Il Tirreno

Grosseto

Lascia il gregge per cenare i lupi gli sbranano 4 pecore 

di Fiora Bonelli
Lascia il gregge per cenare i lupi gli sbranano 4 pecore 

Manciano: Simone Masala dorme nei pascoli per proteggere i suo animali Si era assentato per mangiare qualcosa: «Non ce la faccio più, vendo tutto»  

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MANCIANO. I lupi attaccano ancora. Anche domenica si è verificata un’aggressione di predatori a La Campigliola di Manciano. Il bilancio è di quattro pecore morte e due agonizzanti e l’allevamento è a secco di latte. Cinque cani si sono dati alla fuga e uno – da solo – non è riuscito a fronteggiare quello che sicuramente è un branco di predatori.
Simone Masala è il proprietario del gregge che è nel mirino di un branco che è diventato – a quanto pare – stanziale: non ce la fa più tant’è che promette di vendere tutto e trasferirsi altrove: «Domenica notte– racconta – ho lasciato il gregge con cinque cani nel pascolo. Di giorno le pecore non avevano mangiato per il gran caldo e avevano bisogno di pascolare. Le ho lasciate sole per 40 minuti: il tempo di cenare. Quando sono tornato, la strage: quattro pecore morte di cui alcune spolpate vive e due ferite e agonizzanti. Dei sei cani lasciati a guardia, cinque si erano dati alla fuga terrorizzati e uno rimasto sul campo non ce l’ha fatta a fronteggiare l’assalto. Io ormai vivo col gregge e la notte mi addormento nei campi. Ma sono bastati 40 minuti di assenza per andare a mangiare e al mio ritorno ho trovato il disastro. E stamattina (lunedì, ndr) il latte munto era dimezzato. Ho finito la stagione: questo gregge, traumatizzato, ormai, non produrrà più latte a lungo. Sono amareggiato: aspettavo questo momento per saldare la banca. Senza contare che perdo un’intera giornata per la visita Asl, per lo smaltimento e tutta la burocrazia che consegue alle aggressioni. Mi manca il tempo materiale per andare a fare il fieno per alimentare il gregge in inverno. In questo modo non ce la faccio ad andare avanti. Sto seriamente pensando a vendere tutto e a andarmene di qui dove siamo soli e abbandonati».
Masala torna, poi, sulla questione cani da guardiania: «Mi sono arrivate anche ieri – spiega – alcune lamentele da parte di turisti perché ci sono cani che girano per i campi. Anche di questo problema bisognerà parlarne seriamente prima o poi. Io ho contattato gli esperti per addestrare i miei cani e sto aspettando. Senza cani non posso stare e coi cani ho problemi seri. Non ci sono vie di uscita».
Masala, che appartiene ad una famiglia storica di allevatori, è sulla soglia dei 40 anni: «Mi dà pensiero l’idea – dice – di trascorrere tutta la mia vita lavorativa in queste condizioni. Non dormo a casa ma nei campi o in auto per sorvegliare il gregge: non posso permettermi di pagare un operaio che mi guardi le pecore di notte, non riesco ad andare a casa a mangiare, non ho tempo per sbrigare i lavori di campagna che occorrono per tirare avanti l’azienda perché vivo in simbiosi con il gregge. Qui le aggressioni sono all’ordine del giorno. C’è sicuramente un branco di predatori appostato che ormai sa quando e come lanciarsi sulla preda».
La famiglia Masala, il padre Carmelo e il figlio Simone hanno una delle più note aziende del Mancianese e fra le più grandi del Grossetano, con migliaia di pecore allevate e in un anno hanno subito perdite di centinaia di capi. Per loro è impossibile recintare i pascoli perché molto estesi e in affitto. Possiedono un buon numero di cani da guardianìa che però non è facile gestire: Insomma, sono in un cul de sac da cui non sembra si possa uscire.

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