Attenzione
movimento 5 stelle
«Ma i pozzi sono opere primarie o no?»
GROSSETO. «I pozzi artesiani e le relative opere di adduzione che, per quanto a nostra conoscenza, in molti casi risultano essere stati ceduti al Comune previa convenzione di lottizzazione, rientrano...
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GROSSETO. «I pozzi artesiani e le relative opere di adduzione che, per quanto a nostra conoscenza, in molti casi risultano essere stati ceduti al Comune previa convenzione di lottizzazione, rientrano o no tra le opere di urbanizzazione primaria e, dunque, nel patrimonio indisponibile del Comune? Questa domanda è fondamentale per individuare la strada da percorrere».
Così la pensa il Movimento 5 stelle a proposito della questione pozzi e della decisione «avventata del Comune di chiudere i rubinetti a ridosso della stagione calda. Abbiamo sentito dire di tutto, dai consorzi ai supercondomini, con persone, anche volenterose, che offrivano alternative per risolvere il problema. Abbiamo ricevuto dagli uffici del comune notizie vaghe, spesso contraddittorie e talvolta anche ritrattate dopo pochi giorni ma mai nessuno si è sinora posto la domanda delle domande senza la quale ogni soluzione rischia di essere sbagliata». E la domanda è quella di apertura. «Così, se la risposta dovesse essere affermativa, la via del comodato, più volte declamata, non potrebbe essere perseguita perché strumento di diritto privato non applicabile ai beni pubblici che sono soggetti alle concessioni. Per trovare la soluzione corretta è dunque indispensabile che, prima di tutto, i tecnici e l’ufficio legale del Comune diano una risposta chiara, netta, precisa e ponderata a questo quesito».
Così la pensa il Movimento 5 stelle a proposito della questione pozzi e della decisione «avventata del Comune di chiudere i rubinetti a ridosso della stagione calda. Abbiamo sentito dire di tutto, dai consorzi ai supercondomini, con persone, anche volenterose, che offrivano alternative per risolvere il problema. Abbiamo ricevuto dagli uffici del comune notizie vaghe, spesso contraddittorie e talvolta anche ritrattate dopo pochi giorni ma mai nessuno si è sinora posto la domanda delle domande senza la quale ogni soluzione rischia di essere sbagliata». E la domanda è quella di apertura. «Così, se la risposta dovesse essere affermativa, la via del comodato, più volte declamata, non potrebbe essere perseguita perché strumento di diritto privato non applicabile ai beni pubblici che sono soggetti alle concessioni. Per trovare la soluzione corretta è dunque indispensabile che, prima di tutto, i tecnici e l’ufficio legale del Comune diano una risposta chiara, netta, precisa e ponderata a questo quesito».
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