Il Tirreno

Grosseto

A Fiumara si parcheggia sulla duna  

di Giovanna Mezzana
A Fiumara si parcheggia sulla duna  

In barba al divieto, decine di macchine lasciate in sosta sotto i pini e sulla spiaggia. E un camion alla fine “si incastra”

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MARINA DI GROSSETO. Le auto sono parcheggiate all’ombra dei pini e al sole in spiaggia, quasi sulla duna: chissà che ne pensano gli ambientalisti. È la prima domenica di giugno e siamo a Fiumara. Ci sono talmente tante macchine lasciate in sosta su entrambi i lati del viottolo pinetato che – ad un certo punto – un camion Iveco rimane incastrato e quattro baldi giovanotti alzano a braccia una delle quattro ruote che ostruisce il passaggio per evitare il tilt.
Il divieto. Ma non s’era detto, la scorsa estate, che la pineta di Fiumara non può essere usata come un parcheggio? S’era detto, eccome. Anzi: prima, l’amministrazione comunale guidata da Antonfrancesco Vivarelli Colonna (fresco di elezione) annunciò che non avrebbe più potuto derogare (come era accaduto in passato con la giunta di Emilio Bonifazi) al divieto di transito e sosta nell’area pinetata imposto da una legge regionale (la n. 48 del 27 giugno 1994); poi, spedì agenti della polizia municipale sotto i pini per lasciare sul cruscotto delle auto parcheggiate avvisi bonari che incentivassero l’uso di una navetta (messa a disposizione); infine, arrivarono le multe. Ad agosto, nella pineta di Fiumara – salvo rare eccezioni – non c’era più un’auto sotto gli alberi. O con le buone o con le cattive, grossetani e turisti avevano imparato la lezione, che – evidentemente – si sono già dimenticati.
I “dissuasori”. Sono le 12 di ieri. Lasciamo la strada provinciale che da Marina di Grosseto porta a Castiglione ed entriamo nella stradina sterrata che attraversa la pineta di Fiumara. Nel primo tratto, ai margini del viottolo, sono stati depositati dei grossi tronchi: probabilmente per evitare che qualcuno ci metta l’auto. Qua e là spuntano cartelli stradali che – inequivocabilmente – ti dicono che lì il mezzo non si può lasciare.
E io parcheggio. Procedi ancora – la tua mèta è il mare, ma potrebbe essere anche il ristorante Fiumara Beach – e cominciano le macchine: c’è qualche targa straniera – tedesca, per lo più – ma ci sono anche tanti grossetani che l’hanno mollata lì. Del resto come si fa a rinunciare ad un parcheggio all’ombra, che non costa un euro, e a pochi metri da una delle spiagge più belle e ventilate della Maremma, persino dog-friendly?
L’ingorgo. Siamo a qualche decina di metri dall’ingresso alla spiaggia di Fiumara e c’è l’imbottigliamento. Le auto sono parcheggiate su entrambi i lati della stradina e un camion Iveco con su scritto “raccolta latte” è rimasto incastrato. Da lì non riesce proprio a passare. Tra le vetture che sostano e il camion non c’è spazio neppure per passare a piedi e guadagnare la spiaggia. Quattro giovani prendono in mano la situazione. Si coordinano e con un oh-issa e un po’ di sudore spostano una vettura quel tanto che basta per “liberare” il varco all’Iveco. Ostacolo superato.
Sulla duna. Entriamo in spiaggia: ecco là il mare. Che bello. Camminiamo sulla passerella: a sinistra abbiamo la vegetazione, a destra una bella fila di auto. Quasi a lisca di pesce. Forse chi l’ha sbattuta lì sapeva che sotto i pini è vietato parcheggiare: così ha pensato bene di sostare in zona duna. Alle 14 la fila di veicoli si è allungata e mentre stiamo per lasciare la spiaggia c’è un bel viavai di moto. Arriva una centauro sulla sua Harley Davidson – anche lui vuole parcheggiare sulla sabbia – e noi mangiamo la sua polvere. Del resto, perché rinunciare alle comodità? La spiaggia di Fiumara è talmente “profonda” che per arrivare dalla pineta alla riva del mare si rischia di stancarsi.

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