Proteste
Campeggio della Finoria, la vendita è a rischio
di Giulia Sili
La procedura annunciata più di un anno fa con la Nuova Maremma non è finita Il Comune ha iscritto nel bilancio 650.000 euro che potrebbero non arrivare
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GAVORRANO. Non si è ancora conclusa la procedura per l’acquisto del campeggio della Finoria: i 650.000 euro che dovevano entrare nelle casse comunali dalla cooperativa Nuova Maremma, attuale gestore del campeggio, non sono ancora arrivati.
La notizia della vendita dei 50.000 metri quadrati del campeggio gavorranese immerso tra i castagni – che comprende piazzole, bar, ristorante, piscina, bungalow ed altri impianti – risale ad aprile 2016 ma dopo più di un anno la procedura di acquisto sembra essere arenata.
Dopo anni di aste deserte era stata la cooperativa Nuova Maremma a candidarsi in una trattativa privata come possibile acquirente, mettendo insieme gli atti necessari per far valere il proprio diritto di prelazione. Una cifra che si avvicinava molto a quella sperata dal Comune: il prezzo di mercato stimato dagli uffici del municipio si aggirava attorno ai 700.000 euro e, dopo una trattativa, la Nuova Maremma avrebbe dovuto versarne 650.000. Restava soltanto da attendere la fine della procedura e poi l’acquisto del campeggio si sarebbe detto concluso. Purtroppo però a più di un anno di distanza dall’offerta, dei 650.000 euro non c’è ancora traccia. Ma intanto la cifra è stata segnata tra le entrate del nuovo bilancio di previsione del Comune per gli anni 2017 – 2019.
Il documento presentato in consiglio a fine aprile non era però piaciuto all’opposizione Gavorrano Bene Comune che aveva votato contro l’approvazione: «come al solito molte delle ipotetiche entrate iscritte sul pluriennale non ci hanno convinto – ha spiegato il consigliere Antonio Melillo – in quanto si basano su entrate che sicuramente non saranno rispettate come ad esempio le sponsorizzazioni, le contravvenzioni, le Bucalossi o le alienazioni; non credo che questo sia il momento migliore per prendere in giro i cittadini promettendo loro interventi pubblici con soldi che non entreranno mai».
Il campeggio delle Finoria si trovava nel piano delle alienazioni comunali da molti anni e la sua vendita avrebbe dovuto rappresentare una boccata d’ossigeno per le casse pubbliche gavorranesi: «l’alienazione del campeggio la Finoria è una voce di capitolo importantissima – ha spiegato Melillo – mi auspico di cuore che la vendita possa andare a buon fine, perché altrimenti l’amministrazione Iacomelli, ma a cascata tutti i cittadini gavorranesi si troverebbero in seria difficoltà».
La cifra segnata nel bilancio di previsione pesa molto per il futuro del Comune che avrebbe dovuto impiegare parte di quei soldi per dei lavori pubblici: «Nonostante oggi sia difficile vendere il patrimonio per via della crisi – aveva detto in passato l’assessore Daniele Tonini – siamo riusciti a mettere a segno un colpo importante che ci permetterà di fare investimenti, in particolare lavori pubblici, sul nostro territorio».
«Ricordo che una parte di tale posta di bilancio è stata indirizzata dall’amministrazione per abbassare il monte mutui – ha continuato Melillo – in modo da poter svincolare liquidità da impegnare nelle opere pubbliche e all’evenienza della non vendita non voglio neanche pensarci».
Intanto però dal Comune tutto tace.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La notizia della vendita dei 50.000 metri quadrati del campeggio gavorranese immerso tra i castagni – che comprende piazzole, bar, ristorante, piscina, bungalow ed altri impianti – risale ad aprile 2016 ma dopo più di un anno la procedura di acquisto sembra essere arenata.
Dopo anni di aste deserte era stata la cooperativa Nuova Maremma a candidarsi in una trattativa privata come possibile acquirente, mettendo insieme gli atti necessari per far valere il proprio diritto di prelazione. Una cifra che si avvicinava molto a quella sperata dal Comune: il prezzo di mercato stimato dagli uffici del municipio si aggirava attorno ai 700.000 euro e, dopo una trattativa, la Nuova Maremma avrebbe dovuto versarne 650.000. Restava soltanto da attendere la fine della procedura e poi l’acquisto del campeggio si sarebbe detto concluso. Purtroppo però a più di un anno di distanza dall’offerta, dei 650.000 euro non c’è ancora traccia. Ma intanto la cifra è stata segnata tra le entrate del nuovo bilancio di previsione del Comune per gli anni 2017 – 2019.
Il documento presentato in consiglio a fine aprile non era però piaciuto all’opposizione Gavorrano Bene Comune che aveva votato contro l’approvazione: «come al solito molte delle ipotetiche entrate iscritte sul pluriennale non ci hanno convinto – ha spiegato il consigliere Antonio Melillo – in quanto si basano su entrate che sicuramente non saranno rispettate come ad esempio le sponsorizzazioni, le contravvenzioni, le Bucalossi o le alienazioni; non credo che questo sia il momento migliore per prendere in giro i cittadini promettendo loro interventi pubblici con soldi che non entreranno mai».
Il campeggio delle Finoria si trovava nel piano delle alienazioni comunali da molti anni e la sua vendita avrebbe dovuto rappresentare una boccata d’ossigeno per le casse pubbliche gavorranesi: «l’alienazione del campeggio la Finoria è una voce di capitolo importantissima – ha spiegato Melillo – mi auspico di cuore che la vendita possa andare a buon fine, perché altrimenti l’amministrazione Iacomelli, ma a cascata tutti i cittadini gavorranesi si troverebbero in seria difficoltà».
La cifra segnata nel bilancio di previsione pesa molto per il futuro del Comune che avrebbe dovuto impiegare parte di quei soldi per dei lavori pubblici: «Nonostante oggi sia difficile vendere il patrimonio per via della crisi – aveva detto in passato l’assessore Daniele Tonini – siamo riusciti a mettere a segno un colpo importante che ci permetterà di fare investimenti, in particolare lavori pubblici, sul nostro territorio».
«Ricordo che una parte di tale posta di bilancio è stata indirizzata dall’amministrazione per abbassare il monte mutui – ha continuato Melillo – in modo da poter svincolare liquidità da impegnare nelle opere pubbliche e all’evenienza della non vendita non voglio neanche pensarci».
Intanto però dal Comune tutto tace.
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