Sicurezza
Casette in Feniglia Luzzetti passa alle controdenunce
di Andrea Capitani
MONTE ARGENTARIO. Cinquanta ricorsi al Tar, trenta al Consiglio di Stato e nove esposti penali al sindaco e al segretario. La lotta contro l’abusivismo in Feniglia da parte del Comune di Monte...
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MONTE ARGENTARIO. Cinquanta ricorsi al Tar, trenta al Consiglio di Stato e nove esposti penali al sindaco e al segretario. La lotta contro l’abusivismo in Feniglia da parte del Comune di Monte Argentario ha portato con sé non solo le demolizioni, con cui è stata liberata tutta la cosiddetta Casba, ma anche molte sentenze da parte degli organi competenti.
La faccenda – almeno in tribunale – non è però ancora arrivata a conclusione perché, appunto, tra le tante beghe a livello istituzionale ci si sono messe anche quelle private, con alcuni proprietari delle casette che sono andati avanti nel loro procedimento. I nove esposti penali sono arrivati alla Corte dei Conti e alla Magistratura ordinaria sia verso il primo cittadino del promontorio Arturo Cerulli che verso il dirigente comunale, il segretario Lucio Luzzetti, quest’ultimo sospettato anche di concussione: con le ultime archiviazioni del gip Marco Mezzaluna sono però arrivati i pieni proscioglimenti per i due. Querelle finita per il sindaco Cerulli, mentre Luzzetti ha deciso di passare alle controdenunce.
«La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio l’apertura del procedimento penale per concussione – spiega l’avvocato Gianni Giorgi –, ovvero il reato più grave che un pubblico ufficiale può commettere in cui, con violenza o minaccia, costringe il privato a dargli denaro. La Procura a seguito di denuncia da alcuni dei soggetti della Feniglia ha aperto un’indagine, poi il pm ha chiesto che venisse archiviato». Alcuni hanno fatto opposizione; «il gip con l’ultima ordinanza del maggio 2017 ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Luzzetti concludendo che l’attività non presentava nessun aspetto di illegalità ma era solo finalizzata al perseguimento dell’interesse pubblico per la demolizione degli immobili abusivi». Da qui la volontà del segretario di procedere con le controdenunce.
«Le azioni legali – aggiunge l’avvocato – sono a tutela della sua onorabilità e dei danni che ha subito. L’azione sarà ovviamente solo verso chi ha proseguito verso questi esposti a livello personale non solo alla Procura, ma anche al gip. Quando la mattina arrivano i carabinieri a casa nonostante tu abbia svolto il tuo lavoro non è una bella cosa. In questi casi si rischia l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il licenziamento».
Il sindaco appoggia il segretario: «Io non precederò con le controdenunce – dice – perché c’è un approccio più legato alla politica, il segretario però ha vissuto momenti di grosso imbarazzo psicologico. Il Comune non si ferma. Non è un accanimento ma il messaggio è chiaro: chi costruisce lì deve sapere che, a differenza di qualche decennio fa, adesso c’è chi controlla e fa demolire».
La faccenda – almeno in tribunale – non è però ancora arrivata a conclusione perché, appunto, tra le tante beghe a livello istituzionale ci si sono messe anche quelle private, con alcuni proprietari delle casette che sono andati avanti nel loro procedimento. I nove esposti penali sono arrivati alla Corte dei Conti e alla Magistratura ordinaria sia verso il primo cittadino del promontorio Arturo Cerulli che verso il dirigente comunale, il segretario Lucio Luzzetti, quest’ultimo sospettato anche di concussione: con le ultime archiviazioni del gip Marco Mezzaluna sono però arrivati i pieni proscioglimenti per i due. Querelle finita per il sindaco Cerulli, mentre Luzzetti ha deciso di passare alle controdenunce.
«La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio l’apertura del procedimento penale per concussione – spiega l’avvocato Gianni Giorgi –, ovvero il reato più grave che un pubblico ufficiale può commettere in cui, con violenza o minaccia, costringe il privato a dargli denaro. La Procura a seguito di denuncia da alcuni dei soggetti della Feniglia ha aperto un’indagine, poi il pm ha chiesto che venisse archiviato». Alcuni hanno fatto opposizione; «il gip con l’ultima ordinanza del maggio 2017 ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Luzzetti concludendo che l’attività non presentava nessun aspetto di illegalità ma era solo finalizzata al perseguimento dell’interesse pubblico per la demolizione degli immobili abusivi». Da qui la volontà del segretario di procedere con le controdenunce.
«Le azioni legali – aggiunge l’avvocato – sono a tutela della sua onorabilità e dei danni che ha subito. L’azione sarà ovviamente solo verso chi ha proseguito verso questi esposti a livello personale non solo alla Procura, ma anche al gip. Quando la mattina arrivano i carabinieri a casa nonostante tu abbia svolto il tuo lavoro non è una bella cosa. In questi casi si rischia l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il licenziamento».
Il sindaco appoggia il segretario: «Io non precederò con le controdenunce – dice – perché c’è un approccio più legato alla politica, il segretario però ha vissuto momenti di grosso imbarazzo psicologico. Il Comune non si ferma. Non è un accanimento ma il messaggio è chiaro: chi costruisce lì deve sapere che, a differenza di qualche decennio fa, adesso c’è chi controlla e fa demolire».
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