Gioco
Crisi Unicoop, 30.000 euro a chi se ne va
Bonus a scaglioni come incentivo all’esodo. File di pensionandi e quarantenni ai patronati
GROSSETO. Unicoop Tirreno mette sul piatto 30. 000 euro per chi dice addio alla società. È il cosiddetto esodo volontario, chance che l’ex Proletaria riserva ai lavoratori che non hanno i requisiti per andare in pensione ma hanno voglia di abbandonare la nave. Non è una costrizione né un prendere-o-lasciare. È un incentivo ad alzare la mano per dire: “Me ne vado”. Grazie alla concertazione, i licenziamenti sono stati scongiurati ma i lavoratori in esubero, del resto, rimangono: sono 500. E quindi perché non prevedere un bonus per chi stesse accarezzando l’idea di lasciare il proprio posto? Prima ti fai avanti, più il beneficio è alto: si parte con 30.000 euro poi si scende a 20.000 e infine a 10.000 euro. L’opzione piace all’universo dei dipendenti Unicoop: un po’ ovunque in Toscana e parecchio in Maremma. «Agli sportelli del nostro patronato c’è la fila – conferma Stefano Vermigli di Filcams Cigl Grosseto – In tanti ci stanno richiedendo il calcolo dei contributi alla luce di questa opportunità». Tenete sotto controllo la frenesia – è il consiglio del sindacato – perché – ora – rischiate di perdere tempo.
Incentivo e scadenza. La risoluzione volontaria del rapporto di lavoro è una porta aperta lasciata ai lavoratori Unicoop: ed è prevista nell’ipotesi di accordo per la gestione della crisi del colosso toscano della Gdo che è stata firmata il 9 maggio a Firenze tra società cooperativa e Cgil, Cisl e Uil. Le parti hanno concordato che questa “finestra” rimarrà aperta fino al 31 maggio 2019: la fine incentivata del rapporto di lavoro dovrà avvenire entro questa data.
Gli scaglioni. Il calcolo di quanto ci si può mettere in tasca si fa partendo da una data: l’inizio del ricorso agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione straordinaria a rotazione per i dipendenti della sede di Vignale Riotorto e contratti di solidarietà per chi lavora nei punti vendita), fissato nell’ipotesi di accordo al 1° giugno 2017: il tempo è poco per la messa a punto degli accordi specifici, ma tant’è. Ci sono 30.000 euro per chi formalizza la risoluzione del rapporto di lavoro entro i primi sei mesi ed esce entro dodici; 20.000 euro per chi ufficializza tra il 7° e il 12° mese con uscita entro 18 mesi dall’inizio dell’ammortizzatore; 10.000 euro dal 19° al 24° mese con esodo entro 24 mesi successivi.
Chi si fa avanti. Sono a decine i lavoratori Unicoop che stanno valutando la chance dell’uscita volontaria, secondo i sindacati. «Stiamo ricevendo manifestazioni di interesse – confermano dagli uffici di Vignale Riotorto – che però per ora non quantifichiamo». L’esodo volontario piace ai pensionandi che lo vedono come uno scivolo facilmente raggiungibile. Attrae le lavoratrici sulla soglia dei sessant’anni che vagheggiano la chance dell’Opzione Donna, cioè dell’uscita volontaria prima di aver raggiunto il requisito pensionistico riservata all’universo in rosa. Innesca un sistema di aspettative per i quarantenni che – secondo i sindacati – vedono nel bonus una dote per aprirsi un’attività in proprio. È lo specchio dei tempi.
Il consiglio. Ed è così che gli sportelli grossetani dei patronati sono presi d’assalto. «Consigliamo ai lavoratori che fossero interessati a questa opzione – dice Vermigli – di attendere che sia stato firmato e formalizzato l’accordo tra Unicoop Tirreno e sindacati (quello “vero”, tappa successiva rispetto all’ipotesi di accordo del 9 maggio, ndr). Solo allora conosceremo, nero su bianco, le condizioni per usufruire di questa possibilità e solo allora gli esperti del patronato potranno dare informazioni certe ai lavoratori. Chi affolla ora gli sportelli – conclude – rischia di fare lunghe file e tornare a casa con un’idea ma senza nulla di certo».
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