Gioco
Un altro attacco alle greggi Il lupo arriva anche a Massa
di Michele Nannini
Ventitré capi dispersi all’azienda Campo all’Aia: la stalla è ancora inagibile «Dobbiamo ricostruire ma ancora non abbiamo i permessi, non andiamo avanti»
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MASSA MARITTIMA. Ancora attacchi alle greggi di Maremma e ancora capi di bestiame spariti o feriti.
Stavolta è toccato all’azienda Campo all’Aia di Giuliano Aronne che alleva ovini e caprini; nelle ultime settimane ha subito ben quattro attacchi da animali selvatici, probabilmente lupi, con la perdita di almeno 23 pecore e un altro paio di animali feriti ma che comunque sono riusciti a tornare in azienda. Difficile però quantificare esattamente i numeri perché i capi in giro per i terreni sono tanti e gli assalti ormai sono diventati quasi una costante. Anche perché il bestiame di Campo all’Aia sta vivendo da tempo all’aperto a causa dell’impraticabilità della stalla dichiarata pericolante dall’Asl e in attesa dei permessi per poter effettuare il restauro. «Sono tre anni che attendiamo il via libera – spiega la famiglia Aronne – mancano delle autorizzazioni di competenza comunale per poter provvedere ai lavori alla stalla. L’Asl ha infatti evidenziato che non è più agibile, fra l’altro elevandoci anche un sostanzioso verbale e ci ha dato tempo 60 giorni per rimetterla a posto. Solo che questo termine è scaduto da tempo e siamo costretti a lasciare i nostri capi all’aperto con il rischio di subire attacchi da lupi ed animali selvatici ogni notte».
La nuova stalla dovrebbe sorgere al posto della vecchia; l’azienda ha già presentato tutti i progetti ma non può procedere all’abbattimento della struttura pericolante e di conseguenza alla costruzione di quella nuova. «Siamo già a posto anche con il piano di miglioramento agricolo ma purtroppo non riusciamo a far completare l’iter. Non sappiamo se ci sono altri problemi, vorremmo solo poter fare il nostro lavoro e difendere i nostri animali. Gli attacchi subiti ci hanno colpito a livello economico, oltre alle perdite dei capi anche il gregge adesso ha un valore minore; non sempre poi riusciamo a sapere quanti attacchi ci sono stati perché spesso le pecore sono addirittura portate via dai predatori e non riusciamo più a ritrovarle. Non possiamo nemmeno farci aiutare dai cani perché la nostra azienda ha molte strade limitrofe frequentate da ciclisti e altre persone e non possiamo tenerli liberi, altrimenti qualche sicurezza in più l’avremmo potuta avere. Chiediamo solo di poter fare il nostro lavoro e di poter tenere in sicurezza le nostre greggi ma se non possiamo rendere la nostra stalla idonea tutto questo è molto difficile».
Stavolta è toccato all’azienda Campo all’Aia di Giuliano Aronne che alleva ovini e caprini; nelle ultime settimane ha subito ben quattro attacchi da animali selvatici, probabilmente lupi, con la perdita di almeno 23 pecore e un altro paio di animali feriti ma che comunque sono riusciti a tornare in azienda. Difficile però quantificare esattamente i numeri perché i capi in giro per i terreni sono tanti e gli assalti ormai sono diventati quasi una costante. Anche perché il bestiame di Campo all’Aia sta vivendo da tempo all’aperto a causa dell’impraticabilità della stalla dichiarata pericolante dall’Asl e in attesa dei permessi per poter effettuare il restauro. «Sono tre anni che attendiamo il via libera – spiega la famiglia Aronne – mancano delle autorizzazioni di competenza comunale per poter provvedere ai lavori alla stalla. L’Asl ha infatti evidenziato che non è più agibile, fra l’altro elevandoci anche un sostanzioso verbale e ci ha dato tempo 60 giorni per rimetterla a posto. Solo che questo termine è scaduto da tempo e siamo costretti a lasciare i nostri capi all’aperto con il rischio di subire attacchi da lupi ed animali selvatici ogni notte».
La nuova stalla dovrebbe sorgere al posto della vecchia; l’azienda ha già presentato tutti i progetti ma non può procedere all’abbattimento della struttura pericolante e di conseguenza alla costruzione di quella nuova. «Siamo già a posto anche con il piano di miglioramento agricolo ma purtroppo non riusciamo a far completare l’iter. Non sappiamo se ci sono altri problemi, vorremmo solo poter fare il nostro lavoro e difendere i nostri animali. Gli attacchi subiti ci hanno colpito a livello economico, oltre alle perdite dei capi anche il gregge adesso ha un valore minore; non sempre poi riusciamo a sapere quanti attacchi ci sono stati perché spesso le pecore sono addirittura portate via dai predatori e non riusciamo più a ritrovarle. Non possiamo nemmeno farci aiutare dai cani perché la nostra azienda ha molte strade limitrofe frequentate da ciclisti e altre persone e non possiamo tenerli liberi, altrimenti qualche sicurezza in più l’avremmo potuta avere. Chiediamo solo di poter fare il nostro lavoro e di poter tenere in sicurezza le nostre greggi ma se non possiamo rendere la nostra stalla idonea tutto questo è molto difficile».
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