Il dolore
Una siccità così mancava da 24 anni
di Gabriele Baldanzi
Record 2017 per la scarsità di pioggia in Maremma: dal 1955 a oggi livelli tali di aridità si erano verificati solo in due annate
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GROSSETO. Dal 1955 a oggi solo due volte – nel 1990 e nel 1993 – i pluviometri presenti in Maremma avevano fatto registrare, nei primi cinque mesi dell’anno, un deficit di precipitazioni così significativo. Per quanto riguarda la Toscana meridionale l’allarme lanciato a inizio aprile da previsori e statistici del Lamma si è nel frattempo aggravato.
Nel Grossetano la situazione è peggiore del 2012, quando la Regione Toscana fu costretta a dichiarare lo stato di emergenza per siccità. Qui il territorio, soprattutto quello a vocazione agricola, è da tempo in affanno per l’approvvigionamento idrico: invasi vuoti, colture a secco. Colpa anche di un inverno già avaro di pioggia e neve.
Ieri il Lamma ha diffuso i report di maggio, tracciando un bilancio dei primi cinque mesi. «In provincia di Grosseto, da gennaio al 31 maggio – spiega Daniele Grifoni del Lamma – manca all’appello il 60% dell’acqua che solitamente cade in questo periodo, avendo a riferimento la media del trentennio 1981-2010. Quasi ovunque, nel computo complessivo dei cinque mesi del 2017, non si arriva a 80 millimetri. Avrebbero dovuto essere almeno 230 per pareggiare la media. Pochissimi anche i giorni piovosi. Una situazione che risulta così estrema soprattutto in Maremma».
«Le piogge a maggio – prosegue Grifoni – sono risultate inferiori alla norma ovunque. Solo sui settori appenninici i cumulati mensili hanno raggiunto valori compresi tra 50 e 100 mm. Tutti i capoluoghi di regione hanno fatto registrare deficit di precipitazioni con scostamenti e anomalie negative soprattutto sulle province centro meridionali e in particolare a Grosseto. Diverso il discorso per le temperature. Dal punto di vista termico maggio ha valori estremi: minime in linea con le medie del periodo e massime leggermente superiori a quelle tipiche di maggio, in particolare in collina».
La prevalenza di condizioni di alta pressione ha fatto la differenza nel mese di maggio. Le condizioni di stabilità atmosferica hanno scongiurato le piogge, con deficit del cento per cento nella seconda e terza decade del mese, dopo che già a marzo e ad aprile si erano registrate decadi completamente secche.
Grifoni allarga lo sguardo ad aprile: «È stato un altro mese caratterizzato da precipitazioni decisamente inferiori alla media. Nel Grossetano si è salvata solo l’Amiata, dove comunque i valori pluviometrici sono attestati al di sotto della norma. Anche il numero di giorni piovosi è stato drasticamente inferiore alla media (da gennaio a oggi poco più di dieci – ndr). In più aprile è risultato molto caldo nei valori massimi, con anomalie concentrate in particolare nella prima parte del mese»
Il deficit idrico, guardando i dati delle stazioni pluviometriche della provincia di Grosseto, si avverte già da fine febbraio. Ad aprile-maggio, invece, indicatore di siccità straordinaria diventa la vegetazione, con segnali di stress nelle zone costiere grossetane, che adesso iniziano a palesarsi anche nell’entroterra. Infine le previsioni. Il bimestre giugno-luglio dovrebbe far registrare qualche episodio in più di instabilità, quindi con un numero di giorni piovosi che potrebbe anche rivelarsi sopra la norma a luglio.
Sempre secondo il Lamma eventuali piogge, a causa della circolazione atmosferica attesa, potrebbero risultare molto irregolari da un punto di vista spaziale e quantitativo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel Grossetano la situazione è peggiore del 2012, quando la Regione Toscana fu costretta a dichiarare lo stato di emergenza per siccità. Qui il territorio, soprattutto quello a vocazione agricola, è da tempo in affanno per l’approvvigionamento idrico: invasi vuoti, colture a secco. Colpa anche di un inverno già avaro di pioggia e neve.
Ieri il Lamma ha diffuso i report di maggio, tracciando un bilancio dei primi cinque mesi. «In provincia di Grosseto, da gennaio al 31 maggio – spiega Daniele Grifoni del Lamma – manca all’appello il 60% dell’acqua che solitamente cade in questo periodo, avendo a riferimento la media del trentennio 1981-2010. Quasi ovunque, nel computo complessivo dei cinque mesi del 2017, non si arriva a 80 millimetri. Avrebbero dovuto essere almeno 230 per pareggiare la media. Pochissimi anche i giorni piovosi. Una situazione che risulta così estrema soprattutto in Maremma».
«Le piogge a maggio – prosegue Grifoni – sono risultate inferiori alla norma ovunque. Solo sui settori appenninici i cumulati mensili hanno raggiunto valori compresi tra 50 e 100 mm. Tutti i capoluoghi di regione hanno fatto registrare deficit di precipitazioni con scostamenti e anomalie negative soprattutto sulle province centro meridionali e in particolare a Grosseto. Diverso il discorso per le temperature. Dal punto di vista termico maggio ha valori estremi: minime in linea con le medie del periodo e massime leggermente superiori a quelle tipiche di maggio, in particolare in collina».
La prevalenza di condizioni di alta pressione ha fatto la differenza nel mese di maggio. Le condizioni di stabilità atmosferica hanno scongiurato le piogge, con deficit del cento per cento nella seconda e terza decade del mese, dopo che già a marzo e ad aprile si erano registrate decadi completamente secche.
Grifoni allarga lo sguardo ad aprile: «È stato un altro mese caratterizzato da precipitazioni decisamente inferiori alla media. Nel Grossetano si è salvata solo l’Amiata, dove comunque i valori pluviometrici sono attestati al di sotto della norma. Anche il numero di giorni piovosi è stato drasticamente inferiore alla media (da gennaio a oggi poco più di dieci – ndr). In più aprile è risultato molto caldo nei valori massimi, con anomalie concentrate in particolare nella prima parte del mese»
Il deficit idrico, guardando i dati delle stazioni pluviometriche della provincia di Grosseto, si avverte già da fine febbraio. Ad aprile-maggio, invece, indicatore di siccità straordinaria diventa la vegetazione, con segnali di stress nelle zone costiere grossetane, che adesso iniziano a palesarsi anche nell’entroterra. Infine le previsioni. Il bimestre giugno-luglio dovrebbe far registrare qualche episodio in più di instabilità, quindi con un numero di giorni piovosi che potrebbe anche rivelarsi sopra la norma a luglio.
Sempre secondo il Lamma eventuali piogge, a causa della circolazione atmosferica attesa, potrebbero risultare molto irregolari da un punto di vista spaziale e quantitativo.
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