Attenzione
Scomparso da 4 anni A Budapest l’ultimo falso avvistamento
di Elisabetta Giorgi
Marco Vento, capalbiese, sparì nel nulla a Pisa nel 2013 La moglie lo cerca ovunque: «Oggi ha compiuto 50 anni»
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CAPALBIO. «Oggi ricorre il giorno del tuo compleanno Marco Vento, sono 50, tantissimi auguri ovunque tu sia e ti possa trovare. Ogni ricorrenza che arriva, si spera sempre di poterla festeggiare di nuovo insieme. Ma di te ancora più nessuna notizia da quel lontano 8 marzo 2013. Sono passati 51 interminabili mesi da quel giorno. È un logoramento continuo il non sapere dove ti trovi e che fine tu abbia fatto. Quello che ci accompagna è un dolore silente, che giorno dopo giorno attanaglia il nostro cuore e ci fa continuamente chiedere: perché? Perché tutto questo? Non riusciamo a credere che la nostra famiglia stia vivendo questo. Il non sapere cosa sia successo a una persona cara è il peggiore degli incubi. Spero e prego continuamente Dio che al più presto possa darci delle risposte».
Ieri era il compleanno di Marco Vento, capalbiese di 50 anni scomparso da 4 anni. La moglie Rosanna Cesari che con lui ha avuto due figli (oggi di quasi 22 e 19 anni) affida a Facebook il suo sfogo rivolgendosi a lui in una lettera straziante che quasi certamente lui non leggerà. È scomparso nel nulla senza lasciare traccia; i familiari non hanno mai smesso di logorarsi e interrogarsi su cosa sia successo. Gesto volontario, perdita della memoria o qualcosa di peggiore di cui non è dato sapere? «Buon compleanno amore della nostra vita».
La scomparsa. La scomparsa di Vento risale al marzo 2013 quando lui si sottopone a una Tac all’ospedale di Pisa. Dipendente di un’azienda agricola di Pescia, a due passi da Capalbio, accusa un malessere con pesantezza alle gambe e vuoti di memoria. L’esame rivela un principio di ischemia. I medici gli consigliano il ricovero, lui invece se ne va, se ne perdono le tracce. La famiglia lo cerca. Si avviano le indagini. Risalgono al 2015 le segnalazioni e gli avvistamenti giudicati più importanti dalla famiglia, che sta sempre sul chivalà, attenta a ogni dettaglio e voce. Ed è recentissimo l’ultimo presunto avvistamento arrivato da Budapest ma rivelatosi poi infondato.
«Un nostro parente che vive in Ungheria - racconta Rosanna - ha avuto l’impressione di averlo incontrato là: c’era un clochard che lui ha riconosciuto come identico alla foto di Marco da me diffusa. Lì per lì non ha avuto il coraggio di fare nulla, poi è tornato a cercarlo, ed era talmente convinto che fosse mio marito che ci ha chiamato. Io e mio figlio più grande siamo volati a Budapest, abbiamo trovato quella persona ma non era Marco».
«Sempre vivo». Rosanna è convinta che suo marito sia vivo. Se lo sente. «Credo anche che non si sia spostato dalla zona da cui è scomparso, a Pisa. Conoscendolo non era un tipo che si allontanava, che andava nei luoghi che non conosceva, penso che sia rimasto nei dintorni. E soprattutto che sia vivo: ho questa sensazione, una sensazione forte che non so come spiegare ma credo sia così. D’altra parte finora non è mai uscito nulla in senso contrario». Cosa può essere successo, dunque? «Credo abbia avuto un’ischemia, un black out e che non si ricordi chi sia e da dove venga».
Cercare dove. Da 4 anni ogni anniversario e data rinnovano il dolore: convivere con il pensiero di una persona che non sai che fine abbia fatto è la cosa più terribile. «Siamo lacerati dal fatto di non sapere e di non avere idea di dove cercarlo. Vai lì, vai là, ma poi dove vai?».
Ieri era il compleanno di Marco Vento, capalbiese di 50 anni scomparso da 4 anni. La moglie Rosanna Cesari che con lui ha avuto due figli (oggi di quasi 22 e 19 anni) affida a Facebook il suo sfogo rivolgendosi a lui in una lettera straziante che quasi certamente lui non leggerà. È scomparso nel nulla senza lasciare traccia; i familiari non hanno mai smesso di logorarsi e interrogarsi su cosa sia successo. Gesto volontario, perdita della memoria o qualcosa di peggiore di cui non è dato sapere? «Buon compleanno amore della nostra vita».
La scomparsa. La scomparsa di Vento risale al marzo 2013 quando lui si sottopone a una Tac all’ospedale di Pisa. Dipendente di un’azienda agricola di Pescia, a due passi da Capalbio, accusa un malessere con pesantezza alle gambe e vuoti di memoria. L’esame rivela un principio di ischemia. I medici gli consigliano il ricovero, lui invece se ne va, se ne perdono le tracce. La famiglia lo cerca. Si avviano le indagini. Risalgono al 2015 le segnalazioni e gli avvistamenti giudicati più importanti dalla famiglia, che sta sempre sul chivalà, attenta a ogni dettaglio e voce. Ed è recentissimo l’ultimo presunto avvistamento arrivato da Budapest ma rivelatosi poi infondato.
«Un nostro parente che vive in Ungheria - racconta Rosanna - ha avuto l’impressione di averlo incontrato là: c’era un clochard che lui ha riconosciuto come identico alla foto di Marco da me diffusa. Lì per lì non ha avuto il coraggio di fare nulla, poi è tornato a cercarlo, ed era talmente convinto che fosse mio marito che ci ha chiamato. Io e mio figlio più grande siamo volati a Budapest, abbiamo trovato quella persona ma non era Marco».
«Sempre vivo». Rosanna è convinta che suo marito sia vivo. Se lo sente. «Credo anche che non si sia spostato dalla zona da cui è scomparso, a Pisa. Conoscendolo non era un tipo che si allontanava, che andava nei luoghi che non conosceva, penso che sia rimasto nei dintorni. E soprattutto che sia vivo: ho questa sensazione, una sensazione forte che non so come spiegare ma credo sia così. D’altra parte finora non è mai uscito nulla in senso contrario». Cosa può essere successo, dunque? «Credo abbia avuto un’ischemia, un black out e che non si ricordi chi sia e da dove venga».
Cercare dove. Da 4 anni ogni anniversario e data rinnovano il dolore: convivere con il pensiero di una persona che non sai che fine abbia fatto è la cosa più terribile. «Siamo lacerati dal fatto di non sapere e di non avere idea di dove cercarlo. Vai lì, vai là, ma poi dove vai?».
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