Il Tirreno

Grosseto

Minacce all’assessora: «Indaga la Digos» 

di Francesca Ferri
Minacce all’assessora: «Indaga la Digos» 

Simona Petrucci racconta: «Quest’inverno hanno messo un bidone con la scritta “sparare” davanti a casa mia»

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GROSSETO. «Stavo andando a teatro, era poco dopo Natale, quando mi sono accorta che c’era un bidone messo proprio davanti a casa mia con una scritta in inglese che significa “sparare”. Lì per lì non gli ho dato peso. Mio marito, però, mi ha convinta a segnalarlo ai vigili. E da lì è partito tutto».
Simona Petrucci, assessora del Comune di Grosseto al ciclo rifiuti e battagliera riformatrice del servizio di spazzamento e raccolta offerto dalla società Sei Toscana su bando dell’Ato rifiuti Toscana sud, non avrebbe mai pensato di ritrovarsi minacciata per il suo lavoro di amministratrice pubblica nella giunta comunale grossetana. La notizia è stata resa nota dal sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, al Tg9. Lo stesso sindaco il 17 maggio all’incontro “I giovani nell’amministrazione del fare” con Altero Matteoli a Porto Santo Stefano nel discorso alla platea aveva detto che la sua amministrazione aveva da subito «cercato di ottimizzare ed efficientare la raccolta e lo spazzamento e la gestione della discarica, con grande coraggio, con minacce di morte e rischiando la vita».
L’arrivo di Petrucci alla guida del settore rifiuti del Comune, praticamente smantellato nell’ultima parte dell’amministrazione Bonifazi, ha dato nuove mani e teste dedicate a uno dei servizi gestiti in modo peggiore, non solo nel comune di Grosseto.
In pochi mesi Petrucci ha vagliato il contratto di servizio, lo ha rivisto, ha annunciato importanti cambiamenti, ha perfino seguito i camion della spazzatura e le macchine che puliscono la strada per valutarne l’efficacia.
E non ha taciuto, anche pubblicamente, le pecche del sistema, i costi esosi, i disservizi di un sistema regolato da un bando di gara finito poi nell’inchiesta “Clean city” della Procura di Firenze.
Un piglio che è costato all’assessora qualche antipatia, come è naturale che avvenga quando si governa. Ma davvero il suo lavoro è così scomodo da attirarle delle minacce?
«Non me lo sarei mai aspettato – confessa Petrucci –. Eppure nei mesi precedenti era capitato che mi trovassi l’organico davanti al cancello e cose simili».
L’assessora ha sempre derubricato questi episodi a eventi sporadici. Ma quel cassonetto e quella scritta le sono parsi di altro tenore.
«Quella sera abbiamo chiamato la polizia municipale – spiega ancora l’assessora Petrucci –, gli agenti sono venuti e hanno poi informato la Digos, che ha avviato le indagini e vagliato anche eventuali immagini riprese da telecamere della zona».
Proprio per le indagini in corso la notizia è stata taciuta in questi mesi. La giunta e il sindaco ne erano a conoscenza, come anche le persone più vicine all’amministrazione comunale.
Tutti avevano tenuto la bocca chiusa fino allo scorso sabato 3 giugno, quando, durante l’inaugurazione della pista ciclabile di Marina di Grosseto, alla domanda del giornalista il sindaco Vivarelli Colonna ha risposto che sì, l’assessora Simona Petrucci e in generale tutta la giunta avevano ricevuto minacce di morte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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