Il Tirreno

Grosseto

Sat, esposto alla Corte dei conti 

di Pierluigi Sposato
Sat, esposto alla Corte dei conti 

Il sindaco Bellumori chiede verifiche sulla concessione ma anche sui procedimenti amministrativi

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CAPALBIO. Il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, ha scritto un esposto alla Procura della Corte dei conti del Lazio per segnalare quelle che a suo giudizio sono irregolarità nei procedimenti relativi al corridoio tirrenico e alla proroga della concessione Sat.
In un articolato documento partito dal Comune di Capalbio e corredato di numerosi documenti, Bellumori parla di un possibile danno erariale e chiede agli organi della magistratura contabile di verificarne la sussistenza. Il sindaco ha diviso l’analisi in due parti ma è giunto alle medesime conclusioni. A suo parere, potrebbe esservi stato un danno erariale nel fatto che sono stati proseguiti i procedimenti di valutazione di impatto ambientale, di approvazione del progetto definitivo dei lotti 4 e 5b da parte del Cipe, di approvazione delle modifiche al progetto definitivo dei lotti 5a e 6b; tutto ciò, aggiunge, nonostante che il Def 2017 (il documento di programmazione economica e finanziaria) abbia previsto la completa revisione del progetto e che l’Italia si stata deferita alla Corte di giustizia europea per la violazione della direttiva 18 del 2004. Qui vi sarebbe un danno da disservizio.
Non solo. Bellumori crede di ravvisare irregolarità anche nella proroga della concessione rilasciata a Sat senza gara e nei meccanismi remunerativi previsti nel protocollo siglato il 13 maggio 2015 tra Ministero, Regioni Lazio e Toscana, Autrostrade e Sat. Qui vi sarebbe un danno erariale sotto la forma di danno alla concorrenza. Alla Corte dei conti viene chiesto di verificare se proroga e strumenti siano aderenti o no «alle reali condizioni di mercato che avrebbero potuto essere ottenute in caso di valutazione comparativa dei costi, con conseguente danno erariale». Ogni esborso di denaro pubblico, è il parere del sindaco, deve essere proceduto da una procedura competitiva e comunque, nonostante il project financing e il subentro dello Stato a costo zero, per quest’ultimo vi sarebbero comunque degli oneri.
Per quanto riguarda invece il presunto danno da disservizio, Bellumori argomenta che questo sarebbe stato causato «dallo svolgimento di attività amministrativa totalmente inutile, cui non corrisponde la soddisfazione di alcuna finalità di pubblico interesse ma soltanto dispendio di energie e risorse per aver impegnato riserose umane ed economiche sottraendole alle reali esigenze di servizio», perché il ministero dell’Ambiente e quello dei Trasporti starebbero «portando avanti un procedimento che non ha più alcuna ragion d’essere», dopo che il Def ha imposto la revisione dell’intero itinerario Livorno-Civitavecchia. E invece, nota Bellumori, il 21 aprile Sat «del tutto inspiegabilmente» ha pubblicato l’avviso del deposito di documentazione integrativa e di modifiche al progetto definitivo introdotte durante la conferenza dei servizi».
Secondo il sindaco, i responsabili sarebbero da cercare nei responsabili dei procedimenti amministrativi o i direttori degli uffici dove sono in corso i procedimenti. Ora la parola alla Procura contabile.

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