Proteste
cia e confagricoltura
Allarme siccità «A rischio cereali e anche pomodori»
GROSSETO. Mentre i tecnici dell’Acquedotto del Fiora si addannano per riparare due grosse perdite a nord di Grosseto e a San Martino gli orti sono inspiegabilmente zuppi (leggi servizio accanto),...
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GROSSETO. Mentre i tecnici dell’Acquedotto del Fiora si addannano per riparare due grosse perdite a nord di Grosseto e a San Martino gli orti sono inspiegabilmente zuppi (leggi servizio accanto), Confagricoltura e Cia suonano il campanello d’allarme: è da troppo tempo che non piove.
Confagricoltura. Le coltivazioni sono a rischio, i foraggi per il bestiame scarseggiano, l’apicoltura in crisi fa il quadro Confagricoltura Grosseto: «La scarsità di precipitazioni dei primi mesi del 2017 sta mettendo in ginocchio il mondo agricolo toscano. È una calamità». I coltivatori hanno scritto alla Regione Toscana per chiedere «percorsi a sostegno del mondo produttivo analoghi a quello intrapreso per la gelata primaverile». Per la Maremma il livello di preoccupazione è ancora più alto rispetto che al resto della Toscana. «La siccità aggrava una situazione già critica – spiega Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana – Il comparto cerealicolo ha risentito lo scorso anno del crollo del prezzo del grano e delle scarse semine, le perdite delle coltivazioni di erba e fieno e le semine di girasoli e mais sono già rischio con temute conseguenze anche sul settore zootecnico. Se non dovesse piovere nelle prossime settimane – aggiunge – a rischio potrebbe essere anche la produzione di pomodori».
Cia. «Ad essere particolarmente colpita – osserva Enrico Rabazzi, presidente di Cia Grosseto – è la zootecnia a causa dell’esaurimento delle scorte di foraggi, e la situazione è molto drammatica anche nel settore delle coltivazioni arboree e dei cereali». Ed ecco i desiderata: «Chiediamo attenzione alla Regione Toscana e al ministero per l’agricoltura – continua Rabazzi – e di essere i nostri portavoce presso Agea e Artea per la liquidazione immediata dei premi Pac 2016, che molte aziende non hanno ancora riscosso; e per liquidare le misure previste a livello regionale come l’indennità da predatori per ridare un po’ di ossigeno alle aziende».
Confagricoltura. Le coltivazioni sono a rischio, i foraggi per il bestiame scarseggiano, l’apicoltura in crisi fa il quadro Confagricoltura Grosseto: «La scarsità di precipitazioni dei primi mesi del 2017 sta mettendo in ginocchio il mondo agricolo toscano. È una calamità». I coltivatori hanno scritto alla Regione Toscana per chiedere «percorsi a sostegno del mondo produttivo analoghi a quello intrapreso per la gelata primaverile». Per la Maremma il livello di preoccupazione è ancora più alto rispetto che al resto della Toscana. «La siccità aggrava una situazione già critica – spiega Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana – Il comparto cerealicolo ha risentito lo scorso anno del crollo del prezzo del grano e delle scarse semine, le perdite delle coltivazioni di erba e fieno e le semine di girasoli e mais sono già rischio con temute conseguenze anche sul settore zootecnico. Se non dovesse piovere nelle prossime settimane – aggiunge – a rischio potrebbe essere anche la produzione di pomodori».
Cia. «Ad essere particolarmente colpita – osserva Enrico Rabazzi, presidente di Cia Grosseto – è la zootecnia a causa dell’esaurimento delle scorte di foraggi, e la situazione è molto drammatica anche nel settore delle coltivazioni arboree e dei cereali». Ed ecco i desiderata: «Chiediamo attenzione alla Regione Toscana e al ministero per l’agricoltura – continua Rabazzi – e di essere i nostri portavoce presso Agea e Artea per la liquidazione immediata dei premi Pac 2016, che molte aziende non hanno ancora riscosso; e per liquidare le misure previste a livello regionale come l’indennità da predatori per ridare un po’ di ossigeno alle aziende».
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