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Mense: «Un regolamento da ripensare»
GROSSETO. Tra pochi giorni le scuole finiscono, ma i consiglieri d’opposizione sono preoccupati per ciò che accadrà quando si ricomincerà con il servizio mensa gestito dal Comune di Grosseto. «Il...
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GROSSETO. Tra pochi giorni le scuole finiscono, ma i consiglieri d’opposizione sono preoccupati per ciò che accadrà quando si ricomincerà con il servizio mensa gestito dal Comune di Grosseto.
«Il motivo è presto detto, e sta nel nuovo regolamento per la refezione scolastica, approvato dalla maggioranza lo scorso 19 maggio - dicono - che vieta la partecipazione alla mensa per gli alunni le cui famiglie, al momento dell’iscrizione, non siano in regola con i pagamenti. Il tema non è di poco conto, sia perché coinvolge numerose famiglie, sia perché il tempo dedicato alla mensa costituisce a tutti gli effetti parte dell’orario scolastico concorrendo a definire il piano dell’offerta formativa, così come sottolinea lo stesso regolamento».
Durante i lavori consiliari il gruppo d’opposizione era riuscito a migliorare il testo, introducendo anche strumenti per rendere più incisiva l’attività di recupero dei crediti, quando la morosità non dipendesse da situazioni di effettiva indigenza.
«Restava sul tavolo la necessità di gestire la situazione di quegli alunni le cui famiglie, nonostante ogni sforzo e tentativo, non avessero provveduto a regolarizzare la propria posizione economica - dicono - Abbiamo proposto un coinvolgimento delle famiglie e delle istituzioni scolastiche per individuare, nei singoli casi, le modalità più idonee a tutelare il prioritario interesse dell’alunno, ma questa proposta è stata respinta, senza che nessun’altra venisse avanzata. Ora ci domandiamo cosa accadrà a questi bambini quando, al momento del pranzo, ne dovranno essere esclusi, tra l’altro non essendo consentito consumare altri cibi se non quelli forniti dal comune. Peggio ancora, potranno verificarsi casi di bambini già inseriti in un ciclo scolastico improvvisamente costretti a cambiare classe, insegnanti e magari scuola per “sceglierne” una senza mensa. Non solo: ci domandiamo anche come potranno gestire una simile situazione i dirigenti ed il personale della scuola». Per questo il consigliere Carlo De Martis ha rivolto un’interrogazione al sindaco e all’assessore alla Pubblica istruzione per sollecitarli a rapportarsi con le istituzioni scolastiche e individuare le soluzioni più idonee a tutelare gli alunni che si troveranno esclusi dalla mensa.
«Il motivo è presto detto, e sta nel nuovo regolamento per la refezione scolastica, approvato dalla maggioranza lo scorso 19 maggio - dicono - che vieta la partecipazione alla mensa per gli alunni le cui famiglie, al momento dell’iscrizione, non siano in regola con i pagamenti. Il tema non è di poco conto, sia perché coinvolge numerose famiglie, sia perché il tempo dedicato alla mensa costituisce a tutti gli effetti parte dell’orario scolastico concorrendo a definire il piano dell’offerta formativa, così come sottolinea lo stesso regolamento».
Durante i lavori consiliari il gruppo d’opposizione era riuscito a migliorare il testo, introducendo anche strumenti per rendere più incisiva l’attività di recupero dei crediti, quando la morosità non dipendesse da situazioni di effettiva indigenza.
«Restava sul tavolo la necessità di gestire la situazione di quegli alunni le cui famiglie, nonostante ogni sforzo e tentativo, non avessero provveduto a regolarizzare la propria posizione economica - dicono - Abbiamo proposto un coinvolgimento delle famiglie e delle istituzioni scolastiche per individuare, nei singoli casi, le modalità più idonee a tutelare il prioritario interesse dell’alunno, ma questa proposta è stata respinta, senza che nessun’altra venisse avanzata. Ora ci domandiamo cosa accadrà a questi bambini quando, al momento del pranzo, ne dovranno essere esclusi, tra l’altro non essendo consentito consumare altri cibi se non quelli forniti dal comune. Peggio ancora, potranno verificarsi casi di bambini già inseriti in un ciclo scolastico improvvisamente costretti a cambiare classe, insegnanti e magari scuola per “sceglierne” una senza mensa. Non solo: ci domandiamo anche come potranno gestire una simile situazione i dirigenti ed il personale della scuola». Per questo il consigliere Carlo De Martis ha rivolto un’interrogazione al sindaco e all’assessore alla Pubblica istruzione per sollecitarli a rapportarsi con le istituzioni scolastiche e individuare le soluzioni più idonee a tutelare gli alunni che si troveranno esclusi dalla mensa.
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