Il Tirreno

Grosseto

ODIARE QUESTA  STAGIONE, CHE BISCHERATA

di STEFANO ADAMI
ODIARE QUESTA  STAGIONE, CHE BISCHERATA

Odio l’estate, diceva la canzone. Di quand’era, degli anni Sessanta? O ricordiamo male? Erano le prime estati turistiche, dei primi bagni a mare organizzati. La canzone che piaceva così tanto anche a...

3 MINUTI DI LETTURA





Odio l’estate, diceva la canzone. Di quand’era, degli anni Sessanta? O ricordiamo male? Erano le prime estati turistiche, dei primi bagni a mare organizzati. La canzone che piaceva così tanto anche a quelli di Romanzo Criminale. Per i duri l’inverno è meglio, certo: se si deve malfare, meglio malfare quand’è freddo. Poca gente a giro, pochi occhi indiscreti, pochi possibili testimoni. Il malfattore è contento. Il freddo da alla testa e nessuno ricorda più il crimine che ha visto.
Mettiamo che dobbiate infilare l’ingombrante cadavere in una colata di cemento. Quant’è meglio farlo alle cinque di un pomeriggio di gennaio. Silenzio totale. È già buio da tempo. Improponibile, invece, in un qualsiasi pomeriggio estivo di Marina di Grosseto. Sotto il solleone che grida. Il sole giaguaro. Vi beccherebbero subito. E quella canzone che odiava l’estate...
Vi ricordate? Eppure odiare l’estate, che bischerata. L’estate è sempre la stagione in cui tornano tutti bambini, paletta, secchiello, in fila per il mare. Canticchiando la canzone dell’estate. I problemi si rimandano tutti al settembre, all’ottobre, all’autunno. Al Natale. Tutta l’antipatia, al Natale. Persino il piromane torna bimbo e pianta fuoco in ogni dove.
L’estate è come l’acne giovanile. Esplode inattesa. Si sale, si scende, le montagne russe. Si va al mare con i pantaloncini da bagno e poi magari ci si dorme anche. Oppure si dorme direttamente sulla spiaggia. Per non pagare l’Imu.
Certo, l’estate presenta anche dei caratteri spiacevoli. I turisti tedeschi ben pettinati, capello per capello, in braghette brune, calzettoni al ginocchio e scarpe a fasce, che si portano perfino le uova bollite da mangiare, quelle bollite sul lago di Wansee.
Le legioni di cani che fanno su e giù sulla battigia, portandosi dietro nugoli di tafani. Se poi cani e tafani si affollano intorno alle uova bollite dei tedeschi, allora sì che si rischia il conflitto europeo.
Il tizio che grida: «Carloooo, Carlooooo, non ti allontanare», non dà consigli a voi, ma al cane. L’estate è anche l’inglese che ordina un cappuccino al bar, e poi passa mezzo pomeriggio a controllare da cima a fondo, da fondo a cima, lo scontrino della cassa. Guardandovi con poca convinzione. Siete italiano e lo dovete per forza fregare, lo sa. Loro non sono, lo ripete anche il tedesco, il bancomat dell’Italia.
L’estate allarga i programmi culturali. D’inverno dalle vostre parti non ci viene a cantare nemmeno una scimmietta stonata, e colla bella stagione arrivano tutti sotto la vostra finestra, dai Pooh a Bocelli, da Orietta Berti ai Genesis. I sindaci giulivi gongolano. Anche se molte volte rischiano che i rubinetti delle loro città siano a secco. Pazienza, chi ci fa caso, i cittadini possono pure bere l’acqua di mare. Sono così contenti della bella stagione.
Non odiate l’estate, dunque. Guardate male, casomai, il solito modo trascurato e sciatto, senza pensare al domani, che si ha di prenderla.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa