Italia
la scoperta
Tutti ghiotti del dolce nato nel 1380
La ricetta è stata trovata in biblioteca, ora si può gustare grazie al Cif
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MASSA MARITTIMA. Servono uova, zucchero di canna e lievito madre ma anche vino passito, uvetta, spezie e molti altri ingredienti per fare il dolce di san Bernardino: la particolare ricetta arriva direttamente da un testo medievale della biblioteca umanistica dell’Università di Pisa e a ritrovarlo sono state le donne del Cif, il Centro italiano femminile di Massa Marittima.
Il dolce, dedicato al santo patrono della città che lì nacque nel 1380, viene prodotto dalla pasticceria Le Logge su richiesta delle associate del Cif, le quali devolvono il ricavato in opere di beneficenza: «il nome del dolce è stato registrato – spiega Grazia Maria Sabatini, presidente provinciale del Cif – è stata una nostra iscritta ad andare nella biblioteca di medievistica per prendere alcune antiche ricette, noi ne provammo 4 e scegliemmo quella più buona».
Fu la pasticceria Checcucci a realizzare per prima il dolce che tra i tantissimi ingredienti prevede anche il pecorino stagionato: «ci vogliono circa 10 giorni per ottenere il prodotto finito, ma la bontà è assicurata – dice la presidente – quando però il Checcucci ha chiuso il negozio ci siamo rivolte ad altre pasticcerie, il dolce è sempre stato molto buono ma mai come quello originale; oggi fortunatamente la signora Checcucci lavora alle Logge e così siamo tornate alle origini». Con il ricavato delle vendite, che avvengono durante il Balestro o in alcuni mercati cittadini, le donne del Cif finanziano le loro attività: «il dolce va ad offerta – spiega – e devo dire che accompagnato da un bicchierino di Vin Santo o di Aleatico è una poesia». (g.s.)
Il dolce, dedicato al santo patrono della città che lì nacque nel 1380, viene prodotto dalla pasticceria Le Logge su richiesta delle associate del Cif, le quali devolvono il ricavato in opere di beneficenza: «il nome del dolce è stato registrato – spiega Grazia Maria Sabatini, presidente provinciale del Cif – è stata una nostra iscritta ad andare nella biblioteca di medievistica per prendere alcune antiche ricette, noi ne provammo 4 e scegliemmo quella più buona».
Fu la pasticceria Checcucci a realizzare per prima il dolce che tra i tantissimi ingredienti prevede anche il pecorino stagionato: «ci vogliono circa 10 giorni per ottenere il prodotto finito, ma la bontà è assicurata – dice la presidente – quando però il Checcucci ha chiuso il negozio ci siamo rivolte ad altre pasticcerie, il dolce è sempre stato molto buono ma mai come quello originale; oggi fortunatamente la signora Checcucci lavora alle Logge e così siamo tornate alle origini». Con il ricavato delle vendite, che avvengono durante il Balestro o in alcuni mercati cittadini, le donne del Cif finanziano le loro attività: «il dolce va ad offerta – spiega – e devo dire che accompagnato da un bicchierino di Vin Santo o di Aleatico è una poesia». (g.s.)
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