Sicurezza
L’orto si allaga senza che piova: «È un mistero» - Video
Grosseto, strano fenomeno dietro alle case di S. Martino. Gli abitanti: «Noi assediati dalle zanzare. E poi che spreco»
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GROSSETO. Gli orti di San Martino sono inzuppati d’acqua eppure dal cielo sopra la Maremma sono giorni che non scende una goccia di pioggia, tant’è che Confagricoltura e Cia già parlano di allarme siccità. È uno strano fenomeno quello su cui alzano il velo alcuni residenti della frazione a est di Grosseto: i terreni che si trovano sul retro delle abitazioni e che sfumano nei loro orti e giardini sono spesso impregnati d’acqua, che poi si ritira lasciando posto alla melma, che a sua volta diventa culla di zanzare e insetti, rane e rospi, serpentelli tipici della acque putride. Da dove arriva questo fiumiciattolo dalla portata però copiosa? È un mistero. Che rimane tale anche dopo aver sottoposto il caso ai professionisti del Consorzio di Bonifica, che proprio lì ha un impianto di irrigazione che alimenta una centrale idroelettrica: il tutto al servizio di 3. 300 ettari di terreno tra La Trappola e Principina a Terra, risaie comprese.
Il fenomeno. A parlarci dell’inspiegabile fatto è Roberto Petrucci, che vive in una delle villette di fronte all’ex Fornace: sono mesi, anzi anni, che lo registra. Con il passare del tempo ha posto domande e cercato risposte, che però non ha trovato. Il 29 maggio ci siamo recati a casa sua: ci ha mostrato i terreni confinanti con il suo orto letteralmente “ammollati”: come se poco prima ci fosse stato un temporale; e invece no, la Maremma è a secco da settimane. Pozzanghere, rivoli e ruscelli disseminati a macchia di leopardo tra campi e vegetazione quando «si ritirano – descrive Petrucci – lasciano tutto melmoso; poi l’acqua evapora, il terreno si secca e dopo qualche giorno si ricomincia daccapo. E intanto siamo assediati da insetti, rospi, serpenti che a due passi dalle nostre case trovano il loro habitat naturale. Sono anni che viviamo così e d’estate e tutt’altro che gradevole». C’è un altro aspetto oltre al disagio: «Mentre noi paghiamo le tasse per usare un pozzo condominiale – dice – qui c’è un mare di acqua che si disperde: parliamo, secondo me, di migliaia di metri cubi».
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Nel mirino. I residenti ci dicono che lo strano fenomeno dei campi fradici-senza che piova si verifichi da quando venne fatto quello che loro chiamano lo “scolmatore di via Ponte Tura”: è ad un’ottantina di metri, in linea d’aria, dall’abitato di San Martino. In effetti si tratta di un canale che parte dalle chiuse della Steccaia, arriva a San Martino sempre a cielo aperto – è una specie di “fossato” in muratura – e qui incontra uno sgrigliatore che serve a bloccare il materiale che galleggia nell’acqua, che poi viene incanalata nell’impianto di irrigazione del Consorzio di Bonifica che alimenta i 3. 300 ettari di cui si diceva.
Gli esperti. I residenti ci fanno notare che accanto alla griglia, sull’alveo di cemento ci sono tre aperture che sembrerebbero avere la funzione di fori scolmatori. E loro si sono fatti l’idea che, per una qualche ragione, assolvano troppo alla funzione per cui sono stati progettati: in questo periodo del resto c’è poco da scolmare, anzi. È possibile, dunque, che l’acqua entri in quei buchi e allaghi i terreni dietro le loro case? «Assolutamente no – risponde Massimo Tassi, ingegnere del Consorzio di Bonifica Toscana Sud – Quei tre buchi fungono da compensazione solo in caso di guasto. E se anche da lì uscisse dell’acqua, si tratterebbe di quantità non importanti anche perché facciamo di tutto per impiegare la risorsa con parsimonia»; il sistema di scarica-piena, qualora entri in funzione – e non certo in questo periodo – poi, ci spiegano gli esperti, scarica nell’Ombrone. Insomma, il mistero degli orti inzuppati rimane: anzi, adesso è un giallo.
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