche a Grosseto  

Una coop bolognese si aggiudica il bando di project financing: i lavori per costruire il forno partiranno entro fine anno

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GROSSETO. Ci siamo: una cooperativa bolognese fondata nel 1946 si è aggiudicata la progettazione e la gestione del forno crematorio. Il sogno della Socrem, la Società per la cremazione di Grosseto, e di tutti coloro che hanno scelto di tornare cenere subito dopo la morte, si realizza: i lavori per la costruzione del mega impianto potrebbero partire a fine anno in un terreno del Comune adiacente al cimitero di Sterpeto.

È stato un percorso lungo e a ostacoli quello che ha portato all’aggiudicazione della concessione, cominciato ormai tre anni fa quando la città era guidata da Emilio Bonifazi. E ora, la nuova giunta del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna metterà la firma su una delle opere più attese in Maremma: perché tutt’oggi, per farsi cremare, bisogna rivolgersi all’impianto di Livorno, spendendo circa mille euro a salma. Un salasso per tante famiglie, che potranno risparmiare a Grosseto circa il 50%.

La Ciab, Società cooperativa idrici e affini, si è aggiudicata l’affidamento in concessione mediante project financing della progettazione, della costruzione e della gestione del tempio per la cremazione per 30 anni, battendo la Rti Altair di Domodossola, l’associazione temporanea di impresa che aveva promosso la realizzazione dell’impianto. «Ora ci sono 30 giorni di tempo per l’assegnazione definitiva - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Megale - perché la cooperativa vincitrice potrebbe anche fare un passo indietro. In quel caso però, la Altair dovrà realizzare l’impianto al costo proposto dalla vincitrice della gara». Un paio di settimane di tempo, poi si saprà quale progetto verrà realizzato a Grosseto.

L’importo complessivo stimato della concessione, compresa la progettazione, l’esecuzione dei lavori e la gestione del servizio ammonta a circa 26 milioni di euro, 23 dei quali - è la stima fatta dall’amministrazione e dalle società che hanno partecipato al project financing - sono i ricavi stimati che potranno derivare dalla gestione del servizio, che avrà appunto una durata di trent’anni dalla data della firma della concessione.

La società che prenderà in gestione l’impianto verserà al Comune ogni anno il 4% del fatturato che deriverà dalle operazioni di cremazione oltre alla percentuale che viene offerta appunto dall’aggiudicataria che ha presentato un piano economico e finanziario più vantaggioso rispetto a quello della proponente.

Il progetto presentato dalla Ciab di Bologna è differente nella forma rispetto a quello della Altair, ma non nella sostanza. Nel terreno vicino a Sterpeto sorgerà il tempio della cremazione, che costerà poco più di due milioni di euro e sarà dotato di una stanza per il commiato e di un giardino per la dispersione delle ceneri. Il progetto prevede la realizzazione di camini che non emetteranno alcun odore nell’aria e che saranno completamente ecocompatibili: il tempio sarà infatti dotato di un primo forno al quale, nel corso degli anni, se ne dovrebbe aggiungere un altro e saranno realizzati anche dei colombari per raccogliere le urne cinerarie di chi sceglierà, dopo la morte, la tumulazione.

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