Il dolore
La Cia: «Allevatori e agricoltori sono in ginocchio»
L’assenza totale di piogge che perdura da mesi sta mettendo in ginocchio l’agricoltura maremmana. Lo conferma Enrico Rabazzi, presidente della Cia di Grosseto. «Già agli inizi di aprile avevamo...
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L’assenza totale di piogge che perdura da mesi sta mettendo in ginocchio l’agricoltura maremmana. Lo conferma Enrico Rabazzi, presidente della Cia di Grosseto. «Già agli inizi di aprile avevamo sollecitato l’intervento della Regione per la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Le istituzioni sembravano aver mostrato attenzione, ma poi è seguito un lungo silenzio. Siamo a inizio giugno e la situazione è peggiorata».
A essere colpita è la zootecnia per l’esaurimento delle scorte di foraggi, ma la situazione è drammatica anche nel settore delle coltivazioni arboree e dei cereali, mentre i fiumi stanno diminuendo la loro portata mettendo a rischio anche le coltivazioni irrigabili tramite i corsi d’acqua.
Le associazioni degli apicoltori, in una nota, spiegano che i primi cinque mesi 2017 sono stati letali per la produzione di miele. La siccità in primis, ma anche le forti escursioni termiche tra giorno e notte, il vento e le gelate di metà aprile hanno privato il territorio di fioriture ricche di nettare. Gli alveari hanno divorato le scorte di miele del nido, costringendo gli apicoltori a ricorrere a nutrizioni di emergenza, con costi imprevisti ed elevati. (g.b.)
A essere colpita è la zootecnia per l’esaurimento delle scorte di foraggi, ma la situazione è drammatica anche nel settore delle coltivazioni arboree e dei cereali, mentre i fiumi stanno diminuendo la loro portata mettendo a rischio anche le coltivazioni irrigabili tramite i corsi d’acqua.
Le associazioni degli apicoltori, in una nota, spiegano che i primi cinque mesi 2017 sono stati letali per la produzione di miele. La siccità in primis, ma anche le forti escursioni termiche tra giorno e notte, il vento e le gelate di metà aprile hanno privato il territorio di fioriture ricche di nettare. Gli alveari hanno divorato le scorte di miele del nido, costringendo gli apicoltori a ricorrere a nutrizioni di emergenza, con costi imprevisti ed elevati. (g.b.)
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