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Grosseto

Lavoro al nero, il sindaco convoca la società 

Lavoro al nero, il sindaco convoca la società 

L’azienda è nata da poco ed è finita nell’inchiesta dei carabinieri: aveva già licenziato alcuni operai

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MONTIERI
Un’azienda giovanissima nata da un’operazione tecnologicamente ambiziosa e in grado di dare risposte interessanti anche dal punto di vista occupazionale: questo doveva essere la società di Travale costata circa 2 milioni di euro, multata per aver utilizzato lavoratori a nero. . Una struttura nata a poche centinaia di metri dalle centrali geotermiche Travale 3 e 4 di Enel green power, che sfrutta il calore residuo per alimentare il circuito chiuso di riscaldamento della serra e che nel primo anno di età ha dato lavoro a diverse persone del luogo producendo crisantemi. Ma la società, dopo circa un anno cede la quota di maggioranza ad una cooperativa sociale e dopo poco arrivano i primi licenziamenti. La serra passa così dai crisantemi alla produzione di erbe officinali finché non arriva il controllo dei carabinieri di Follonica e Montieri che scoprono che alcuni operai sono senza contratti di lavoro: 9 operai su 14 risultano essere a nero e sette di loro sono stranieri che vivono nel Senese e che sono arrivati nella serra grazie alle onlus e alle associazioni no profit che hanno trovato loro questo lavoro.
Così per la società di Montieri è arrivato il provvedimento di sospensione dell’attività evitabile soltanto con il pagamento di una multa di 30.000 euro e l’assunzione di tutto il personale irregolare.
«Faccio un plauso all’intervento dei carabinieri che hanno fatto luce su una vicenda drammatica e che lascia l’amaro in bocca – ha commentato il sindaco di Montieri Nicola Verruzzi – attendiamo con la dovuta prudenza quello che sarà l’esito delle indagini ma se quanto emerge sarà confermato la pratica lavorativa dell’azienda sarà da condannare fortemente, quella applicata risulterebbe infatti essere una forma di caporalato che aprirebbe un nuovo e amaro spunto di riflessione sulla gestione dei migranti; dall’altro lato si aprono dei grandi interrogativi sul futuro e resta da capire perché in così poco tempo un’azienda nuova ha già alle spalle una storia di licenziamenti e di lavoro nero».
Verruzzi per questo chiederà a breve un incontro: «quello che voglio fare adesso – ha detto il primo cittadino – è convocare la società per capire quali sono le intenzioni nei confronti di tutti quei lavoratori della zona che avevano trovato lavoro nell’azienda e che sono stati licenziati».
Giulia Sili

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