La manifestazione
«Strade ko? Il sindaco le chiuda in città»
di Fiora Bonelli
A Roccalbegna la Provincia vieta il transito alle due ruote. Il consigliere pd attacca Vivarelli Colonna: «Faccia lo stesso a Grosseto»
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GROSSETO. «Il presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna chiude le strade a Roccalbegna perché pericolose. Adesso faccia altrettanto con quelle di Grosseto devastate dalle buche».
Giuseppe Conti, capogruppo del Partito democratico all’opposizione nel consiglio comunale di Roccalbegna, parte col suo affondo, dalla decisione, presa di recente dalla Provincia grossetana, di chiudere ai motocicli e alle biciclette e di limitare la velocità a 30 chilometri orari alle auto, vari tratti stradali della strada provinciale 117 Crocina e della strada provinciale 112 Usi, un tratto che fa da bretella fra Manciano e Roccalbegna e Semproniano ed è punteggiata da agriturismi frequentati da turisti attratti in particolare dai paesi medievali e dalle terme di Saturnia.
«Un vero e proprio colpo basso messo a segno nei confronti del comune di Roccalbegna, che adesso potrà vantare oltre al non certo lusinghiero titolo di Comune più povero della Toscana, anche quello con la viabilità più interrotta di Italia», dice Conti. Che non si limita, però, alle lamentele, ma attacca il presidente della Provincia e sindaco di Grosseto.
«In pieno stile “Vivarelli doc” il presidente della Provincia decide di affrontare il problema delle strade provinciali dissestate presenti sul territorio di Roccalbegna applicando lo stesso principio già visto per le panchine di piazza Corsica a Grosseto e dei pozzi cittadini – dice Conti – ovvero meglio chiudere e rimuovere che risolvere. Quindi, invece di intervenire e ripristinare il manto stradale, sceglie di chiudere non le buche, ma le strade».
Ma non basta. Se Conti riconosce al presidente grossetano la sua coerenza di atteggiamento perché «durante questo primo anno di amministrazione ha coerentemente sempre dichiarato di voler agire nel rispetto delle normative ripristinando la legalità in ogni contesto», lo esorta anche a proseguire su questa linea e dunque ad attuare, in veste di sindaco, la chiusura di certe strade grossetane, viste le buche e la mancanza di manutenzione.
«Riguardo alle vie grossetane assimilabili più a un campo di battaglia che a una sede di transito di mezzi e persone – dice – altrettanto coerentemente, adesso mi aspetto che il sindaco Vivarelli Colonna usi lo stesso metro avuto come presidente della Provincia nei confronti della viabilità di Roccalbegna. Interdica, con apposita ordinanza, il transito ai cicli e motocicli su tutte le strade comunali grossetane che per le loro condizioni manutentive non sono tecnicamente a norma, così come non lo sono quelle chiuse a Roccalbegna. Sarò ben lieto un giorno, di attraversare col presidente le vie cittadine con lo scooter, meglio se con le strade rifatte, ovviamente guido io».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Giuseppe Conti, capogruppo del Partito democratico all’opposizione nel consiglio comunale di Roccalbegna, parte col suo affondo, dalla decisione, presa di recente dalla Provincia grossetana, di chiudere ai motocicli e alle biciclette e di limitare la velocità a 30 chilometri orari alle auto, vari tratti stradali della strada provinciale 117 Crocina e della strada provinciale 112 Usi, un tratto che fa da bretella fra Manciano e Roccalbegna e Semproniano ed è punteggiata da agriturismi frequentati da turisti attratti in particolare dai paesi medievali e dalle terme di Saturnia.
«Un vero e proprio colpo basso messo a segno nei confronti del comune di Roccalbegna, che adesso potrà vantare oltre al non certo lusinghiero titolo di Comune più povero della Toscana, anche quello con la viabilità più interrotta di Italia», dice Conti. Che non si limita, però, alle lamentele, ma attacca il presidente della Provincia e sindaco di Grosseto.
«In pieno stile “Vivarelli doc” il presidente della Provincia decide di affrontare il problema delle strade provinciali dissestate presenti sul territorio di Roccalbegna applicando lo stesso principio già visto per le panchine di piazza Corsica a Grosseto e dei pozzi cittadini – dice Conti – ovvero meglio chiudere e rimuovere che risolvere. Quindi, invece di intervenire e ripristinare il manto stradale, sceglie di chiudere non le buche, ma le strade».
Ma non basta. Se Conti riconosce al presidente grossetano la sua coerenza di atteggiamento perché «durante questo primo anno di amministrazione ha coerentemente sempre dichiarato di voler agire nel rispetto delle normative ripristinando la legalità in ogni contesto», lo esorta anche a proseguire su questa linea e dunque ad attuare, in veste di sindaco, la chiusura di certe strade grossetane, viste le buche e la mancanza di manutenzione.
«Riguardo alle vie grossetane assimilabili più a un campo di battaglia che a una sede di transito di mezzi e persone – dice – altrettanto coerentemente, adesso mi aspetto che il sindaco Vivarelli Colonna usi lo stesso metro avuto come presidente della Provincia nei confronti della viabilità di Roccalbegna. Interdica, con apposita ordinanza, il transito ai cicli e motocicli su tutte le strade comunali grossetane che per le loro condizioni manutentive non sono tecnicamente a norma, così come non lo sono quelle chiuse a Roccalbegna. Sarò ben lieto un giorno, di attraversare col presidente le vie cittadine con lo scooter, meglio se con le strade rifatte, ovviamente guido io».
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