Il Tirreno

Grosseto

Fioriere e arredi, raffica di contestazioni 

di Elisabetta Giorgi
Fioriere e arredi, raffica di contestazioni 

La Municipale passa al setaccio via Roma verificando l’occupazione delle sedi. Rimossa anche una lavagnetta coi menu 

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GROSSETO. Per ora siamo ancora alla fase dei controlli. Poi scatteranno eventuali sanzioni. Il centro di Grosseto e una delle arterie principali del centro – via Roma – tornano sotto il setaccio. Una stretta dei controlli da parte del Comune impegnato a monitorare e misurare - su tutto il territorio - le occupazioni che a vario titolo interessano le sedi stradali. Eventuali evasioni della Tosap (il tributo per l’occupazione del suolo pubblico), o arredi che necessitano di una domanda formale da inoltrare all’ente.
Contestati dalla Municipale in via Roma sono stati – in questi giorni – soprattutto le fioriere, i vasi e i lampioncini fuori dai negozi, come pure le lavagnette che riportano i menu di bar e ristoranti. Oggetti cui è stata contestata la mancanza di autorizzazioni e che in alcuni casi sono stati fatti rimuovere dagli agenti, sollevando non pochi malumori tra i commercianti. Un po’ per l’incertezza e la non conoscenza della normativa; un po’ perché c’è chi ha tenuto quei vasi lì da decenni e ora – invece – se li vede togliere. Scrolla le spalle Maurizio Cini, imprenditore del settore ristorazione che dopo l’ultimo passaggio della polizia municipale nel suo locale L’officina del grano, in via Roma tre giorni fa, ci mostra l’oggetto nero e rettangolare che ha dovuto riporre in fretta e furia nel locale. È la lavagnetta coi menu.
«Me l’hanno fatto togliere, stava appoggiata là fuori – dice – peraltro dentro al perimetro per cui pago regolarmente la Tosap, accanto ai tavolini».
Controlli. L’amministrazione comunale, con la Municipale, lavora da mesi su questo fronte. Nella fase attuale sta ancora monitorando e facendo i rilievi. Dei 16 procedimenti aperti in centro per presunte violazioni della Tosap da parte dei commercianti, non risulta ancora staccato alcun verbale, ma l’iter è in corso. I controlli sono continui, metodici; preludono a future e probabili sanzioni - ove fosse accertata dagli uffici la violazione - seguendo una linea ben definita, peraltro annunciata mesi fa dall’assessore comunale Giacomo Cerboni che a febbraio spiegò di aver «avviato una verifica della forte evasione tributaria che c’è sulla Tosap». Controlli finalizzati a incamerare quegli introiti regolarmente dovuti ma spesso non pagati all’ente.
Ad aprile gli agenti sono intervenuti in centro storico aprendo quelle 16 pratiche di accertamento per violazione Tosap: nel caso in cui la violazione fosse confermata, per quelle pratiche scatterebbero sanzioni da 170 euro l’una. Nella rete dei controlli è finito di tutto: anche alcune seggioline messe fuori dal negozio per fumare, in piazza della Palma. Intorno al 10 maggio ecco un altro controllo in via Emilia: spariscono i vasi da fiori del negozio di parrucchiera e della tabaccheria, la botte del panificio, i distributori di palline per i bambini del negozio di giocattoli. Idem in altre zone della città dove i commercianti si dicono disorientati. Moniti, avvertimenti. In via Roma, intorno al 20 maggio gli agenti hanno controllato vasi, fioriere e lampioncini. Tre giorni fa gli agenti sono tornati: ed ecco altri controlli a tappeto e contestazioni per verificare eventuali mancanze di autorizzazioni. Tra i commercianti regnano incertezza e malumore. C’è chi lamenta di «abbellire la città e che il Comune non fa nulla per rendere le strade più decorose, salvo fare a noi problemi su problemi al millimetro: via Roma è sporca, avrebbe bisogno di decoro: cosa fa il Comune? Tartassa noi». Eleonora Sensini: «A me hanno contestato 4 fioriere bianche che tengo fuori dal negozio da quasi 10 anni. Mi sto informando per capire a posteriori se posso pagare la domanda per mettermi in regola: probabilmente dovrò toglierle, devo capire. Altrimenti le leverò ma con dispiacere, perché già queste strade, via Roma in primis, avrebbero parecchio bisogno di cura». E Maurizio Cini: «A me hanno fatto togliere la lavagna in cui scrivevo i menu perché, a quanto pare, necessitava di autorizzazione nonostante ricadesse in un’area per cui ho pagato la Tosap. Andrò a informarmi per bene». La stretta continua.

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